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Hanno detto...
Alessandro Albanese, Consorzio ASI:
«Siamo vicini all'imprenditore Guajana in questo momento difficile
per la sua impresa e i suoi dipendenti. Apprezziamo la scelta di
opporsi apertamente alla mafia denunciando un atto intimidatorio
avvenuto qualche mese fa. Adesso Guajana chiede l'aiuto dello Stato
e delle istituzioni e noi come Consorzio Asi siamo disponibili,
qualora ne facesse richiesta, a reperire immediatamente un'area
dotata di servizi e assistenza in uno degli agglomerati industriali
della provincia dove insediarsi e riavviare l'attivita». (Fonte:
ANSA, 01-08-2007)
Ninni Terminelli, consigliere comunale
del PD e segretario provinciale dei Ds Palermo, in una lettera al
Presidente della Repubblica:
«Chiediamo l'impegno dello Stato, affinché gli imprenditori
ed ogni cittadino onesto non restino soli contro simili violenze
e sopraffazioni, potendo contare su una maggiore presenza dello
Stato».
(Fonte: AdnKronos, 01-08-2007)
Salvino Caputo, capogruppo di AN all'Ars:
«Il chiaro atto di intimidazione, che è sfociato nell'incendio
del deposito dell'industria Guajana ferramenta di Palermo, deve
avere un immediata reazione da parte delle Istituzioni. Chi ha avuto
il coraggio di resistere all'estorsione deve trovare nelle istituzioni
degli interlocutori attenti ed immediati nelle azioni di intervento
e di sostegno».
(Fonte: AdnKronos, 01-08-2007)
Roberto Helg, presidente della Camera
di commercio di Palermo:
«Bisogna dare un terreno confiscato alla mafia per consentire
a Guajana di ricominciare a lavorare al più presto. Ritengo
che lo Stato dovrebbe dare un segnale forte e concreto di aiuto
all'imprenditore che ha visto la sua impresa distrutta da un incendio
di probabile origine dolosa. Lo sportello legalità della
Camera di Commercio già concretamente al fianco di numerosi
imprenditori è a completa disposizione per ogni forma di
aiuto. Questo è il momento più delicato: lasciare
solo l'imprenditore ci fa tornare indietro di cento passi rispetto
ai pochi conquistati sul fronte della lotta al racket».
(Fonte: AdnKronos, 01-08-2007)
Monsignor Vincenzo Noto, responsabile Caritas
di Monreale:
Siamo pronti a versare i primi mille euro per aiutare questi nostri
fratelli in
difficoltà non solo a parola ma attraverso un'iniziativa
concreta.
(Fonte: ANSA, 01-08-2007)
Costantino Garraffa, senatore del PD, segretario
della Commissione Industria e Commercio del Senato, membro della
Commissione Parlamentare Antimafia:
«Voglio esprimere solidarietà a Rolando Guajana. Ora
bisogna dargli modo di riprendere il lavoro: è il segnale
che lo stato deve dare».
(Fonte: la Repubblica - Palermo, 01-08-2007)
Carlo Vizzini, senatore, vicepresidente
del Comitato di Presidenza di Forza Italia, membro della Commissione
Parlamentare Antimafia:
«Ci vuole una risposta pronta. Deve far riflettere che Guajana
sia iscritto ad Addiopizzo. Oltre alla solidarietà, servono
atti concreti».
(Fonte: Repubblica - Palermo, 01-08-2007)
Leoluca Orlando, senatore, presidente della
Commissione parlamentare per le questioni regionali, portavoce politico
nazionale di Italia dei Valori:
«Contro il pizzo non solo aiuto materiale, ma anche chiari
segnali culturali e politici. Le istituzioni devono promuovere scelte
di rottura».
(Fonte: Repubblica - Palermo, 01-08-2007)
Cgil Sicilia:
«La Cgil fa propria la richiesta dell'imprenditore e sollecita
le pubbliche istituzioni a mobilitarsi per reperire rapidamente
una struttura attrezzata e sorvegliata affinché l'impresa
Guajana possa riprendere la sua attivita. Per i lavoratori la Cgil
chiederà l'utilizzo degli ammortizzatori in deroga per garantire
loro un reddito. È questa l'occasione per dimostrare che
la lotta alla mafia ha bisogno di coerenza e di fatti concreti».
