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Palermo, martedì 22 aprile 2008
Arrestato estortore di Carini
In riferimento all’operazione della sezione criminalità organizzata della Squadra mobile di Palermo che ha portato all’arresto di un presunto estorsore di Carini, è necessario porre in evidenza che la vittima non ha maturato la coraggiosa decisione di collaborare in solitudine, tutt’altro.
Questo decisivo passo è stato compiuto grazie all’assistenza dell’Associazione Antiracket Libero Futuro che sin dall’inizio, con la fattiva collaborazione del Consorzio ASI, ha accompagnato l’imprenditore nella difficile scelta di affrancamento dal fenomeno del pizzo.
Con l’arresto di ieri si è conclusa un’indagine che nei mesi scorsi aveva portato in carcere altri presunti fiancheggiatori.
La cifra pagata annualmente dalla vittima rispetto alle capacità economiche dell’azienda non era particolarmente elevata e per giustificare tale uscita la cosca rilasciava fatture per lavori mai eseguiti.
Da tempo l’associazione Libero Futuro e l’ASI presieduta da Alessandro Albanese collaborano nell’attività di sostegno degli imprenditori che decidono di non pagare il pizzo e presto un’apposita convenzione regolerà tali rapporti.
Il numero degli imprenditori che denunciano e collaborano è in aumento e per tale ragione Libero futuro esprime soddisfazione per i segnali di cambiamento che vengono dagli imprenditori che sempre più numerosi si affrancano dal ricatto mafioso.
L’incessante azione delle forze dell’ordine e il perseverante lavoro nel territorio condotto da Addiopizzo e Libero Futuro, con il fattivo sostegno della FAI , ha creato una rete di soggetti in grado di offrire le competenze, le tutele e lo schermo necessari affinché un operatore economico possa denunciare.
La FAI (federazione antiracket italiana), Libero futuro e Addiopizzo rinnovano il loro impegno in difesa degli imprenditori Palermitani.
Liberarsi dal racket è possibile..... insieme!
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Palermo, giovedì 3 aprile 2008
Il comitato Addiopizzo teme il rischio reale di un inquinamento del principale strumento di partecipazione alla vita democratica del paese: il voto. "A una cattiva raccolta di voti corrispondono una cattiva democrazia e delle cattive leggi", diceva Libero Grassi, ormai 17 anni fa, ma mai così attuale appare oggi il suo pensiero. Per questo ci appelliamo alla responsabilità di ogni singolo cittadino per un “voto libero”, iniziativa lanciata alla manifestazione organizzata dalle associazioni antimafia della Locride.
"Voto Libero" significa informarsi sui candidati e sui partiti, non cedere un proprio diritto in cambio di favori, promesse o piccole cortesie, non votare chi ha subito condanne o è comunque vicino ad ambienti mafiosi o ha sprecato denaro pubblico.
Anche per questo condividiamo e sposiamo la provocatoria proposta lanciata da Stefania Petyx di eliminare le tende o le porte dalle cabine elettorali. Un metodo, seppur estremo, per attenuare il pericolo che chi "vende" il proprio voto possa fotografare la scheda per provarlo.
Informarsi e votare responsabilmente non è comunque possibile se i partiti non indicano in maniera chiara e trasparente i criteri di scelta relativi alla composizione delle liste. La recente condanna a 10 anni di carcere di Antonio Borzacchelli, nell'ambito dell'inchiesta sulle 'talpe' alla Dda di Palermo, ci dà l'esempio emblematico: per la sua candidatura era stata create una lista 'ad hoc'.
Ogni elettore ha il diritto di chiedere candidature oneste e credibili per potere scegliere nel segreto dell'urna in maniera libera e responsabile.
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Palermo, sabato 22 marzo 2008
Solidarietà a Giovanni Salsetta
Il comitato Addiopizzo e l'associazione antiracket Libero Futuro vogliono esprimere la propria solidarietà a Giovanni Salsetta, l'imprenditore gelese vittima di attentato intimidatorio. Salsetta, a lungo vicepresidente dell'associazione antiracket "Gaetano Giordano", che conta un'ottantina di soci, ha subito l'incendio di uno dei mezzi della sua attività, la "Edilponti", dopo aver più volte denunciato i propri estortori. Ci uniamo a quanto già dichiarato da Renzo Caponnetti, presidente dell'associazione antiracket di Gela: "Non sara' certamente questo avvertimento a farci tornare indietro negli anni bui"
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Palermo, sabato 8 marzo 2008
LE SCUOLE E IL PIZZO: "PALERMO VISTA RACKET
I ragazzi di 20 scuole di Palermo e provincia, sono scesi in strada ad interrogare più di 800 commercianti di diversi quartieri sullo scottante problema del pizzo, rompendo quello che da sempre è considerato un tabù. Grazie a questo lavoro – lunedì 10 Marzo alle ore 10 al Teatro Metropolitan di Palermo – sarà presentata la pubblicazione “Palermo: vista racket. La scuola interroga i commercianti del quartiere”.
La ricerca, che si basa sui dati rilevati dai ragazzi che hanno somministrato questionari anonimi ai commercianti del proprio quartiere, analizza dati statistici ma, soprattutto, elabora uno studio sulle opinioni: un valido strumento di comprensione della rappresentazione della realtà del pizzo per i commercianti, le credenze condivise che contribuiscono ad orientare le azioni degli individui.
Infine anche gli studenti hanno arricchito la ricerca con i loro commenti, impressioni, intuizioni, prodotti dalla unicità della metodologia adottata, quella, appunto di un impatto forte e diretto con la realtà di riferimento.
La pubblicazione è il prodotto di un importante cammino di educazione alla legalità, inserito nel progetto scuola 2007 del comitato Addiopizzo, in collaborazione con l’Istituto Finocchiaro Aprile, attore protagonista, e il Ministero della Pubblica Istruzione.
Lunedì 10 marzo alle 10, il teatro Metropolitan, uno degli esercenti della lista di "Consumo critico" del comitato Addiopizzo, aprirà le porte a chiunque vorrà conoscere i risultati di questo significativo lavoro. A condurre la manifestazione sarà Stefania Petyx, inviata di 'Striscia la notizia', e Pif, una delle 'iene' di Italia 1
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Palermo, venerdì 7 marzo 2008
Inaugurazione dell'Emporio pizzo-free
Domani alle 18 e 30 - in corso Vittorio Emanuele, 172 - inaugurazione del primo Emporio pizzo-free dove sarà possibile acquistare i prodotti della lista di “Consumo critico” del comitato Addiopizzo. Da un’idea di uno dei commercianti della lista, Fabio Messina, un’iniziativa utile a far conoscere a tutti i cittadini le attività aderenti alla campagna “Contro il pizzo cambia i consumi”
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Palermo, martedì 19 febbraio 2008
ADDIOPIZZO CHIEDE ALLA CURIA DI INTERVENIRE
Ieri nella parrocchia di San Basilio Magno, in corso Calatafimi, non è stato possibile svolgere il terzo incontro del ciclo di seminari "Il vangelo contro la mafia", promosso dalle associazioni Contrariamente, Quarta Parete e Azione cattolica. Ad aspettare di fronte ai cancelli chiusi della parrocchia c'erano anche l'imprenditore della lista di "Consumo critico" antipizzo, Rodolfo Guajana, una persona in rappresentanza del comitato e il delegato di Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria. Ancora oggi non sono chiare le motivazioni che hanno indotto il parroco ad annullare, senza alcun preavviso, l'appuntamento.
Auspichiamo che la parrocchia e la Curia possano quanto prima ricondurre le motivazioni a meri problemi organizzativi e non a una preoccupante e premeditata censura. Nella lotta al pizzo e alla mafia, infatti, il ruolo della chiesa, e in particolare di tutte le parrocchie del territorio, è decisivo per ravvivare le coscienze dei fedeli e compiere un ulteriore passo in avanti nella liberazione del male che affligge la nostra terra.
In base a quanto detto, nella speranza che tutto sia risolto positivamente in tempi brevi, smentiamo la nostra partecipazione a ogni protesta organizzata sul tema.
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Palermo, mercoledì 30 gennaio 2008
Addiopizzo e Libera con Telejato
Addiopizzo e Libera sono accanto a Pino Maniaci, il giornalista di Telejato, la coraggiosa tv di Partinico. Ieri notte Maniaci è stato malmenato a calci e pugni da due giovani, uno dei quali riconosciuto dalla vittima come uno dei figli di un boss di Partinico; un segnale, questo, non di attacco alla libertà di stampa, ma di pura brutalità. Il lavoro di Telejato è uno degli eccezionali segni di rifiuto della barbarie mafiosa sul territorio, in una provincia di Palermo che vede ogni giorno acuirsi la tensione e moltiplicarsi le intimidazioni. Per Libera e Addiopizzo, già al fianco di Telejato in tante iniziative, è fondamentale far giungere il massimo sostegno e incoraggiamento ad andare avanti.
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Palermo, venerdì 25 gennaio 2008
Sit-in Addiopizzo contro decadenza PM da Dda
Il comitato Addiopizzo partecipa domani a due manifestazioni della società civile a Palermo.
Alle 10:30 in piazzale della Memoria, dietro il tribunale, Addiopizzo
organizza un sit-in per protestare contro la legge che fissa un termine massimo di permanenza dei pm nella Dda. Le norme che lo dispongono allontanerebbero inesorabilmente l’opportunità di continuare l’ottimo lavoro di contrasto al sistema mafioso da parte degli inquirenti, determinando anche un forte rallentamento dell’azione di repressione condotta dalla Dda. Pertanto ritenendo che esistano i presupposti di “necessità ed urgenza” (previsti dall’art. 77 della Cost) il Comitato Addiopizzo chiede al prossimo Governo di adottare un Decreto Legge che sospenda che sospenda la decadenza
dei pm.
Alle 16, Addiopizzo aderisce alla manifestazione in piazza Politeama per chiedere le dimissioni di Salvatore Cuffaro, insieme a molte sigle della società civile. Il Governatore Cuffaro, nonostante abbia ricevuto una condanna a 5 anni per favoreggiamento con interdizione dai pubblici uffici,non ha ritenuto di doversi dimettere dalla carica di Presidente della Regione Siciliana.
