Al Presidente della Repubblica Italiana
Giorgio Napolitano

Al Presidente del Senato
Pietro Grasso

Al Presidente della Camera dei Deputati
Laura Boldrini

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Matteo Renzi

Al Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia
Rosy Bindi

 

Sebbene in astratto la ratio di certe norme possano essere condivisibili, capita però che per i tempi e le situazioni straordinarie in cui si collocano non risultano essere assolutamente opportune.
È il caso dei nuovi effetti della circolare del marzo scorso del Consiglio Superiore della Magistratura, su chi a Palermo sta indagando sugli ulteriori filoni di indagine sulla trattativa tra Stato e mafia.

Addiopizzo ritiene infatti che tali procedimenti in corso rientrino nel novero di quei “casi eccezionali” previsti dalla citata circolare per cui si può, quindi si deve, consentire ai magistrati interessati di proseguire il loro lavoro anche se fuori dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo.
La rilevanza storica e politica di tale situazione giudiziaria impone delle valutazioni e delle scelte che siano ancorate soprattutto al senso di opportunità politica.

Addiopizzo crede infatti sia assolutamente opportuno che l’organo di governo della magistratura consenta a Nino Di Matteo, Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia, nei loro ruoli di Sostituti Procuratori, di proseguire le indagini finora portate avanti. Per tali ragioni, ci rivolgiamo alle massime autorità istituzionali del Paese perché facciano politicamente proprio lo spirito e le ragioni dell’indirizzo proposto dal Procuratore della Repubblica di Palermo.
Auspicando che di tale orientamento ne promuovano il senso politico, affinché non si disperda il patrimonio di conoscenza maturato in questi anni dai magistrati impegnati nel processo e nelle indagini sulla trattativa.

Palermo, 04/06/2014

Comitato Addiopizzo

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