(Fonte: ANSA, 02-08-2007)
Margherita Tomasello, presidente dei Giovani
Imprenditori di Confindustria Palermo:
«All'imprenditore Guajana va sicuramente il merito di non
essersi piegato al racket delle estorsioni. Un coraggio esemplare,
un esempio per tutti. Ma adesso le istituzioni e il mondo delle
imprese devono ricambiare questo coraggio, sostenendo e aiutando
la sua impresa. A Guajana e ai sui figli, giovani imprenditori,
va la solidarietà dell'associazione e tutto il nostro appoggio
per garantire un ritorno all'attività. Adesso, l' impegno
di tutti è quello di avviare, assieme alle istituzioni, un
serio dibattito che porti al più presto a risultati concreti
contro il racket e dia modo alle imprese di operare in piena serenità».
(Fonte: ANSA, 02-08-2007)
Maurizio Calaciura, presidente dell'EBPT:
«Come già fatto in passato per un deposito di Cefalù,
abbiamo deciso di intervenire affinché i dipendenti possano
percepire l'intero salario in un momento così grave e doloroso
e, contemporaneamente, l'azienda possa essere sollevata dal peso
degli stipendi. Inoltre siamo pronti a organizzare gratuitamente
un corso di riqualificazione del personale affinché i lavoratori
siano piu' preparati alla ripresa del lavoro, che ci auguriamo possa
avvenire in tempi brevi».
(Fonte: AdnKronos, 02-08-2007)
Maurizio Scaglione, Presidente Associazione
Imprenditori Secolo Ventuno:
«Occorrono segnali politici inequivocabili da parte delle
istituzioni che devono avviare un serio tavolo di confronto per
dare risposte certe a quanti contro il racket conducono una battaglia
di civilità».
(Fonte: la Repubblica - Palermo, 02-08-2007)
Diego Cammarata, Sindaco di Palermo:
«Voglio esprimere anche a nome della città, la solidarietà
e la vicinanza ai titolari e ai lavoratori dello stabilimento Guajana,
la cui distruzione rappresenta
una ferita nel tessuto economico cittadino, che sarebbe ancor più
grave e drammatica se risultasse riconducibile al racket delle estorsioni.
In questa eventualità l'Amministrazione comunale, che ha
attivato, alcuni mesi fa, gli strumenti amministrativi e finanziari
per aiutare e sostenere concretamente gli imprenditori vittime delle
estorsioni, non farà certo mancare la propria presenza a
fianco dell'impresa colpita».
(02-08-2007)
Francesco Musotto, Presidente della Provincia:
«È un episodio preoccupante, sul quale dev'essere fatta
al più presto piena luce. Ma anche un'occasione per ricordare
a tutti l'importante ruolo degli imprenditori per lo sviluppo del
nostro territorio e la necessità che le istituzioni diano
ad essi il massimo appoggio».
(Fonte: Giornale
di Sicilia, 02-08-2007)
Agenzia del Demanio, agenzia del Ministero
delle Finanze che gestisce il patrimonio immobiliare dello Stato
e i beni confiscati alle mafie:
«L'Agenzia del Demanio chiede al Prefetto una riunione ove
poter esaminare le possibili ipotesi di soluzione dell'emergenza.
La Direzione Generale chiede alla Filiale Sicilia dell'Agenzia di
svolgere una prima indagine, verificando se vi siano idonei immobili
confiscati alla criminalità organizzata».