Il comitato Addiopizzo intende coinvolgere gli aderenti al movimento a
sostenere come un Presidente condannato a 5 anni per favoreggiamento con interdizione dai pubblici uffici non possa essere rappresentativo della Sicilia onesta.
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Palermo, mercoledì 16 gennaio 2008
Operazione "Addio Pizzo" di polizia e Dda di Palermo
I 39 arresti ai danni di presunti estortori, legati alle indagini sulle attività dei Lo Piccolo, testimoniano ancora come a Palermo si siano create le condizioni per reprimere il sistema del pizzo; è però necessaria anche la collaborazione dei commercianti taglieggiati. Per loro oggi esiste l'associazione antiracket Libero Futuro, che offre tutela e totale assistenza a tutti gli imprenditori che volessero intraprendere il percorso di affrancamento dal pizzo. Invitiamo, quindi, tutti i commercianti a contattarla al più presto: tutto fa pensare che sia il momento giusto per fare questa scelta.
Il numero di telefono da contattare è: 333 9787396.
Siamo davvero lieti di essere riconosciuti testimoni di questo momento, tanto da aver ispirato il nome dell’ennesima operazione
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Palermo, martedì 15 gennaio 2008
SOLIDARIETA' AL GIORNALISTA NINO AMADORE E A 'IL SOLE 24 ORE'
Il comitato Addiopizzo esprime solidarietà nei confronti di Nino Amadore, redattore siciliano de "Il Sole 24 Ore" e autore del libro "La zona grigia - professionisti al servizio della mafia", destinatario di un vile atto intimidatorio ad Agrigento mentre presentava la sua pubblicazione. Il ruolo assunto da Confindustria e lo stesso impegno profuso dal quotidiano sono, infatti, invisi a Cosa nostra, da sempre infastidita da una informazione puntuale, al punto che lo stesso direttore de "Il Sole 24 Ore", Ferruccio De Bortoli si è visto recapitare in sede una lettera minatoria e due proiettili.
Per il comitato Addiopizzo, quella presa da Confindustria e anche da "Il Sole 24 Ore", è l'unica strada che può portare alla liberazione della classe imprenditoriale siciliana dai condizionamenti mafiosi che bloccano lo sviluppo economico di questa terra.
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Palermo, giovedì 10 gennaio 2008
Una nuova denuncia contro il pizzo grazie ad addiopizzo e Libero Futuro
La recente operazione di polizia che ha portato agli arresti di due estortori che avevano minacciato un’azienda che ha attività ed interessi a Palermo ed in altre città italiane segna un nuovo successo all’attività di contrasto dello stato e testimonia il nuovo clima che si sta creando a Palermo fra gli imprenditori.
L’associazione Libero Futuro, la FAI ed il comitato Addiopizzo hanno seguito e sostenuto sin dal primo momento l’imprenditore cha ha sempre denunciato ogni tentativo di estorsione.
La recente pubblicazione del libro mastro e dei documenti di Lo Piccolo ha certamente condizionato il corso delle indagini ed ha gettato una cattiva luce su un imprenditore ed un’azienda che invece ha avuto un atteggiamento ineccepibile sin dal primo momento e cioè prima che la lista fosse pubblicata.
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Palermo, sabato 5 gennaio 2008
Dall’immobile confiscato alla mafia la nuova sede dell’Associazione
Giorno 7 gennaio alle ore 12.00 sarà inaugurata in via De Gasperi 53 la sede dell’Associazione
Antiracket di Palermo “Libero Futuro”.
L’immobile confiscato all'ex geometra Pino Lipari, contabile e
prestanome di Provenzano, sarà condiviso dall’associazione
con il comitato Addiopizzo in attesa che questi ristrutturi
la nuova sede di via Lincoln assegnatagli, confiscata al boss Tommaso Spadaro.
La cerimonia che si svolgerà alle presenza del Presidente della FAI Tano
Grasso e dei vertici provinciali delle forze dell’ordine, rappresenterà
anche l’occasione per salutare il Prefetto Giosuè Marino
“importante compagno di strada di Addiopizzo e LiberoFuturo”, che
dopo quattro anni lascerà la città di Palermo.
In un momento particolarmente favorevole nella lotta all’organizzazione
mafiosa, l’Associazione Antiracket che opera sul territorio da diversi
mesi, coglie questa iniziativa per rinnovare a tutti gli operatori economici
della città ed in particolare a coloro i quali figurano iscritti nel
libro mastro uscito di recente sugli organi di stampa, la propria disponibilità
ad assistere e ad accompagnare nel percorso di liberazione che passa attraverso
la denuncia, quanti vorranno affrancarsi dal fenomeno del pizzo ( Libero Futuro
cell. 3339787396).
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Palermo, mercoledì 5 dicembre 2007
Presentazione agenda antimafia 2008
Anche il comitato Addiopizzo ha partecipato alla presentazione de "L'agenda dell'antimafia 2008" - a cura di Umberto Santino e Anna Puglisi - oggi alla sede del Centro Impastato in Via Villa Sperlinga, 15 a Palermo.
Il comitato ha, infatti, supportato l'idea - insieme al Cesvop (Centro di servizi per il Volontariato di Palermo), al Comune di Gela e al Consorzio Ulisse - per rinnovare l'importanza del ricordo di tutte le vittime di mafia e per l'assenza di questo tema da un altro tipo di agenda, quella politica.
Alla manifestazione sono intervenuti: Umberto Santino Presidente del Centro Impastato, Vittorio Greco di Addiopizzo, Ferdinando Siringo Presidente del Cesvop, Luciano D'Angelo Presidente del Consorzio Ulisse.
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Palermo, martedì 20 novembre 2007
Solidarietà ai parenti delle vittime di mafia
Il comitato Addiopizzo esprime solidarietà ai parenti delle vittime di mafia che protestano contro la mancata equiparazione fra il loro status e quello dei parenti delle vittime del terrorismo. Ci rammarichiamo ulteriormente per il fatto che Francesco Forgione, che ha presentato l'emendamento in Finanziaria, aveva annunciato l'equiparazione giuridica proprio in occasione della presentazione dell'associazione antiracket "Libero Futuro" al teatro Biondo, il 10 novembre scorso.
Un comunicato di Palazzo Chigi del 9 luglio e il ministro Giulio Santagata alla Camera, l'11 luglio, si erano impegnati a trovare le coperture finanziarie nella legge di bilancio per il 2008.
Chiediamo al governo di matenere le promesse e di dare un chiaro segnale ai parenti di chi ha pagato con la vita il proprio impegno per il bene della società
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Palermo, venerdì 9 novembre 2007
Dal comitato Addiopizzo nasce “Libero Futuro”
“Libero Futuro” è un luogo discreto, di serietà e riservatezza che ha come unico interesse quello di assistere i commercianti/imprenditori nel percorso che porta alla denuncia contro il pizzo. Dal primo contatto, anche solo per fornire informazioni – in totale riservatezza – all’assistenza in caso di denuncia, dalla gestione del caso fino a fare da schermo nella fase processuale.
Libero Futuro nasce dall’esperienza maturata negli ultimi tre anni dal comitato Addiopizzo, in particolare da quel ramo che ha gestito i rapporti con i commercianti della lista Pizzo-free. Da circa un anno, infatti, alcuni componenti del comitato hanno cominciato a lavorare in questa direzione, assistiti e consigliati da Tano Grasso, presidente onorario della Fai (federazione nazionale delle associazioni antiracket), nonché primo a utilizzare lo strumento della denuncia collettiva, nel 1991 a Capo D’Orlando (Me) con la nascita dell’Acio (Associazione Commercianti e Imprenditori Orlandini). Sono così cominciate le prime riunioni alle quali sempre più commercianti hanno preso parte, portando nel gruppo le proprie esperienze di denuncia, unendole alle competenze di membri della Fai nella gestione dei casi.
Il contesto palermitano è mutato nell’arco dell’ultimo anno. L’aumento delle minacce e della pressione della criminalità organizzata hanno reso ancora più necessaria la creazione di una struttura che potesse accompagnare chi decide di denunciare. Il percorso del comitato si è incrociato sempre più spesso con chi, denunciando, si rivolgeva ad Addiopizzo e ne chiedeva il supporto. Dopo aver assistito alle incoraggianti prese di posizione da parte degli imprenditori si è giunti, il 29 agosto scorso, in occasione della ricorrenza dell’omicidio di Libero Grassi, all’annuncio della nascita dell’associazione antiracket.
Libero Futuro sarà anche parte integrante della campagna “Contro il pizzo cambia i consumi” del comitato Addiopizzo, attivandosi nella ricerca dei commercianti che andranno a fare parte della lista Pizzo-free, in particolare nella ‘zona pilota’ su cui il comitato Addiopizzo si sta concentrando per misurare l’efficacia del consumo critico. L’associazione antiracket sarà anche parte della commissione di garanzia che vaglia le richieste di adesione alla lista Pizzo-free.
Libero Futuro e il comitato Addiopizzo, dunque, collaboreranno attivamente nella lotta al racket, ognuno per le sue specificità. Libero Futuro, infatti, manterrà i rapporti con le forze dell’ordine e si occuperà delle problematiche dei commercianti mentre il comitato Addiopizzo continuerà a promuovere l’esperienza del consumo critico anti-pizzo, mobiliterà i consumatori, diffonderà la coscienza antimafia nelle scuole e proseguirà l’azione di pressione nei confronti della politica e delle istituzioni.
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Palermo, sabato 27 ottobre 2007
Consegna a Guajana delle chiavi del nuovo sito
Con la consegna delle chiavi del sito di via Partanna Mondello, 34/c (stabilimento ex Imer) dalle mani del presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, a quelle di Rodolfo Guajana, si è compiuto il primo, decisivo, passo per la ripresa delle attività della “Guajana Ferramenta”, impresa della lista di “Consumo critico” del comitato Addiopizzo, danneggiata irreparabilmente da un incendio doloso lo scorso 31 luglio.
