arresto-manette_bn._2jpgSi è concluso con rito abbreviato il processo nato dall’operazione antimafia Atropos,  compiuta dalla squadra mobile e dalla DDA di Palermo nel 2012, che ha disarticolato il mandamento mafioso della Noce.

Nell’ambito di tale procedimento, alcuni operatori economici che hanno maturato la forza e il coraggio di denunciare sono stati accompagnati e supportati sin dalla denuncia dalle associazioni Addiopizzo e Libero Futuro.
Tra le vittime di estorsione vi è anche la casa di produzione cinematografica Magnolia che con i suoi responsabili e operatori, accompagnati dalle associazioni antiracket, ha collaborato con gli organi inquirenti.

A conferma di quanto è storicamente noto, dalla sentenza Atropos emerge che il settore della produzione cinematografica è preso di mira da parte delle cosche che ne condizionano i lavori sul set, attraverso diverse forme di imposizione: comparse, professionalità, maestranze, attrezzature, servizi di facchinaggio, catering, ristorazione e tanto altro.
Infatti, per fare cinema e televisione a Palermo in molti sottostanno ai condizionamenti mafiosi.

Non assecondare tali richieste mafiose  rischia di compromettere giornate di produzione, perché un semplice furto di camion o una sirena che suona mentre si gira, determina danni economici considerevoli.
Conseguenze per le quali molte produzioni che girano a Palermo sono costrette a calcolare un surplus di costi per far fronte a tali imposizioni.
Tutto ciò impedisce chiaramente il libero esercizio delle attività di produzione e lo sviluppo economico di città ad alta vocazione cinematografica come Palermo.

Oggi le produzioni televisive e cinematografiche devono sapere che a Palermo si può girare liberamente senza subire alcun indebito condizionamento mafioso.


RASSEGNA STAMPA
Mafia alla Noce, chiesto il giudizio per 46
fonte: Giornale di Sicilia, 14/08/2013
«Ecco il clan della Noce»: tre secoli di carcere
fonte: Giornale di Sicilia, 28/05/2014

 

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