(Fonte: Lettera
del Direttore Generale dell'Agenzia, prot. 31579/2007/BVC A/1 GEN,
Roma 02-08-2007)
Italia Lavoro, agenzia tecnica dei Ministeri
del Lavoro e della Solidarietà Sociale:
«Italia Lavoro è immediatamente disponibile ad esaminare
possibili linee di intervento conformi al programma P.A.R.I. per
il sostegno al reddito dei lavoratori, e assicura inoltre la partecipazione
ai Tavoli Tecnici che Prefettura, Agenzia del Demanio e Camera di
Commercio vorranno promuovere»
(Fonte: Lettera
del Resp. Naz. Programma P.A.R.I. di Italia Lavoro, prot. 06913,
Roma 03-08-2007)
Salvatore Cuffaro, Presidente della Regione
Siciliana:
«Le dichiarazioni di Guajana mi hanno profondamente commosso
per i valori che esprimono. Ora, la nostra volontà è
dimostrare che solidarietà e battaglia per la legalità
sono principi fondamentali per lo sviluppo della Sicilia e vanno
difese con atti concreti. Per questo motivo, procederemo ad affidare
in comodato d'uso un immobile della Regione al gruppo imprenditoriale
Guajana. Già domani, nel corso della giunta di governo, verranno
attivate le procedure necessarie per questo passo che aiuterà
l'impresa a una rapida ripresa delle attività».(Fonte:
AGI, 07-08-2007)
L'8 agosto l'Assemblea Regionale Siciliana
ha approvato all'unanimità l'ordine del giorno n. 166 “Provvedimenti
a sostegno dell’azienda Guajana di Palermo distrutta da un
incendio”, col quale l'A.R.S. chiede all'Assessore all'Industria
Giovanna Candura (AN) di stanziare un contributo.
(Fonte: Resoconto
stenografico dell'83^ seduta della 14^ legislatura dell'A.R.S. Assemblea
Regionale Siciliana, 08-08-2007 - Giornale
di Sicilia, 02-08-2007)
Salvatore Cuffaro, Presidente della Regione
Siciliana:
«Ieri mattina [7 agosto] ho incontrato
uno dei proprietari della ditta e a nome di tutta la Regione ho
offerto alla ditta Guajana la possibilità di utilizzare un
capannone di Iniziative Industriali che transiterebbe alla Regione
e che noi daremmo all’A.S.I. perché venga dato in comodato
d’uso per gli anni che servono alla ditta Guajana per continuare
il proprio lavoro. So che andavano a vederlo per vedere se era tecnicamente
utilizzabile e comunque, se questo non era utilizzabile, avevamo
altre possibilità di offerta perché almeno in questo
la Regione potesse essere vicino alla ditta Guajana nella possibilità
di riprendere l’attività e dare quindi un segnale concreto
di vicinanza a chi ha avuto il coraggio di non pagare il pizzo e
di lottare contro la criminalità organizzata».
(Fonte: Resoconto
stenografico dell'83^ seduta della 14^ legislatura dell'A.R.S. Assemblea
Regionale Siciliana, 08-08-2007, pag. 97)
Confindustria:
«Quello di guajana è un coraggio esemplare un esempio
per tutti. Ma adesso le istituzioni e il mondo delle imprese devono
ricambiare questo coraggio sostenendo e aiutando la sua impresa».
(Fonte: la Repubblica - Palermo, 03-08-2007)
Ettore Rosato, Sottosegretario di Stato
agli Interni, con delega alle materie di competenza del Commissario
per il Coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura e del
Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà
per le vittime di reati di tipo mafioso:
«Lo Stato non lascerà solo chi subisce l'attacco della
criminalità, in particolar modo chi ha scelto di non piegarsi,
di denunciare. Conclusa l'inchiesta, si dovranno attivare tutte
le misure previste dalla legge affinchè siano alleviate le
difficoltà finanziarie cui l'azienda andrà incontro
a seguito dell'attentato».
(Fonte: Giornale di Sicilia, 04-08-2007)
Beppe Lumia, deputato nazionale del PD,
vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia:
«Mi auguro che le istituzioni diano una risposta ferma, pronta
ed esemplare non solo in termini repressivi contro gli autori e
i mandanti dell'attentato, ma anche in termini positivi. Solo in
questo modo potremo dimostrare che opporsi al racket delle estorsioni
e agire nella piena legalità è non solo possibile,
ma anche conveniente».
(Fonte: la Repubblica - Palermo, 04-08-2007)
Salvatore Cuffaro, Presidente della Regione
Siciliana :
«Le dichiarazioni di Guajana mi hanno profondamente commosso
per i valori che esprimono. Ora, la nostra volontà è
dimostrare che solidarietà e battaglia per la legalità
sono principi fondamentali per lo sviluppo della Sicilia e vanno
difese con atti concreti. Per questo motivo, procederemo ad affidare
in comodato d'uso un immobile della Regione al gruppo imprenditoriale
Guajana. Già domani, nel corso della giunta di governo, verranno
attivate le procedure necessarie per questo passo che aiuterà
l'impresa a una rapida ripresa delle attività».
