artioliIn questi giorni abbiamo preso pubblicamente la parola per criticare l’opportunità della nomina di Ettore Artioli alla presidenza dell’Amat. Da ciò è scaturito uno scambio di versioni dei fatti e opinioni sui giornali tra i soggetti protagonisti in questione. Ricostruiamo dunque insieme la vicenda per correttezza, trasparenza e completezza d’informazione.
Comunicato stampa del 25 luglio 2012

Le associazioni Addiopizzo, Libero Futuro e Professionisti Liberi prendono posizione in merito alla nomina di Ettore Artioli alla presidenza dell’Amat

Ieri Ettore Artioli è stato nominato Presidente dell’Amat, l’Azienda partecipata del Comune di Palermo. Oggi non possiamo non esprimere una certa amarezza e considerare tale scelta inopportuna, per quanto legittima e giuridicamente inattaccabile.

Per capire le nostre ragioni crediamo basti ricordare alcuni fatti:

- Alla fine dell’aprile del 2008 incontriamo Ettore Artioli, ce lo chiedeva da parecchio tempo, voleva aderire a Addiopizzo con le sue società. Il colloquio è molto lungo, i toni sono abbastanza distesi, ma rifiutiamo la richiesta per motivi di opportunità: le sue cointeressenze con Fabio Cascio Imburgio, già  componente del CdA  della Centralgas poi confiscata dallo Stato per infiltrazioni delle famiglie mafiose Bontate e Teresi. Come nostra prassi non rendiamo pubbliche le richieste non accolte per motivi di opportunità. In quella stessa occasione, però, ci viene presentato il signor Rizzacasa, titolare della società Aedilia Venusta. Non constatiamo motivi per rifiutare la richiesta, supportata tra l’altro da diverse denunce di danneggiamenti riconducibili ad ambienti mafiosi.

- Dopo alcuni mesi scopriamo che nell’Aedilia Venusta lavorano, con ruoli di responsabilità, Salvatore Sbeglia e  suo figlio Francesco, due individui con precedenti e pendenze penali legate alla mafia. Decidiamo quindi di sospendere la società, a maggior ragione perché nel momento dell’adesione ci era stata taciuta la loro presenza. L’Aedilia Venusta viene sospesa anche da Confindustria.

- Nel giugno del 2010 Artioli, ex vicepresidente nazionale di Confindustria con delega per il Mezzogiorno, in una lettera al presidente nazionale Emma Marcegaglia e a quello regionale Ivan Lo Bello, comunica la sua decisione di autosospendersi dall’associazione: Rizzacasa era stato arrestato con l’accusa di esser un prestanome degli Sbeglia; Rizzacasa era fortemente legato ad Artioli, Aedilia Venusta infatti aveva eseguito diversi e importanti lavori degli appalti aggiudicatisi dal Gruppo Venti srl, una holding immobiliare creata e presieduta da Artioli stesso.

- Nel novembre del 2011 Rizzacasa, titolare dell’Aedilia Venusta, è stato condannato (in primo grado) a tre anni e 4 mesi di carcere per intestazione fittizia di beni  riconducibili agli Sbeglia.

In questi giorni Artioli, neopresidente dell’Amat, è ricordato come l’ultimo presidente dell’Amia che ha lasciato i conti in ordine. Non mettiamo in dubbio le sue competenze professionali ma noi lo ricordiamo per le vicende elencate, per i paludosi ambienti che ci ha fatto vedere da vicino e che – a nostro avviso – lo rendono inaffidabile per la gestione di un pubblico servizio di strategica importanza.

Comitato Addiopizzo
Associazione Libero Futuro
Comitato Professionisti Liberi

La replica di Ettore Artioli
25 luglio 2012 -  “Non posso nascondere amarezza e stupore per le valutazioni di Addiopizzo, nonché per una ricostruzione dei fatti che mostra una grave incongruenza, alla base di tutta la nota diffusa oggi dall’Associazione“. Con queste parole Ettore Artioli, neo presidente dell’Amat, commentando la nota con cui il comitato Addiopizzo ha criticato la scelta di Leoluca Orlando di nominarlo alla presidenza dell’azienda.

“La vicenda dei rapporti commerciali tra aziende guidate da me e la società edile Aedilia Venusta – spiega Artioli - è stata oggetto di dettagliate informazioni che ho rilasciato alla Procura della Repubblica, come persona informata dei fatti, nell’ambito di un’inchiesta giudiziaria i cui contenuti vanno doverosamente affidati al percorso giudiziario e che per ovvi motivi non posso e non intendo divulgare”.

“Ho offerto ogni più ampia e dettagliata collaborazione ai magistrati, – aggiunge il neo presidente dell’Amat – per contribuire alle indagini su quell’azienda e sulle persone che operavano in essa, contribuendo a far luce su diverse vicende”.

“Credo utile sottolineare – puntualizza l’ex presidente dell’Amia – che già quando trapelarono le prime indiscrezioni sulla Aedilia Venusta, le società da me gestite procedettero alla rescissione di ogni contratto, con un danno, per le mie società, di circa un milione di euro. Allo stesso tempo le dimissioni da associazioni di cui ricoprivo incarichi di vertice, furono un atto di lealtà e rispetto verso quelle associazioni, che non volevo fossero interessate da sterili polemiche”.

“Devo per altro ricordare che la risoluzione dei contratti – sostiene Artioli – da parte nostra avvenne quando sulla Aedilia Venosta vi erano soltanto delle ombre che contrastavano con le certificazioni di cui la stessa era regolarmente in possesso e con gli accrediti istituzionali di cui la stessa società godeva.”