Il comitato Addiopizzo esprime grande soddisfazione per la soluzione di un caso che ci ha visto mobilitati e impegnati sin dall’indomani dell’incendio. Il caso dimostra che con la volontà, le istituzioni, in concerto tra loro, possono dare un forte segnale all’imprenditoria e alla società palermitana.
Monitoreremo, come abbiamo fatto fin’ora, affinché la ditta di Guajana e dei suoi figli riprenda l’attività nel più breve tempo possibile. Ci sono, infatti, ancora nodi da sciogliere: urbanistici, giuridici ed economici. È necessario compiere il frazionamento dell’area, dare con urgenza l’agibilità provvisoria per consentire all’imprenditore, materialmente, di potersi insediare. È necessario procedere alla variazione della destinazione d’uso dell’area e completare la pratica di condono edilizio. C’è da risolvere, in via definitiva, la forma di contratto che si intende sottoporre all’imprenditore. Inoltre l’amministrazione comunale, come promesso dalla commissione Attività produttive, e ribadito in diversi sedi dall’assessore comunale, Felice Bruscia, dovrà procedere all’attivazione di tutte quelle facilitazioni alla riapertura dell’attività: dalla bonifica alla pulizia dell’area, dalla sistemazione del verde allo sgombero dei rifiuti.
Auspichiamo, nel contempo, che la Regione si faccia promotrice di una legge di carattere generale che regoli i casi come quello di Guaiana, così come era stato prospettato. L’inizio di un percorso che porti a una legge bipartisan sarebbe il miglior messaggio che la Presidenza della Regione e l’Ars potrebbero mandare agli imprenditori e alla società tutta, soprattutto in un momento in cui la classe economica sta reagendo in tal senso. La presa di posizione di Confindustria Sicilia è, infatti,
quanto di meglio potevamo auspicarci e in questa direzione si dovrebbero muovere altre iniziative di altri soggetti responsabili: dalla classe politica alle altre associazioni di categoria.
È, in fondo, una vittoria per Palermo e la Sicilia. Una vittoria per le istituzioni, per la società civile, per tutta la gente che si è schierata con Addiopizzo e con la famiglia Guajana. Per una volta si sta dimostrando che la mafia non è in grado di incidere nell’economia, nella società e nella vita delle persone.
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Palermo, sabato 29 settembre 2007
Vicini all’avvocato Stefano Giordano
Il comitato Addiopizzo è accanto a Stefano Giordano, il legale di parte civile della famiglia Conticello, titolare dell’Antica Focacceria San Francesco. Lunedì notte l’avvocato Giordano ha subìto il furto dei computer allo studio; un segnale, secondo gli inquirenti, dato alla vigilia della deposizione - poi saltata - di altri due dei Conticello. Intimidazione rinnovata la notte di venerdì, con la foratura delle gomme delle auto del professionista, della madre e della sorella. Vincenzo Conticello ha riconosciuto i propri estorsori in aula, si è in attesa delle deposizioni dei suoi familiari.
Il lavoro dell’avvocato Giordano accanto all’impresa Conticello è uno degli eccezionali segni di mutamento nella rivolta degli imprenditori contro il racket, in una Palermo che vede ogni giorno acuirsi la tensione e moltiplicarsi le intimidazioni. Per Addiopizzo è fondamentale far giungere loro il massimo sostegno e incoraggiamento ad andare avanti.
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Palermo, lunedì 27 agosto 2007
Libero Futuro: serata dedicata all’imprenditore ucciso dalla mafia
Una serata in ricordo del sacrificio di Libero Grassi, in occasione del sedicesimo anniversario della morte. Il Comitato Addiopizzo ricorda l’imprenditore ucciso da Cosa Nostra per aver denunciato i suoi estorsori, in collaborazione con le associazioni di volontariato del consorzio S.A.L.I. del rione Castellammare.
L’evento si svolgerà mercoledì 29 agosto, dalle 20:30, in piazza Tavola Tonda, alla Cala (di fronte al mercato ittico) con ingresso gratuito.
Ad aprire la serata un dibattito sui temi delle denunce, della mobilitazione dal basso e dei processi di mafia in corso. Al dibattito parteciperanno giornalisti, rappresentanti delle forze dell’ordine, commercianti ed esponenti dell’associazionismo imprenditoriale e di quello antiracket.
Al termine del dibattito gli attori Daria Castellini e Domenico Bravo ricorderanno Libero Grassi attraverso la lettura di alcuni brani.
La serata si concluderà con l’esibizione dal vivo della band “Kaiorda”.
Dopo gli avvenimenti succedutisi negli ultimi mesi, il comitato invita la cittadinanza a partecipare all’evento in memoria di Libero Grassi, come manifestazione del proprio dissenso contro le mafie e a favore degli imprenditori coraggiosi che hanno saputo reagire alla morsa del pizzo. Libero Grassi si oppose ai propri estortori e per questo fu lasciato solo e in tanti dobbiamo essere a testimoniare che questo non succede più.
Durante la manifestazione sarà possibile assistere alla proiezione di diversi filmati sulle attività di Addiopizzo.
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Palermo, sabato 11 agosto 2007
Incontro Guajana - Commissione attività produttive Comune di Palermo
NOTA STAMPA - La famiglia Guajana e il comitato Addiopizzo hanno incontrato questa mattina una delegazione della commissione Attività produttive del comune di Palermo, con in testa il presidente Elio Ficarra, accompagnato da altri consiglieri comunali fra cui il vice presidente del Consiglio, Totò Lentini.
Nel deposito distrutto dalle fiamme lo scorso 31 luglio i consiglieri hanno potuto prendere atto della situazione. A tal proposito è stato preso l'impegno di facilitare la ripresa delle attività della famiglia Guajana e dei suoi dipendenti attraverso interventi in due versanti: sul vecchio deposito e sul nuovo.
Sul deposito di via Nenni i consiglieri si sono impegnati ad agire, attraverso le aziende comunali, procedendo all'abbattimento delle strutture pericolanti e allo sgombero delle macerie, fatti i dovuti adempimenti legali.
Riguardo il nuovo sito, individuato dall'imprenditore e promosso dal Governo regionale e dal consorzio Asi, nella zona di Partanna Mondello, i consiglieri si sono impegnati a creare una serie di facilitazioni alla riapertura dell'attività: bonifica da amianto, pulizia interni del capannone ed esterni, livellazione del terreno con asfalto, sistemazione del verde, sgombero rifiuti e materiali di risulta, esenzione dalla Tarsu, sollecito dei tempi burocratici. Il primo passo, in ogni caso, sarà quello del cambio di destinazione d'uso, da sportiva a commerciale.
In attesa che venga definito l'accordo per il nuovo sito e che la situazione dei dipendenti sia resa chiara, ci appelliamo a quanti in questi tempi si sono mossi e hanno mostrato solidarietà all'imprenditore. La ripresa delle attività, nell'immediato, della ditta della famiglia Guajana rappresenterebbe una vittoria per Palermo e la Sicilia. Una vittoria per le istituzioni, per la società civile, per tutta la gente che si è schierata con Addiopizzo e con la famiglia Guajana. Per una volta si dimostrerebbe che la mafia non è in grado di incidere nelle economia, nella società e nella vita delle persone.
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Palermo, mercoledì 8 agosto 2007
Addiopizzo su denuncia imprenditore
Vittima del racket con la sua denuncia fa arrestare estorsore e il comitato Addiopizzo e' a suo fianco. A una settimana dall'incendio che ha devastato il deposito della "Guaiana Ferramenta", impresa fra le 200 incluse nella lista di 'Consumo critico' promossa dal comitato, non poteva esserci risposta migliore.
Ancora una volta magistratura e forze dell'ordine hanno dimostrato di essere all'altezza della situazione quando gli imprenditori dimostrano di voler collaborare. Come gia' successo nel giugno scorso, quando un imprenditore con la sua denuncia aveva fatto arrestare il suo estorsore, anche in questo caso la denuncia e' maturata grazie alla collaborazione e all'assistenza del comitato Addiopizzo e il fattivo sostegno della F.A.I. (Federazione delle associazioni antiracket italiane).
Con l'arresto di Domenico Ciaramitaro, presunto fiancheggiatore del boss Francesco Franzese, finito in manette la settimana scorsa, ci sentiamo sempre piu' vicini a quella che il questore Giuseppe Caruso definisce le soglia di "una svolta culturale". L'imprenditore si e' fatto avanti, con tutti i dipendenti, dopo le violenze subite, premiando anche il lavoro di chi da anni, ormai, offre le competenze, le tutele e lo schermo necessari affinche' un operatore economico possa denunciare. La chiave di volta della liberazione dal pizzo passa necessariamente da qui. Chi vuole essere aiutato, infatti, deve mettersi in condizione di essere aiutato. Piu' saranno le denunce, piu' i commercianti potranno essere tutelati e fare fronte compatto contro il pizzo.
In attesa di annunciare la soluzione al danno subito da Rodolfo Guaiana e dai suoi dipendenti, per cui si sono mossi diversi enti, dalla Regione siciliana alla Prefettura, dall'agenzia del Demanio a quella dell'Entrate, dall'arcidiocesi di Monreale (Palermo) ai sindacati e Confindustria, la gente e i commercianti di Palermo stanno reagendo, dimostrando che le cose stanno cambiando veramente.
I commercianti che vorrebbero mettersi in contatto con il comitato Addiopizzo, anche solo per porre domande, possono chiamare i numeri 380 3487929 oppure 091 6194228
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Palermo, martedì 31 luglio 2007
Il comitato Addiopizzo a fianco della famiglia Guajana e dei dipendenti
Il comitato addiopizzo e la Fai sono a fianco della famiglia Guajana ed esprimono la loro solidarietà nei confronti dell'imprenditore e di tutti i dipendenti dell'azienda vittima, verosimilmente, di una grave atto di violenza la notte scorsa. L'impresa è una delle 200 che hanno aderito alla lista di consumo critico anti-pizzo.