(Fonte: AGI, 07-08-2007)
Salvatore Cianciolo, responsabile della
Task force lavoro della Regione Sicilia:
«Non si è trattato di un semplice adempimento burocratico,
ma di un passaggio tecnico che punta alla salvaguardia del livello
occupazionale in attesa che l'azienda si rimetta in moto. Grazie
ad un protocollo siglato lo scorso 11 luglio, sarà infatti
possibile fare ricorso alla cassa integrazione»
(al termine della riunione a Palazzo d'Orléans tra Regione,
Ufficio Provinciale del Lavoro, Sicindustria, sindacati e dipendenti
dell'azienda Guajana, tenuta per verificare gli interventi a favore
dei dipendenti).
(Fonte: ASG Media, 07-08-2007)
La Commissione Attività Produttive
del Consiglio Comunale di Palermo (presenti il presidente
della Commissione stessa, Elio Ficarra e altri consiglieri comunali
membri della commissione fra i quali il vicepresidente del Consiglio
Comunale Totò Lentini) ha preso l'impegno di facilitare la
ripresa delle attività della famiglia Guajana e dei suoi
dipendenti attraverso interventi in due versanti: sul vecchio deposito
e sul nuovo. Sul deposito di via Nenni la Commissione Attività
Produttive si è impegnata ad agire, attraverso le aziende
comunali, procedendo all'abbattimento delle strutture pericolanti
e allo sgombero delle macerie. Riguardo il nuovo sito, individuato
dall'imprenditore e promosso dal Governo regionale e dal consorzio
Asi, nella zona di Partanna Mondello, la Commissione Attività
Produttive si è impegnata a creare una serie di facilitazioni
alla riapertura dell'attività bonifica da amianto, pulizia
interni del capannone ed esterni, livellazione del terreno con asfalto,
sistemazione del verde, sgombero rifiuti e materiali di risulta,
esenzione dalla Tarsu, sollecito dei tempi burocratici. Il primo
passo, in ogni caso, saràquello del cambio di destinazione
d'uso, da sportiva a commerciale.
(Fonte: Nota stampa di Addiopizzo,
11-08-2007)
Giuseppe Caruso, Questore di Palermo:
«Abbiamo garantito a Rodolfo Guajana assistenza e protezione;
lo Stato è al fianco dei cittadini, non li lascia soli».
(Fonte: Giornale
di Sicilia, 09-08-2007)
Alba Alessi, commissario dell'E.S.P.I.
Ente Siciliano per la Promozione Industriale
«Da parte nostra siamo pronti per trasferire il bene [i
capannoni e il terreno di Partanna Mondello, attualmente di "Iniziative
Industriali", che la Regione intende destinare all'impresa
Guajana], anche se ancora non siamo stati convocati».
(Fonte: Giornale di Sicilia, 30-08-2007)
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Una selezione di
messaggi di solidarietà
Potete scriverci anche voi a comitato@addiopizzo.org
o sul Guestbook
Giuseppe Lo Giudice, commerciante
pizzo-free:
Purtroppo, purtroppo è successo. Prima o poi una risposta
ci sarebbe stata. Piena solidarietà a Guaiana ma a lui non
può bastare e neanche a noi. La paura è la prima reazione
che ho avuto non appena saputo dell'accaduto ma la nostra scelta
mette anche questo nel conto e bisogna reagire. E' necessario dare
una risposta immediata, solidali e uniti: colpendo uno di noi colpiscono
tutti. Soprattutto l'opinione publica deve essere investita da tale
messaggio.
Paolo Costa, commerciante
pizzo-free:
Vorrei quindi esprimere il mio sincero rammarico per il gesto di
brutale prevaricazione indirizzato non solo alla ditta Guajana,
ma a tutti i seri e liberi imprenditori che operano sul nostro territorio.
Vorrei inoltre dire che questi gesti, se pur terribili appartengono
ad una mentalità che prima o poi si rivelerà perdente.