“Mi si conceda ora una domanda rivolta ad AddioPizzo: davvero si vuole far credere che mi sarebbe stata negata l’iscrizione all’Associazione per presunti contatti con ambienti dubbi e poi si sarebbe ammesso in associazione un imprenditore da me presentato? Sarebbe davvero paradossale – conclude Artioli – che non si fosse ammesso Artioli perché ritenuto non affidabile mentre si riteneva affidabile qualcuno presentato dallo stesso Artioli.”

La replica del Comune

Orlando: “Artioli è esempio di comprovata competenza ed esperienza”, (fonte: Blogsicilia.it)

25 luglio 2012 -  Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, risponde alle critiche mosse da Addiopizzo, l’associazione Libero futuro e Professionisti liberi sulla scelta della giunta comunale di nominare Ettore Artioli alla presidenza dell’Amat.

“La scelta di Ettore Artioli, così come quella di tutti i presidenti delle Aziende partecipate, – si legge in una nota rivolata alla stampa del sindaco Orlando – si è basata su un criterio molto semplice: la provata competenza ed esperienza, supportate, proprio nel caso di Ettore Artioli, dalla passata esperienza come amministratore dell’Amia che ha vissuto sotto la sua direzione una stagione di efficienza e produttività come mai nella sua storia”.

“A tutti i candidati – aggiunge Orlando – è stato inoltre richiesto di fornire le certificazioni di legge che sono risultate del tutto regolari. Sui presunti legami dello stesso Artioli con soggetti indagati e/o condannati, siamo certi che lo stesso presidente Artioli potrà e vorrà fornire alla stampa e ai cittadini ogni chiarimento”.

Comunicato stampa del 25 luglio 2012

Le associazioni Addiopizzo, Libero Futuro e Professionisti Liberi replicano alle dichiarazioni del neo presidente dell’Amat, Ettore Artioli

Secondo quanto riportato da un quotidiano locale “non fu il presidente di Confindustria Sicilia a presentare il Sig. Rizzacasa ad Addiopizzo, ma una persona vicina ad ambienti dell’antimafia di cui Artioli ha fatto il nome ai giudici”. Tutto ciò è semplicemente falso.

Artioli dimentica o fa finta di non ricordare che – come risulta dagli atti dell’inchiesta che ha portato alla condanna di Rizzacasa – il 28 aprile del 2008, presso la sede di Addiopizzo, si è svolta una riunione (alla presenza della Commissione di garanzia e di diversi componenti dell’Associazione) in cui si è deciso di non accettare la richiesta di adesione dello stesso Ettore Artioli per le sue cointeressenze societarie con Fabio Cascio Ingurgio (componente del Cda della Centralgas poi confiscata alla mafia). In quella stessa riunione e sempre di fronte a diversi testimoni, Artioli si è presentato accompagnato da una persona, il Sig. Rizzacasa, del quale peraltro non era stata nemmeno comunicata la partecipazione; nel corso dell’incontro il neo presidente dell’Amat ha sponsorizzato e caldeggiato l’adesione dell’Aedilia Venusta (ditta allora a noi sconosciuta, come sconosciuto era anche il suo titolare); inoltre, Artioli e Rizzacasa ci hanno raccontato dei loro affari, del Gruppo Venti, dell’Aedilia Venusta e delle denunce per danneggiamenti e tentate estorsioni subite da quest’ultima; insomma, hanno parlato di tutto, tralasciando, però, solo un fatto: che Salvatore e Francesco Sbeglia (con precedenti penali per mafia), con funzioni di assoluta rilevanza, operavano all’interno della stessa Aedilia Venusta.

Nel 2009 Addiopizzo, appreso (ovviamente non da Artioli) che gli Sbeglia risultavano intranei all’Aedilia Venusta, ha provveduto ad espellere l’azienda dal circuito di consumo critico, così determinando un’analoga decisione da parte di Confindustria Palermo. Come noto, nel 2010 Rizzacasa viene arrestato e successivamente condannato proprio perchè intestatario fittizio degli Sbeglia.

A questo punto la domanda sorge spontanea: nonostante Artioli sapesse del forte legame sussistente fra gli Sbeglia e l’Aedilia Venusta, erano necessarie le sirene dell’autorità giudiziaria che con le sue inchieste aveva fatto piena luce sulle circostanze sopra riportate, perché una persona intelligente e avveduta come lo stesso Artioli con le sue società decidesse di interrompere i rapporti con Rizzacasa? Le cointeressenza con Fabio Cascio Ingurgio e i rapporti economici con Rizzacasa e quindi gli Sbeglia, sono dei fatti che pur non avendo alcun rilievo penale denotano delle relazioni e degli interessi a dir poco discutibili che ci portano a ribadire che il Sindaco di Palermo ha compiuto una scelta inopportuna, che ci aspettiamo e confidiamo riveda al più presto.

Comitato Addiopizzo
Associazione Libero Futuro
Comitato Professionisti Liberi

 

Approfondimenti

Già tempo fa avevamo espresso pubblicamente la nostra versione dei fatti, come si può evincere da questa puntata del rotocalco d’approfondimento del Tg1 “TV7″ del 28 gennaio 2011, dal titolo “Industriali contro”, visionabile su Youtube in tre parti:

“Industriali contro” – parte I

“Industriali contro” – parte II

“Industriali contro” – parte III

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