L'episodio evidenzia come ancora sia bassa la soglia di attenzione sul fenomeno e quanto i commercianti di Palermo necessitano di tutela da parte delle istituzioni. Ogni componente della società deve impegnarsi a garantire all'imprenditore tutto l'apporto utile alla ripresa dell'attività. In particolare il Comitato Addiopizzo si mette a disposizione degli organi inquirenti per fornire tutti gli elementi di cui è a conoscenza e che possano essere utili per l'accertamento dei fatti e per l'individuazione dei responsabili.
Ma le istituzioni dovranno ora più che mai far sentire la loro presenza, la loro solidarietà al commerciante e a tutti gli esercenti di Palermo che non possono vivere nel continuo ricatto mafioso, che non possono occludersi così il loro diritto alla libertà d'impresa.
Per questo lanciamo un appello a tutto il mondo istituzionale cittadino e all'associazionismo imprenditoriale palermitano per consentire all'imprenditore di tornare a lavorare al più presto, con tutti i suoi dipendenti e continuare a sviluppare la propria attività come dovrebbe essere normale in una economia sana.
L'episodio non scalfisce la voglia e la volontà del comitato che continuerà a lavorare come ha sempre fatto, accanto agli imprenditori che ci accompagnano in questa strada, difficile, ma che continuiamo a percorrere grazie al grande sostegno dei cittadini palermitani, dei 9.000 consumatori a sostegno della campagna "Contro il pizzo cambia i consumi", dei 200 imprenditori della lista di Consumo critico
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Palermo, martedì 12 giugno 2007
Addiopizzo a fianco di Casa Impastato
Dopo le due intimidazioni in tre giorni ai danni dell’associazione “Casa memoria Felicia e Peppino Impastato", Addiopizzo si schiera a fianco dei ragazzi di Cinisi.
Acido davanti e dentro la sede dell’associazione, attraverso la porta, due volte, per togliere ogni dubbio che si tratti di una intimidazione. I volontari del Centro Impastato lavorano per costruire a Cinisi, e non solo, un´antimafia vera. Come Peppino trent'anni fa, un´antimafia che denuncia il rapporto, la morbosa contiguità tra criminalità organizzata e politica.
Se ancora oggi c´è chi cerca di ostacolare questo lavoro, e nel modo più subdolo, significa che il lavoro del Centro Impastato e dei volontari della Casa della memoria, continua a infastidire e recare onta a chi crede di governare e insieme violentare.
Ai ragazzi del Centro Impastato, tutto il nostro affetto.
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Palermo, martedì 5 giugno 2007
Commerciante denuncia grazie anche al Comitato Addiopizzo
Commerciante fa arrestare il suo estortore. Scelta maturata grazie anche alla collaborazione del Comitato Addiopizzo
COMUNICATO DELLA POLIZIA:
Nella serata di ieri la Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile
di Palermo ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere
nei confronti di BARBERA Luigi, nato a Palermo il 18 giugno 1957, già
condannato con sentenza definitiva per associazione mafiosa, per concorso
in rapina aggravata e tentata estorsione, con l’aggravante di aver commesso
i fatti al fine di agevolare l’organizzazione criminale “cosa nostra”, in
pregiudizio di un operatore commerciale di un quartiere centrale di questo
capoluogo.
Il commerciante aveva opposto un deciso rifiuto a varie richieste estorsive
formulate dal citato BARBERA il quale, in conseguenza di ciò, lo aveva
minacciato di pesanti ritorsioni.
Effettivamente qualche giorno dopo l’esercizio pubblico aveva subito una
rapina da parte di due soggetti che, nella circostanza, avevano
esplicitamente preannunciato ulteriori “visite” della stessa specie.
Aveva pertanto deciso di sporgere denuncia nei confronti dell’estortore che
le conseguenti indagini aveva identificato per il suddetto BARBERA.
IL NOSTRO COMUNICATO:
In riferimento all’operazione della sezione criminalità organizzata della Squadra mobile di Palermo che ha portato all’arresto di Barbera Luigi per tentata estorsione, è necessario porre in evidenza che la vittima non ha maturato la coraggiosa decisione di denunciare in solitudine, tutt’altro. Questo decisivo passo è stato compito grazie alla collaborazione e all’assistenza del Comitato Addiopizzo che con il suo perseverante lavoro nel territorio e il fattivo sostegno della F.A.I., negli ultimi due anni, ha creato una rete di soggetti in grado di offrire le competenze, le tutele e lo schermo necessari affinché un operatore economico possa denunciare. La chiave di volta della liberazione dal pizzo passa necessariamente da qui. Chi vuole essere aiutato, infatti, deve mettersi in condizione di essere aiutato. La tutela dei commercianti è quindi legata al proliferare delle denunce stesse.
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Palermo, giovedì 17 maggio 2007
Vicini alla Cooperativa Lavoro e Non solo
Il comitato Addiopizzo è vicino alla Cooperativa “Lavoro e Non solo” dopo il grave danneggiamento subìto nei vigneti di contrada Pietralunga a Monreale, che ha compromesso la prossima vendemmia.
La Cooperativa “Lavoro e Non solo” opera sulle terre confiscate alla mafia del Consorzio di Comuni “Sviluppo e Legalità” ove effettua l'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, creando opportunità occupazionali ispirandosi ai principi della solidarietà e della legalità. Aderisce al progetto “Libera Terra” promosso dall'associazione Libera e dalla Prefettura di Palermo.
La cooperativa è inoltre parte della campagna di consumo critico del comitato Addiopizzo, presente nella lista sin dalla prima edizione.
Rilanciamo con piacere l’appuntamento alla marcia di solidarietà che, leggiamo in un loro appello, partirà da Corleone, alla Villa Comunale, domenica alle 11 e si sposterà sui terreni di contrada Pietralunga.
Per esprimere loro solidarietà, e per dire insieme ai ragazzi della cooperativa che «non si faranno intimidire, e che la lotta alla mafia deve sempre più diventare un’azione collettiva e condivisa che si costruisce quotidianamente, a partire dal territorio e dai bisogni di crescita civile e sociale delle comunità locali».
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Palermo, martedì 8 maggio 2007
Il Comitato Addiopizzo si costituisce parte civile al processo Gotha
Il Comitato Addiopizzo ha deciso di costituirsi parte civile al processo Gotha per tutelare gli interessi di tutti i commercianti e i consumatori che si riconoscono nei principi di legalità e di libertà d’impresa sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana.
Oggi, durante l’udienza preliminare, il giudice ha deciso di accettare la nostra richiesta. Non potendo che essere soddisfatti di ciò, approfittiamo di questo momento per precisare i motivi che ci hanno indotto a fare tale scelta.
Il Comitato Addiopizzo è un’associazione di volontariato, costituita da donne e uomini che da tre anni lottano contro il racket delle estorsioni. Intorno a loro si è creato un movimento di 9000 cittadini consumatori e di 200 commercianti che, aderendo alla campagna “Contro il pizzo cambia i consumi”, si sono esposti pubblicamente per sostenere un’economia libera dalle imposizioni di Cosa Nostra.
In quest’ottica, entrambe le categorie, commercianti e consumatori, sono da considerarsi parte lesa nei confronti degli imputati del processo. Tra questi, infatti, vi sono sia i mafiosi accusati di estorsione, sia i commercianti che hanno pagato il pizzo e che, interrogati dai magistrati, lo hanno negato.
Nella decisione del Comitato di costituirsi parte civile pesano motivazioni di carattere economico, sociale e culturale. Economico, perché una parte ingente dei guadagni dei commercianti e dei soldi dei consumatori viene intascata dai mafiosi che la utilizzano per finanziare le proprie attività illecite, indebolendo risorse, potenzialità e sviluppo del territorio. Sociale, perché “un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”. Culturale, perché attraverso il pagamento del pizzo si riconosce a Cosa Nostra una signoria territoriale che condiziona l’educazione di intere generazioni.
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Palermo, giovedì 3 maggio 2007
La seconda edizione della “Festa pizzo free”. Il Comitato Addiopizzo invita la città di Palermo
La seconda edizione della “Festa Pizzo Free” è ormai alle porte. Per il secondo anno consecutivo, il Comitato Addiopizzo organizza un momento di riflessione e, soprattutto, di incontro tra la cittadinanza e i commercianti e gli imprenditori – che adesso toccano quota 200 – che compongono la lista “pizzo free”.
Il programma della festa, che quest’anno si svolgerà in due giorni anziché in uno, prevede, infatti, lo svolgimento della fiera del consumo critico antipizzo, durante la quale verranno venduti i prodotti degli esercenti aderenti alla campagna “Contro il pizzo cambia i consumi”.
Ma in piazza si svolgeranno anche le esibizioni degli studenti delle scuole che hanno partecipato al progetto del Comitato; i dibattiti con i magistrati, gli esponenti del mondo dell’antiracket, dell’associazionismo antimafia e gli esperti di consumo critico.
Spazio anche al teatro, alla musica, all’animazione per i più piccoli e alla danza brasiliana.
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Palermo, sabato 28 aprile 2007
La replica del Comitato Addiopizzo a Diego Cammarata
Chiamati in causa come quasi mai ci capita di essere, ci scusiamo per la nostra invadenza mediatica di questi giorni, ma teniamo a precisare alcune cose.
Ribadiamo il nostro rammarico, già espresso in occasione dell’incontro con i candidati sindaco, sulla mancata sottoscrizione da parte di Diego Cammarata, in un momento pubblico, della proposta avanzata dal comitato.
Precisiamo di non aver avuto da parte del comune di Palermo alcun patrocinio per la realizzazione della manifestazione del 5 maggio a piazza Magione.
In merito ai rilievi “tecnici” avanzati dal sindaco uscente, nonché nuovamente candidato – rilasciate venerdì alle agenzie di stampa e pubblicate ieri dai giornali –, il Comitato Addiopizzo sottolinea l’inesattezza delle considerazioni mosse dal primo cittadino.