La libertà di impresa e di espressione vincerà.
Riccardo Agnello, commerciante
pizzo-free:
Caro amico Guajana,
mi chiamo Riccardo Agnello e sono certo che mio bisnonno ed il suo
erano amici oltre che vicini di bottega. La mia famiglia si è
rifiutata di pagare il pizzo (allora si chiamava scrocco)
sin dai tempi di Giuliano. Voglio manifestare alla sua famiglia
ed anche al personale la mia più affettuosa e solidale vicinanza
in momenti di tali tensioni e difficoltà. Il mio studio di
architettura sarebbe assai felice di collaborare, naturalmente a
carattere gratuito, alla ripresa della vostra attività. Riteneteci
a completa disposizione.
Giulia:
Gentile Comitato,
dopo il terribile incendio doloso che ha colpito il magazzino di
Guajana mi chiedo se non sia il caso di organizzare al più
presto una manifestazione a Palermo, che sia sentita a livello nazionale,
sulla questione pizzo e imprenditori vittime della mafia. È
necessario scuotere le istituzioni, assopite, sul grave problema
che affligge la nostra terra e che colpisce soprattutto la gente
onesta.
Alessandro:
Buongiorno Dr. Guajana.
Con sdegno ho letto dell'ennesimo attacco mafioso contro i cittadini
onesti di questa città e, ancora una volta, ho provato la
stessa sensazione di impotenza e rabbia nel vedere le immagini del
suo stabilimento distrutto da questi vigliacchi. Io sono un dirigente
regionale, ho 36 anni e da circa 4 subisco un diverso tipo di attacco
mafioso, dove la manovalanza è costituita da colleghi e dirigenti
del dipartimento. Attualmente mi è stato revocato il contratto
dirigenziale ed è stato chiesto alla Giunta Regionale il
mio licenziamento. Nelle mie stesse ondizioni c'è un collega
che, come e con me, ha avuto la colpa di rifiutare di concedere
le autorizzazioni ad impianti nocivi per l'ambiente (gli nceneritori)
ed ha cercato di ristabilire la legalità in altri impianti
(Partinico, Isola delle Femmine, ecc...).
Adesso con mia moglie (laureata e senza lavoro perchè qui
o accetti il lavoro nero sottopagato o non hai speranze) abbiamo
deciso di andare via, per noi e per nostro figlio di 2 anni che
non deve crescere in questa terra maledetta.
Volevo esprimerle la mia solidarietà, anche se non condivido
la sua espressa intenzione di continuare a fare impresa a Palermo.
Le auguro quindi ogni bene.
Barbara:
Da quando ho saputo cosa è successo, non ho mai smesso, neanche
per un momento, di pensare a voi. Penso a voi quando lavoro e penso
a voi durante il mio tempo libero. Penso a voi quando rido o quando
piango (sia di rabbia che di gioia). Penso anche che, se non mi
trovassi così bene qui, avrei mandato al diavolo tutto e
tutti e avrei preso il primo aereo per tornare indietro e affrontare
questa emergenza, insieme a voi. Ma penso anche che qui, quando
i ragazzi mi chiedono di parlargli di Addiopizzo, mi sembra di potere
comunque fare qualcosa per essere d'aiuto alla mia terra...alla
mia città...a Guajana e a tutti quelli come lui...Tornerò,
così come sono sempre tornata, e anche nei momenti più
duri, come quello che vive Palermo adesso, continuerò a stringere
i denti. Lo farò sempre, lo prometto. Io ci sono, sono qui,
e ci sarò sempre.
Andrea:
Esprimo tutta la mia solidarietà al signor Guajana che con
coraggio e orgoglio non si è piegato alla sopraffazione del
racket delle estorsioni e ha deciso di andare avanti esercitando
il suo diritto di libertà, un esempio per molti altri esercenti
palermitani che devono emularlo per liberare Palermo dall'oppressione
mafiosa.
Nello stesso tempo esorto Addiopizzo a sostenere sempre più
con maggiore forza, con maggiore coraggio la battaglia contro il
silenzio, contro il racket, contro l'illegalità.
Alexander:
Salve. Sono uno studente dell'ultimo anno del liceo scientifico
Einstein. A seguito delle orrende intimidazioni ai danni dell'imprenditore
Guaiana pensavo ke potremmo dare il nostro aiuto cn un piccolo contributo.
Ovvero, ritenendo ke il comitato di addiopizzo conta 9000 iscritti
e 200 commercianti aderenti, se ognuno dasse un contributo minimo
di 10euro riusciremmo a raggiungere in breve circa 100.000euro da
destinare all'imprendintore, come segno di unione contro l'organizzazione
mafiosa. Ritengo ke l'aiuto e la partecipazione dei cittadini, di
un' intera città potrà fare testa e sopraffare cosa
nostra, come invece nn riesce, o nn vuole, fare la politica!
Salvatore:
Ci tenevo tanto che a Rodolfo, che conosco tra l'altro personalmente,
pervenisse in questo momento per lui molto critico, un messaggio
di solidarietà da parte di cittadini intellettualmente liberi
e amanti della giustizia e che hanno apprezzato il suo coraggio
e la sua disinvoltura.
Dobbiamo rimanere al Suo fianco in questo momento di prova per la
sua vita e quella della Sua famiglia. Dobbiamo dimostrargli che
non è solo ma è circondato da tanta gente che gli
vuol bene ed è pronta a sostenerlo con adeguate iniziative.
Ho motivo di tornare a ringraziare "Addiopizzo" per gli
interventi concreti adottati e che adotterà, riportati dalla
stampa cittadina.
Marco:
Buongiorno. Desideravo esprimere tutta la mia solidarietà
alla famiglia Guajana che, con coraggio, ha scelto di non pagare
il pizzo. Anche se sono parole già dette, penso sia importante
far sapere che ci sono anch’io, una persona in più
contro la mafia.
Alda:
Alla luce degli ultimi attentati mafiosi ai danni di alcuni negozianti
e imprenditori palermitani che si sono opposti al pizzo, vorrei
proporre una manifestazione in cui la gente di Palermo e i siciliani
in genere, gridino no alla mafia supportando queste persone oneste
e coraggiose che, al contrario di molti altri, non si vogliono piegare
alla Mafia. Non possiamo far finta di nulla. Come possono sentirsi
il signor Guajana e l’altro imprenditore vedendo le loro aziende
distrutte totalmente o in parte? Amareggiati? Delusi? Forse abbandonati?
Credo che quest’ultimo sia un sentimento peggiore di quello
scatenato dall’incendio. Uomini coraggiosi e onesti ignorati
da tutti o quasi. Questi sono eroi e non possiamo farli sentire
soli, lasciarli al loro destino.
È necessario che i siciliani si mobilitino, si avvicinino
alle vittime del pizzo e gli facciano sentire che altre persone
gli sono vicine e sostengono le loro idee. Bisogna convincere chi
paga il pizzo che la gente è stanca, anche le persone comuni,
che siamo in tanti e che l’unione fa la forza e li combatteremo.
Dobbiamo esigere maggiore impegno dallo stato e dalle istituzioni.
Dobbiamo fare in modo che i politici corrotti si dimettano perché
la Sicilia onesta non li vuole. Bisogna gridare al resto d’Italia
e al mondo che i siciliani sono onesti e combattono la mafia. Dobbiamo
convincere chi è dentro la Mafia che la mafia è orribile
e che anche loro hanno la possibilità di vivere una vita
onesta e dignitosa. Inoltre, dobbiamo far capire ai giovani che
la parola mafia è schifosa e che dobbiamo combatterla nei
comportamenti e nella vita di tutti i giorni.
Io sono convinta che il problema mafia in Sicilia possa essere in
parte “superato” cambiando la mentalità della
gente comune ormai assuefatta, come assopita. Ci abbiamo quasi fatto
l’abitudine e non tentiamo più di opporci schiettamente
e sfacciatamente.
Non possiamo continuare a farci ferire ogni giorno da questa terribile
organizzazione criminale. Bisogna fare qualcosa e dobbiamo essere
in tanti, tutti: vecchi, giovani e bambini. Dobbiamo gridare al
mondo che non ne possiamo più. Oggi grazie ai canali multimediali
ci vuole molto poco a mobilitare la gente, anche gruppi di altri
paesi. Sono convinta che in Germania, Gran Bretagna, Olanda e nei
paesi scandinavi ci sono tantissime persone disposte a mobilitarsi
per dare appoggio a noi siciliani onesti.