Nello specifico, è opportuno far notare che nessuna clausola prevede “l’esclusione delle imprese che non sottoscrivano un’auto-dichiarazione di non pagare il pizzo”.
La proposta presentata venerdì dal Comitato richiede, invece, la presentazione da parte delle ditte partecipanti a pubbliche gare, di un’auto-dichiarazione che permetta all’amministrazione comunale di sapere se siano mai state vittime di estorsioni e, nel caso positivo, se abbiano denunciato oppure no. Aver pagato il pizzo senza denuncia, non è, quindi, causa di esclusione dalla gara. Tale esclusione è prevista solo nel caso di falsa, incompleta o mancata dichiarazione da parte degli imprenditori.
Altra cosa è l’inserimento nei contratti, stipulati tra imprese e Comune, di clausole risolutive per le ipotesi di condanna per favoreggiamento e mancata denuncia da parte della ditta. Nel rispetto del principio della libertà di determinazione del contenuto dei contratti, queste clausole sono, infatti, del tutto legittime.
Alla luce di quanto esposto ci aspettiamo che il candidato sindaco Diego Cammarata ci faccia pervenire il documento firmato e, in caso contrario, la riterremo una mancanza di volontà politica ad assumere un impegno vincolante di fronte alla cittadinanza.
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Palermo, venerdì 27 aprile 2007
Il Comitato Addiopizzo esprime solidarietà a imprenditore
La notte scorsa, in via Aquileia, è stata incendiata un’automobile. Il mezzo era di proprietà di Vincenzo Montanelli, titolare della V.M. Agency. Stamattina le agenzie di stampa hanno riportato la notizia e scritto che il signor Montanelli è uno dei componenti del Comitato Addiopizzo. Il signor Montanelli, in realtà, è uno degli ultimi commercianti inseriti nella lista pizzo-free e il suo nominativo, così come quello degli altri, non è stato ancora comunicato ufficialmente ai mezzi d’informazione.
A tal proposito, lui stesso dichiara: “Non credo che tale atto vile possa risalire alla mia adesione alla lista. Il mio nome non è stato ancora pubblicato. Finora ne ho fatto confidenza solo alla gente a me vicina, perchè per me è un onore aver aderito a questa iniziativa”.
Pur esprimendo la nostra solidarietà a Vincenzo Montanelli, non siamo, quindi, in grado di affermare che quanto è avvenuto abbia a che fare con il suo ingresso nella lista.
Sull’episodio di stanotte, che è già stato denunciato alle forze dell’ordine, sarà compito degli inquirenti fare piena luce.
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Palermo, sabato 21 aprile 2007
Il Comitato Addiopizzo convoca i candidati a sindaco di Palermo
Il Comitato Addiopizzo ha inviato ai cinque candidati a sindaco di Palermo una proposta per un'organica e costante azione di contrasto all’organizzazione mafiosa e a favore di politiche di legalità e sviluppo.
Il documento prevede l'inserimento nei bandi di gara e nei contratti di clausole “antiracket”, la lotta all'abusivismo, la costituzione di parte civile del Comune in tutti i processi che riguardano mafia ed estorsioni, la concessione di spazi per fiere periodiche del consumo critico anti-pizzo e, su proposta del Centro Siciliano di Documentazione “Peppino Impastato”, la concessione di spazi per la realizzazione di un Museo cittadino della memoria, dell'impegno e della lotta alla mafia.
I candidati sono chiamati alla sottoscrizione pubblica della proposta, con l’impegno di realizzarla qualora eletti, il prossimo venerdì 27 aprile, alle 10, presso i locali della facoltà di Giurisprudenza (aula Chiazzese) dell’Università di Palermo.
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Palermo, sabato 31 marzo 2007
Il nome del comitato Addiopizzo utilizzato per festa abusiva
Venerdì scorso, ai magazzini di viale Regione Siciliana, è stato
organizzato un evento utilizzando abusivamente il nome del comitato Addiopizzo.
Un’azione scorretta e disonesta che ha sfruttato indegnamente un’esperienza
significativa per questa città, per il solo fine di lucrare denaro.
Oltre a riservarci di agire legalmente nei confronti di queste persone, ricordiamo
a tutti i sottoscrittori del “Manifesto del cittadino consumatore”
che le esperienze di consumo critico che il comitato promuove sono segnalate
sul sito www.addiopizzo.org e per e-mail agli stessi sottoscrittori.
Preghiamo chiunque volesse fornire elementi utili a individuare gli autori
di questa o altre iniziative simili, anche in futuro, di mettersi in contatto
col comitato tramite i numeri di telefono e gli indirizzi e-mail indicati sul
sito.
Chi volesse, invece, partecipare alle esperienze di consumo critico che il comitato
promuove, può sottoscrivere il “Manifesto del cittadino consumatore”
e contribuire, così, al percorso attraverso il quale commercianti e cittadini
stanno cercando di costruire un circuito di economia pulita basata sulla legalità.
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Palermo, mercoledì 21 febbraio 2007
Solidarietà a Salvatore Coppola nella controversia sui “Pizzini della legalità”
Il comitato Addiopizzo esprime solidarietà nei confronti dell’editore
Salvatore Coppola, nella controversia che lo vede contrapposto all’Assessorato
regionale Beni culturali, ambientali e P.I. - Dipartimento Pubblica Istruzione
e all'associazione “Progetto Legalità Paolo Borsellino e altre vittime
della mafia”. Nel merito la questione riguarda la denominazione del progetto
promosso da questi ultimi due enti: “I pizzini della legalità - non
barattare i diritti con i favori o viceversa”.
L’editore Coppola è inventore dei “Pizzini della legalità”,
piccoli block-notes che riportano nelle prime pagine importanti scritti di: Pina
Maisano Grassi, Michele Costa, Barbara Giangravé, Giovanni Impastato,
Marilena Monti, Giuseppe Incandela, Umberto Santino, Giacomo Di Girolamo e Nino
Alongi.
L’iniziativa non è solo un’operazione editoriale, la metà
dei proventi dei “Pizzini della legalità” sono devoluti al
comitato Addiopizzo, che li ha portati in giro per la Sicilia e nelle diverse
occasioni pubbliche in cui sono stati presenti rappresentanti del comitato.
Veniamo a conoscenza che Salvatore Coppola intende adire le vie legali per
chiedere il riconoscimento della denominazione “Pizzini della legalità”
e di chiedere, contestualmente, un risarcimento danni che, qualora concesso,
intende devolvere alle associazioni che operano sul territorio.
Auspichiamo che questa vicenda non arrivi nelle aule giudiziarie ma che, piuttosto,
si possano incontrare le parti e responsabilmente trovare una soluzione nel
nome della comune volontà di contrastare la mafia.
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Palermo, sabato 3 febbraio 2007
Gli arresti della Noce e di San Lorenzo
A seguito degli arresti che, la scorsa settimana, hanno decimato le cosche dei
quartieri Noce e San Lorenzo, il Comitato Addiopizzo ha deciso
di rivolgersi direttamente ai commercianti taglieggiati, resi noti dalle cronache.
Ha, infatti, inviato loro una lettera con la quale li invita a fare una scelta
che oggi, a differenza di 16 anni fa – quando Libero Grassi si ribellò
da solo – è meno difficile di allora.
Dire no ai propri estorsori è possibile, perché il contesto
sociale di Palermo è cambiato: quasi 10.000 cittadini-consumatori
si sono resi disponibili a sostenere, con i propri acquisti, chi non paga il
pizzo. Più di 164 commercianti, inoltre, hanno già deciso di uscire
allo scoperto e di rendersi gli attori principali della campagna “Contro
il pizzo, cambia i consumi”.
E, cosa ancora più importante, la Procura e le forze dell’ordine
continuano a ribadire con forza di essere assolutamente in grado di tutelare
chiunque decida di dire “Basta!”.
A questo punto, manca soltanto la voglia di riscatto di quanti, finora, hanno
solo subito in silenzio. Forza! Noi tutti siamo con voi!
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Palermo, mercoledì 3 gennaio 2007
Lettera aperta: invito a una riflessione
Il Comitato Addiopizzo, che promuove il consumo critico a favore di chi non paga il pizzo, invita a una riflessione. Gli 8.500 sottoscrittori del “Manifesto del cittadino/consumatore” hanno firmato sollecitando “tutte le forze politiche a un concreto impegno e a una maggiore sensibilità verso le problematiche attinenti al racket delle estorsioni”. Assistiamo ad assoluzioni e condanne di uomini politici, fiancheggiatori di Cosa Nostra, come nel caso dell’ex assessore al comune di Palermo, Mimmo Miceli, recentemente condannato, nel silenzio del sindaco Cammarata e di chi sindaco vorrebbe diventare. Siamo testimoni dell’elezione a capogruppo di An all’Ars di Salvino Caputo, all’indomani del rinvio a giudizio per falsa testimonianza nel processo al presidente Cuffaro (avrebbe tentato di convincere il suo ex socio, Nino Zanghì, a consigliare il silenzio al suo cliente, Salvatore Aragona). Notiamo che un deputato dei Ds, Vladimiro Crisafulli, siede in Parlamento dopo che la sua posizione è stata archiviata dai giudici. Intercettazioni l’avevano trovato a colloquio con il boss di Enna, Raffaele Bevilacqua. Ma non c’è solo la politica a dare il cattivo esempio.
Da poco, infatti, è stato eletto alla presidenza della camera penale “Conca d’oro”, della provincia di Palermo, Salvo Priola, prosciolto per assenza di prove sufficienti, ma su cui pesanti sospetti sono stati raccolti dai giudici in un dossier inviato all’ordine degli avvocati, che non ne ha tenuto conto, ignorando il suo stesso codice deontologico. La Camera di commercio di Palermo, continua ad annoverare come vicepresidente Giuseppe Albanese, già condannato per favoreggiamento, in quanto negò, anche di fronte l’evidenza, di aver pagato il pizzo. Tacere su questi casi e su tutti quelli che un’informazione vigile potrebbe porre all’attenzione dell’opinione pubblica, equivale a isolare magistratura e forze dell’ordine. Nel 1989, Paolo Borsellino, in risposta alla domanda di uno studente che gli chiedeva se si sentisse protetto dallo Stato, rispondeva: “Io non mi sento protetto da uno Stato che delega completamente alla Magistratura e alla forze dell’ordine la lotta alla mafia, perché quando avviene questo, nella testa della criminalità, passa il messaggio che, eliminati questi ostacoli, si eliminano tutti i loro problemi”.
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Palermo, martedì 19 dicembre 2006
Lettere ai consumatori con nuova lista commercianti
A meno di una settimana da Natale, il Comitato Addiopizzo fa un regalo alla città di Palermo.
Migliaia di lettere, infatti, sono state spedite stamattina ad altrettanti sostenitori della campagna “Contro il pizzo cambia i consumi” con un questionario e il terzo elenco degli esercenti, di Palermo e provincia, che non pagano il pizzo.
Altre 30 nuove attività commerciali adesso fanno bella mostra di sé sul sito e sull’elenco, reperibile negli stessi negozi, o nei punti di raccolta indicati su www.addiopizzo.org
Sono 159 gli esercizi che, finora, sono usciti allo scoperto, nella speranza di convincere anche gli altri a fare altrettanto, a ribellarsi agli estorsori per allargare così a macchia d’olio questa nicchia di economia pulita e libera dalla mafia.
Chiunque volesse fissare un appuntamento con la commissione di garanzia del Comitato Addiopizzo, può chiamare il 380.3487929 o mandare una e-mail all’indirizzo consumocritico@addiopizzo.org
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Palermo, giovedì 7 dicembre 2006
I commercianti “pizzo-free” realizzano un calendario
Realizzato un calendario da tavolo con le foto di 47 commercianti “pizzo-free”
inseriti nella lista del Comitato Addiopizzo.
Il calendario è composto da 24 pagine (29 x 21 cm), rilegate
con un vermiglione e con copertina in cartoncino. Le fotografie dei
47 commercianti – oltre quella di una rappresentativa del Comitato Addiopizzo
– sono state scattate da Gero Cordaro, Alessandro Di Giugno, Dino Giglio,
Ettore Magno, Gianni Nastasi, Stefania Romano, Riccardo Scibetta e sono state
stampate in bianco e nero. Il progetto è stato ideato e realizzato da
Affiche, in collaborazione con il Comitato Addiopizzo, e curato graficamente
da Fausto Gristina. Il calendario sarà presentato presso la Galleria
Affiche (piazza San Carlo, 3) il 14 dicembre, alle 20.30, unitamente a una mostra
dei servizi fotografici.
Obiettivo di questa iniziativa è quello di diffondere la conoscenza
della realtà quasi triennale di Addiopizzo e della campagna “Contro
il pizzo cambia i consumi”, volta a sostenere quanti hanno il
coraggio di dire no a questa odiosa tassa della mafia.
Il calendario, di cui sono già state stampate 5000 copie, sarà
disponibile da Affiche, a partire dal 14 dicembre e per tutta la durata
della mostra (che si concluderà il 6 gennaio prossimo), con un contributo
minimo di 10 euro. Sarà possibile, inoltre, trovarlo presso
i banchetti organizzati dai componenti del Comitato.
Dove trovare il calendario
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Palermo, mercoledì 27 settembre 2006
''CONTRO IL PIZZO CAMBIA I CONSUMI'', AGGIUNTI 25 NEGOZI ALLA LISTA
L’elenco dei negozi che non pagano il pizzo si allunga. Altre 25 attività commerciali, infatti, sono già state inserite nella lista del Comitato Addiopizzo. Si tratta di una parte dei punti vendita che, dopo il 5 maggio scorso (prima edizione della “Giornata pizzo free”), hanno contattato il Comitato per aderire alla campagna “Contro il pizzo cambia i consumi”.
I pieghevoli che contengono queste nuove attività (insieme alle prime 104) sono già stati distribuiti presso tutti i negozi della lista. Quest’ultima, inoltre, sarà presto aggiornata anche sul sito (www.addiopizzo.org).
Le audizioni di nuovi commercianti sono riprese in questi giorni, dopo la pausa estiva: ulteriori adesioni sono quindi previste nei prossimi mesi. Chiunque volesse fissare un appuntamento con la commissione di garanzia del Comitato Addiopizzo, può chiamare il 380.3487929 o mandare una e-mail all’indirizzo consumocritico@addiopizzo.org
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Palermo, giovedì 21 settembre 2006
LIBERO GRASSI, TORNA SUL MURO IL MANIFESTO STRAPPATO
Il manifesto in memoria di Libero Grassi, strappato da ignoti qualche giorno fa, è stato riaffisso stamane dalla famiglia dell’imprenditore e dal comitato Addiopizzo. Libero Grassi venne ucciso nel 1991 per essersi opposto al racket e aver fatto arrestare i propri estorsori. Pochi giorni dopo il quindicesimo anniversario della morte, celebrato come ogni anno il 29 agosto in via Alfieri, il manifesto era stato sfregiato nella notte. La famiglia Grassi e Addiopizzo deprecano l’accaduto e invitano Palermo a riflettere su un preoccupante ritorno a gesti di violenza e disprezzo.
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Palermo, lunedì 28 agosto 2006
Pensiero X Libero: serata dedicata all’imprenditore ucciso dalla mafia
Una serata in ricordo del sacrificio di Libero Grassi. Per
il secondo anno il Comitato Addiopizzo ricorda l’imprenditore ucciso da
Cosa Nostra per aver denunciato i suoi estorsori.
L’evento si svolgerà martedì 29 agosto al “Kursaal
Tonnara - Vergine Maria”, in via Bordonaro 9, a partire dalle 21, ingresso gratuito.
Aprirà la serata il dibattito “Dall’omicidio di Libero Grassi
a oggi: Mafia e Antimafia, Racket e Antiracket” al quale interverranno
don Luigi Ciotti, il procuratore capo di Palermo Francesco
Messineo e Umberto Santino, moderati dal giornalista
Rai Gianni Manzo. A seguire gli attori Renato Scarpa
e Claudio Gioè interpreteranno brani dedicati a Libero
Grassi. In chiusura si terrà un concerto del gruppo blues degli Stormy
Weather.
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Palermo, giovedì 29 giugno 2006
29 giugno 2004 – 29 giugno 2006: Addiopizzo compie due anni
Il Comitato Addiopizzo compie due anni ed entra nelle periferie.
Gli attacchini festeggiano il loro secondo compleanno affiggendo adesivi per le vie dei quartieri interessati – poco più di una settimana fa – dall’operazione “Gotha”, tra i quali: Uditore, Passo di Rigano e San Lorenzo.
Con la convinzione che questo sia il momento migliore per continuare ad assestare colpi ad una già provata Cosa Nostra, il Comitato Addiopizzo è sceso nuovamente per strada la scorsa notte e lo ha fatto per divulgare il proprio messaggio anche tra i consumatori e i commercianti delle zone rimaste da poco “orfane” dei loro boss di riferimento.
Iniziativa analoga è stata intrapresa da un gruppo di cittadini di Catania dove, due giorni fa, è stato arrestato un estorsore affiliato al clan dei Santapaola.
Nell’invitare la popolazione palermitana e quella catanese ad appoggiare entrambe le campagne, il Comitato Addiopizzo rivolge il proprio pensiero anche all’Assemblea Regionale Siciliana che proprio oggi s’insedia.
Affinché la contrarietà dei nostri parlamentari regionali alla mafia non resti solo un semplice proclama da campagna elettorale, Addiopizzo rinnova loro l’invito già espresso nel “Manifesto del cittadino/consumatore per la legalità e lo sviluppo”, che quasi 7600 persone hanno firmato, e che citiamo testualmente: “Sollecito tutte le forze politiche a un impegno concreto e a una maggiore sensibilità verso le problematiche attinenti al racket delle estorsioni”.
Stesso invito rivolgiamo alle associazioni di categoria, dalle quali ci aspettiamo che, agli incontri in prefettura, seguano attività volte al reale interesse dei loro associati.
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Palermo, mercoledì 21 giugno 2006
Operazione “Gotha” e suggerimenti dei boss
Il Comitato Addiopizzo vuole esprimere la propria soddisfazione per l’esito
dell’operazione antimafia denominata “Gotha”, condotta dalla
Questura di Palermo. Ancora una volta si può ben notare come “racket”
ed “estorsioni” rappresentino voci di vitale importanza per il bilancio
economico di Cosa Nostra.
Abbiamo appreso dai giornali che alcuni dei boss arrestati forniscono “utili
consigli” agli imprenditori taglieggiati, al fine di dare una parvenza
di pulizia alle attività commerciali in questione. Ci riferiamo, ovviamente,
ai suggerimenti dati agli esercenti di entrare a far parte di associazioni antiracket.
Per quanto il Comitato Addiopizzo non sia un’associazione antiracket,
teniamo comunque a precisare, qualora l’intenzione di questi signori fosse
quella di aderire alla campagna “Contro il pizzo cambia i consumi”,
che farebbero veramente un magro affare.
Siamo convinti, infatti, dell’ottimo operato della nostra commissione
di garanzia e anche che, in ogni caso, prima o poi un libro
mastro, un pentito o un’intercettazione ambientale scoprirebbero il loro
gioco. A quel punto le conseguenze per l’impresa sarebbero disastrose.
Infatti quest’ultima, non solo verrebbe esclusa dalla lista dei commercianti
pizzo-free ma, verosimilmente, verrebbe additata ed evitata dalle migliaia
di cittadini-consumatori disposti, in un primo momento, ad appoggiarla.
Nella consapevolezza che tale messaggio debba essere posto all’attenzione
dell’opinione pubblica e di tutti i commercianti, continuiamo a lavorare
per la crescita del movimento cittadino e della lista dei commercianti pizzo-free.