La nostra è una terra bellissima e dobbiamo fare qualcosa
per salvarla.
Davide:
Vi scrivo in ordine ai recenti fatti di cronaca che hanno visto
la ditta Guajana vittima di un incendio doloso. Al riguardo, desidero
proporre un'iniziativa di partecipazione che preveda, da parte di
tutti i cittadini che ne condividono lo spirito, il versamento di
un contributo specificamente da destinare al titolare della ditta
per una più agevole ripresa delle attività . Ritengo invero
che sia dovere civico, qualora sia accertata dall'autorità giudiziaria
la matrice mafiosa ed estorsiva dei fatti, affiancare attivamente
coloro che ne sono rimasti vittime (ivi inclusi i lavoratori della
ditta) con un contributo economico anche minimo (per esempio cinque
euro) che peraltro potrà essere conferito semplicemente attraverso
un c/c. postale che codesta organizzazione potrà individuare in
tal senso. È una risposta di unità e forza alla criminalità
che affligge la Sicilia. Cordiali saluti
Maria Teresa:
Desidero esprimere tutta la mia solidarietà e vicinanza al
sig. Rodolfo Guajana, alla sua famiglia e ad “Addio Pizzo”.
Un piccolo eroe, Rodolfo Guajana, ma un grande e straordinario esempio
per il mondo delle imprese e per tutti.
Dobbiamo stringerci intorno a lui e a tutti quelli che subiscono
atti intimidatori perché non si sentano soli nella loro lotta
per la legalità e nella difesa della propria dignità.
Dobbiamo far sentire la nostra voce affinché le istituzioni
non li abbandonino. Dobbiamo stare uniti perché solo se saremo
tutti uniti potremo sconfiggere la mafia.
Mi auguro che l’impresa Guajana possa riprendere, al più
presto la propria attività.
loretta:
Esprimo la mia solidarietà al Signor Guajana che con coraggio non si è piegato alla sopraffazione del racket e ha deciso con fermezza di andare avanti esercitando il suo diritto di libertà di iniziativa economica.Adesso è il momento in cui la società tutta,le istituzioni e il mondo delle imprese debbano attivarsi per porre valido sostegno affinchè l'imprenditore possa riprendere al più presto la sua attività in maniera ancora più forte e sicura di prima!Deve farsi passare il messaggio che chi si ribella non è più solo,che può contare sulla società civile e che solo denunciando si può indebolire il sistema mafioso.Ed inoltre penso che tutto l'aiuto che si presterà al Sign.Guajana potrà rappresentare un valido precedente per spronare alla ribellione i commercianti che tuttora sono assogettati al pizzo!!!
Gaspare:
Solidarietà a Guajana e a tutti coloro che hanno subito vili atti intimidatori. Continuiamo a combattere l'omertà e l'illegalità per una Palermo migliore.
Salvatore Scaglia:
Ho scritto una mail di solidarietà alla ditta Guajana nell'immediatezza del fatto incendiario che l'ha colpita. Ma vorrei aggiungere pubblicamente, qui, che non è affatto vero che parlare è inutile o superfluo: anzi, è importante solo per una considerazione: che la mafia è (e vuole il) silenzio ! Diffondere "un'altra mentalità" (citando lo stesso Rodolfo Guajana) è essenziale. E la parole è un veicolo privilegiato di valori, principii e regole. Certo, poi, alle parole devono seguire i fatti: che rendono le persone coerenti e che possono determinare dei profondi mutamenti sociali.
maurizio:
Questa della ditta Guajana è una vicenda terribile ma che allo stesso tempo rappresenta la prova del nove, CIOE' vediamo quanto istituzioni ed imprenditori saranno vicini a loro realmente e concretamente, altrimenti sarà solo fuffa fritta...
Marco Arena:
Voglio esprimere tutta la mia solidarietà al sig. Rodolfo Guajana e alla sua famiglia. E che sia un esempio di coraggio per gl'imprenditori siciliani e per tutti noi
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