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Palermo, mercoledì 3 maggio 2006
Gli spettacoli della I giornata PizzoFree
PALERMO, 3 maggio 2006 – La giornata PizzoFree, venerdì 5 maggio in piazza Magione a Palermo, inizia la mattina alle 9:30 con gli spettacoli delle scuole. Dal pomeriggio la giornata prosegue con la fiera del consumo critico, con la presentazione alla città dei commercianti della lista di Addiopizzo. Sul palco, dibattiti, proiezioni e tanta musica. Partecipano il giornalista scrittore Carlo Lucarelli, il violoncellista Giovanni Sollima, tante band palermitane, tra cui gli Akkura, i Matrimia & le Cozze. A chi vorrà intervenire va il ringraziamento di Addiopizzo e degli oltre settemila sostenitori della campagna “Contro il pizzo cambia i consumi”.
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Palermo, sabato 29 aprile 2006
Presentazione della lista di Consumo Critico e giornata Pizzo Free
La campagna “Contro il pizzo cambia i consumi” giunge al suo primo traguardo. Il 2 maggio alle 10, alla sala Magna di palazzo Steri, si terrà la conferenza stampa per la presentazione della lista di consumo critico. Cento commercianti che non pagano il pizzo lo dichiarano pubblicamente, forti del supporto di oltre settemila cittadini-consumatori. Con l’occasione verrà tracciato un breve bilancio dell’esperienza del comitato Addiopizzo e verrà presentata la giornata Pizzo Free, che si terrà il 5 maggio a piazza Magione. Esibizioni delle scuole di Palermo e provincia, incontri, concerti, e la fiera del consumo critico, con i prodotti dei commercianti aderenti alla lista.
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Palermo, giovedì 23 marzo 2006
Ancora un volantinaggio a sostegno del consumo critico
Sabato 25 marzo il comitato Addiopizzo replica, con la FAI (Federazione Nazionale delle Associazioni Antiracket e Antiusura), l’iniziativa di promozione a sostegno della campagna di consumo critico, già testata con successo un mese fa a Palermo. Saranno distribuiti ai commercianti dei depliant informativi della campagna. Il depliant contiene una lettera di Tano Grasso che, da imprenditore, si rivolge ai colleghi.
I commercianti palermitani saranno così invitati dal presidente della FAI a completare la lista delle attività non soggette a estorsione. Appuntamento sabato mattina alle 9:30 in via Notarbartolo, angolo via Terrasanta, a pochi passi dall’albero Falcone.
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Palermo, mercoledì 15 marzo 2006
Addiopizzo in marcia con la coop. “Lavoro e non Solo”
Ai ragazzi della cooperativa "Lavoro e non Solo" , che hanno trovato due giorni fa settanta piantine estirpate e un cane impiccato abbandonato all'ingresso dei capannoni, non mancherà oggi la solidarietà di Addiopizzo. L' intimidazione è stata compiuta nei terreni della cooperativa dell'Arci che a Canicattì (Ag) gestisce dei campi confiscati alla mafia. Su quegli stessi campi marcerà oggi la manifestazione che porta l’affetto delle persone che in Sicilia resistono alla barbarie. Il comitato, che aveva già avuto dimostrazioni di stima da "Lavoro e non Solo", ha previsto di inviare una delegazione che ricambi il gesto. È soprattutto su chi lavora per costituire un circuito di economia sana e legale che Addiopizzo conta, sugli esempi coraggiosi troppo spesso nascosti dall’indifferenza.
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Palermo, lunedì 6 marzo 2006
Uno spot tv per la campagna Addiopizzo
Adesivi contro il pizzo “attaccati” in tv. Sulle televisioni private siciliane andrà uno spot per promuovere le attività del comitato Addiopizzo. Nello spot, della durata di 15 secondi, si compone l’adesivo già apparso per le strade di Palermo, con la scritta “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”, e infine il numero 091333467 e il link al sito del comitato www.addiopizzo.org, dove lo spot sarà disponibile in digitale. Alla richiesta di trasmettere lo spot hanno subito acconsentito le reti TRM, Telesud, Telerent, CTS, TSB, TV7 e Teleoccidente. Agli editori, e a quanti altri accoglieranno l’appello, va il grazie di Addiopizzo e degli oltre seimila sostenitori della campagna “Contro il pizzo cambia i consumi”. I commercianti che vorranno aderire alla campagna avranno così a disposizione i contatti più diretti con il comitato. Guarda lo spot (Windows Media Player)
Guarda lo spot (Quicktime)
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Palermo, domenica 5 marzo 2006
Dal Comitato Addiopizzo solidarietà a Santino
In seguito alla conferma della condanna per diffamazione nei confronti dell’ex
ministro Calogero Mannino a Umberto Santino, il comitato Addiopizzo desidera
rinnovare la propria totale solidarietà al presidente del Centro studi
Impastato. Secondo il Centro Impastato e le altre organizzazioni, Santino -
citato in giudizio per aver pubblicato alcuni stralci di un “testo anonimo”
nel libro L’alleanza e il compromesso, edito nel ‘97 -
è stato condannato nonostante si fosse limitato ad analizzare criticamente
quel documento, prendendone le distanze. In un clima dove disinformazione e
timore fanno il gioco dei poteri meno conoscibili, continueremo a dare tutto
il nostro appoggio a Santino e a tutte quelle persone che riconoscono l’interesse
pubblico del conoscere, commentare e studiare il gravissimo fenomeno delle contiguità
tra politica, mafia e affari.
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Palermo, giovedì 16 febbraio 2006
La FAI promuove il consumo critico antipizzo
Sabato 18 febbraio la FAI (Federazione Nazionale delle Associazioni Antiracket e Antiusura) organizza a Palermo un’iniziativa di promozione a sostegno della campagna di consumo critico del comitato Addiopizzo. Saranno distribuiti ai commercianti del centro di Palermo dei depliant informativi della campagna. Il depliant contiene una lettera di Tano Grasso che, da imprenditore, si rivolge ai colleghi.
I commercianti palermitani saranno così invitati dal presidente della FAI a completare la lista delle attività non soggette a estorsione. Appuntamento sabato mattina alle 9:30 in piazza Politeama.
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Palermo, martedì 20 dicembre 2005
Continua la campagna di sensibilizzazione al consumo critico
Il comitato Addiopizzo continua la sua campagna di sensibilizzazione al consumo critico. Questa notte altri adesivi sono comparsi nelle strade del centro cittadino. Due le versioni: “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità” e “Migliaia di cittadini-consumatori a sostegno di chi denuncia il pizzo”. Ottenuto il consenso della cittadinanza, la prima frase è ora rivolta prevalentemente ai commercianti e alle associazioni di categoria; la seconda è un ulteriore stimolo ad aderire alla campagna. Nei sei mesi di audizioni effettuate dai garanti hanno già aderito cinquanta commercianti, riuniti grazie al lavoro del comitato. Dalle associazioni di categoria sono arrivati attestati di stima ma non ancora quell’apporto decisivo che è loro dovere dare. Porre la questione del pizzo e incentivare le denunce, facendo leva su un sostegno mai visto da parte della città, rientra nelle prerogative degli organi di categoria e nella loro funzione di tutela degli interessi dei propri associati.
Pubblicare la lista del consumo critico significa mettere in contatto i consumatori con centinaia di esercenti. Continuiamo a cercare altre adesioni con l’obiettivo di essere pronti entro tre mesi. Agli imprenditori consegneremo una carpetta informativa contenente, tra le altre cose, la lettera che vi alleghiamo. Restano comunque attivi i due numeri a cui i commercianti possono rivolgersi: 091 333467 - 347 5020457.
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Palermo, lunedì 21 novembre 2005
Il Comitato Addiopizzo rinnova la solidarietà a Crocetta
In seguito all’ennesima lettera minatoria rivolta a Rosario Crocetta, il comitato Addiopizzo desidera rinnovare la propria totale solidarietà al sindaco di Gela, al comune e alla camera del lavoro di Gela. Lo stesso pensiero va al segretario della CGIL di Gela, Emanuele Scicolone, e al capo dei Gip presso la DDA di Caltanissetta, Ottavio Sferlazza, coinvolti nelle minacce. L’anonimo compilatore annuncia che “presto la faremo finita con loro”. Noi ci aspettiamo, al contrario, la consueta caparbietà di Crocetta, tanto inflessibile nella battaglia contro il pizzo quanto impegnato nella situazione dei lavori pubblici, terreno su cui legalità e criminalità gelesi si stanno scontrando ferocemente.
La lettera minatoria è stata spedita da Catania in una busta contrassegnata da una vistosa croce nera. Dalle magliette antiracket del Gela a tutti gli striscioni, è una guerra di simboli che intendiamo vincere, e continueremo perciò a dare tutto il nostro appoggio a Crocetta e a tutte quelle persone che fanno del bisogno di legalità la prima emergenza di Sicilia.
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Palermo, giovedì 29 settembre 2005
Addiopizzo, il nuovo sito e i punti raccolta firme
Al via il nuovo sito del Comitato Addiopizzo (www.addiopizzo.org), rinnovato
nella grafica, nella struttura di navigazione e nei contenuti. Pubblicate le
foto più recenti e i nuovi punti raccolta firme per
la campagna Controilpizzocambiaiconsumi, dove sono disponibili
i moduli-firma e i depliant illustrativi della campagna, giunta a 5mila sottoscrittori
a Palermo e provincia. Gli studenti universitari, che troveranno il modulo nei
documenti d’iscrizione al prossimo anno, potranno consegnare la propria
adesione alla campagna presso le segreterie centrali (viale delle Scienze edificio
3) allo sportello della propria facoltà.
Questi i punti raccolta: Adiconsum via Tommaso Gargallo 4, Aduc Funzione Sociale
via Notarbartolo 5, Arci via Carlo Rao 16, Auser Palermo via Roma 72/a, Auser
Sicilia via Cavour 106, Libera via Malaspina 27, “Palermo in bicicletta”
via Principe di Villafranca 54, Associazione ''Il Quartiere” a Monreale
in via Baronio Manfredi 59, la LIPU RNO a Isola delle Femmine in via Amerigo
Vespucci 74, il Gruppo 23 Maggio a Capaci in via Sommariva 18. La società
cooperativa sociale onlus Solidaria, in via Marco Polo 52, è anche il
punto di riferimento per gli commercianti che vorranno aderire alla campagna
contro l’estorsione.
L’iniziativa, partita a giugno, sta definendo una lista significativa
di imprenditori che si oppongono al racket.
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Palermo, martedì 23 agosto 2005
Festa ''Io sono Libero''
Lunedì 29 Agosto, in occasione del quattordicesimo
anniversario della morte di Libero Grassi, il comitato
Addiopizzo, in collaborazione con le associazioni di volontariato
del consorzio S.A.L.I. del rione Castellammare, ha organizzato una
giornata di commemorazione in onore dell’imprenditore palermitano
ucciso nel 1991 da due sicari della mafia.
La giornata si aprirà la mattina alle ore
9:00 in via Alfieri, luogo in cui Libero Grassi fu ucciso.
Qui avranno luogo le commemorazioni ufficiali e saranno presentati
i manifesti antiracket vincitori dell’edizione 2004 del premio
“Libero Grassi” organizzato dalla cooperativa Solidaria.
La sera, alle 20:30, si terrà,
inoltre, la festa “Io sono Libero”, in piazza
Tavola Tonda, alla Cala (di fronte al mercato ittico) con
l’esibizione dal vivo del gruppo palermitano “le Cozze”
e la partecipazione di altre band locali. L’iniziativa vuole
essere un momento ludico pensato per ricordare in maniera diversa
chi si oppose ai propri estortori e per questo fu lasciato solo. Durante
la manifestazione sarà possibile assistere alla proiezione
di uno degli interventi tenuti da Libero Grassi a Samarcanda, a un
spezzone di Beppe Grillo che parla di mafia, racket e del titolare
della Sigma, e al video sugli adesivi contro il pizzo dell'estate
2004.
Al termine delle proiezioni alcuni conoscenti di Libero
Grassi avranno occasione di ricordarlo con dei brevi interventi.
In piazza sarà presente l’associazione
Libera Terra con i prodotti coltivati dalle cooperative nelle terre
confiscate alla mafia, e altri produttori dalle storie esemplari di
denuncia dell’estorsione e di ribellione a Cosa nostra. Come
esempio di esperienza di consumo critico a Palermo saranno disponibili
i prodotti tipici Pillìu, i vini Calatrasi, e inoltre cibi
cucinati da Fiori di Zucca.
Nel corso della festa il comitato Addiopizzo organizzerà
un banchetto di raccolta firme per aderire alla campagna “Contro
il pizzo cambia i consumi”.
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Palermo, mercoledì 29 giugno 2005
Anniversario
A un anno dalla comparsa nelle strade di Palermo dell’adesivo che riportava la frase: “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità” nelle strade dei comuni di Bagheria (PA), Capaci (PA), San Giuseppe Jato (PA), San Cipirello (PA), Palermo, Messina, Reggio Calabria e Napoli, compaiano diversi adesivi, con diverse frasi, tutti contro il racket e le mafie. La simultaneità delle azioni è il frutto del nascente coordinamento di un movimento popolare rigorosamente apartitico, composto da cellule autonome e indipendenti, organizzate in rete tra loro. Lo scopo comune dei diversi gruppi che condividono la pratica dell’attacchinaggio antipizzo è quello di operare dal basso per incentivare un diffuso e capillare dibattito sul problema delle estorsioni, strumento base di tutte le mafie per imporre la loro signoria sul territorio.
L’attacchinaggio antipizzo, pratica concepita per essere replicabile a titolo individuale e/o in gruppo da chiunque, intende far leva sull’amor proprio di tutti e di ciascuno (dell’intero popolo, insomma) per favorire quella presa di coscienza collettiva senza la quale non è possibile contrastare e vincere le mafie. In quest’ottica la rete degli attacchini concepisce le proprie azioni come una delle possibili maniere per ad erodere dal basso il consenso sociale di cui godono Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorra nell’estesa zona grigia del Meridione, e si considera parte di quel fenomeno sociale ben più vasto che si auspica prenda piede in tutto il Meridione: un processo di autoeducazione popolare finalizzato alla liberazione delle menti del territorio da tutte le mafie.
La scelta comune di muoversi inizialmente sottotraccia è tesa soprattutto a costringere l’attenzione pubblica sul “che cosa” piuttosto che sul “chi”.
Gli attacchini di
Bagheria, Capaci, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, San Cipirello e San Giuseppe Jato
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Palermo, giovedì 19 maggio 2005
Contro il pizzo, cambia i consumi
Il Comitato Addiopizzo presenta ufficialmente
la campagna “Contro il pizzo, cambia i consumi” e si rivolge
a tutti i cittadini/consumatori affinché aderiscano a questa
iniziativa di consumo critico anti-pizzo.
Quando si effettua anche il più
semplice degli acquisti indirettamente si paga il pizzo, perché
una parte dei soldi spesi finisce inevitabilmente nelle tasche degli
estorsori.
Per incidere su questa realtà, siamo
assolutamente conviti che la creazione di un gruppo di cittadini che
orientino i propri consumi verso quei commercianti che hanno
detto “no!” al ricatto estorsivo, costituisca uno strumento
concreto per sostenerli contro le conseguenze economiche, sociali
e personali a cui questo ricatto li espone. Una crescente massa di
cittadini consapevoli del valore delle proprie scelte di consumo costituisce,
a nostro parere, un incentivo efficace e ulteriore alla denuncia e
all’associazionismo antiracket.
Non servono iniziative eroiche,
ma piccoli gesti quotidiani che rendano eroica l’intera comunità.
L’anonimato che ha contraddistinto
finora il movimento è servito a ottenere delle adesioni pienamente
consapevoli, che costituissero un impegno concreto da parte dei sottoscrittori.
Ma, una volta raggiunto questo obbiettivo, riteniamo conclusa la “clandestinità”
delle nostre azioni.
La pubblicazione del manifesto e dei suoi
primi 3000 sottoscrittori è tesa ad esplicitare la nostra volontà
di aprire l’iniziativa a tutta la città.
Tutti i commercianti interessati possono prendere un primo contatto
ai numeri di telefono della cooperativa
“Solidaria”:
Telefono fisso: 091 333467
Cellulare: 347 5020457
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Palermo, mercoledì 22 dicembre 2004
Solidali contro il pizzo: denunciateli!
Il 10 dicembre sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza
35 boss, responsabili dei taglieggiamenti su alcuni dei principali esercizi
commerciali di Palermo. Tre intere cosche mafiose sono finite in carcere:
il clan di Santa Maria di Gesù, quello di Pagliarelli e quello
di Porta Nuova.
I tempi sembrano sempre più maturi per una riscossa collettiva,
affinché l'intero popolo si riappropri della sua dignità.
Se commercianti e imprenditori non dovessero confermare i capi d'accusa
contro i loro estorsori, si perderebbe un'importantissima occasione
di riscatto. Ci stringiamo quindi intorno a loro per incoraggiarli alla
denuncia, con la promessa che non saranno lasciati soli dalla
società civile, con l'impegno a sostenerli sempre, economicamente
e moralmente.
Durante la notte appena trascorsa, abbiamo appeso degli striscioni su
alcuni dei ponti della città e tappezzato le vie del centro con
un nuovo adesivo. Il messaggio, così
come l'interlocutore scelto, è esplicito: "Solidali
contro il pizzo: denunciateli!". Si è deciso di inserire
nell'adesivo anche il numero verde antiracket
e antiusura del Ministero degli Interni: uno strumento prezioso
di lotta al pizzo, se solo le istituzioni si impegnassero maggiormente
a farlo conoscere. È significativo che siano gli "attacchini"
a promuoverlo, e sopperire così alle carenze dello Stato.
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Palermo, martedì 7 dicembre 2004
Appello alle scuole superiori
Da quando sono apparsi i primi adesivi, coloro
che li hanno attaccati (ventenni e trentenni) hanno affiancato all'impegno
attivo un processo di "autoeducazione popolare", tuttora in corso: ricercare
e condividere informazioni, interrogarsi sui come e sui perché, tentare
di rispondervi, tutto ciò ha portato ad una crescita individuale e collettiva
indispensabile per il proseguimento e lo sviluppo dell'azione. Uno dei
punti fermi a cui si è giunti ultimamente è la necessità di coinvolgere
nel processo di autoeducazione anche le generazioni più giovani. Ventenni
e trentenni chiedono oggi la collaborazione degli studenti delle
scuole: gli adolescenti, ribelli per costituzione, tradizionalmente
ostili all'autorità, che non accettano le sopraffazioni, che non si
sottomettono ai prepotenti, sono oggi chiamati in causa.
Con le azioni di attacchinaggio di questa
notte, mirate su alcune delle scuole superiori cittadine, comprese
quelle di Brancaccio, invitiamo tutti gli studenti a riflettere
sul fenomeno del racket e a trarne le dovute conseguenze. Il
popolo senza dignità siamo tutti noi, nessuno si senta escluso: gli
studenti possono essere determinanti per costruire il futuro in cui
vivranno, un domani in cui il lavoro non sarà più inquinato e oppresso
dal peso economico e morale del pizzo.
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Palermo, martedì 9 novembre 2004
Perché?
Dopo il ritrovamento dei “pizzini”
con i quali il capo di Cosa Nostra dava personalmente le direttive per
la determinazione e la riscossione del pizzo dovrebbe essere definitivamente
chiaro che il racket delle estorsioni non è un’attività
secondaria della mafia. Il pizzo racchiude l’essenza della mafia:
la signoria territoriale. Dominio del territorio, negazione
della libertà d’impresa, negazione del diritto al lavoro,
negazione della cittadinanza, violenta privazione della dignità
di tutti e di ciascuno.
Appare inoltre sempre più chiaro che
troppo spesso la vittima si fa complice. Gli stessi imprenditori che
dopo il ritrovamento dei “pizzini” con i quali il capo | | |