I negozi e le imprese che hanno detto no al pizzo in Sicilia, raccolti nella rete Pago chi non paga di Addiopizzo, sono ormai più di mille. Ma per tutti quei produttori che non hanno un negozio su strada? Quelli che non hanno una vetrina su cui apporre il logo del consumo critico antiracket? Per quelli che vendono in tutta Italia i loro prodotti?
Per loro c’è Addiopizzo Store, un sito che permette di  acquistare prodotti siciliani, dall’alimentare al tessile, dalla musica all’editoria, con la garanzia del pizzo-free.

apStore_logoAddiopizzo Store, nuovo spin-off dell’associazione palermitana, nasce soprattutto per venire incontro alle esigenze dei consumatori di tutta Italia, che con un semplice clic possono ritrovarsi a casa un pezzo di Sicilia, quella bella e giusta.
Da quell’adesivo del lontano 2004 “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità” che ha tappezzato il centro storico di Palermo, ne ha fatto di strada Addiopizzo: ha unito i commercianti e i produttori che si oppongono al pizzo con i consumatori responsabili, stimolando le denunce e divenendo così un deterrente con cui si tiene lontana l’organizzazione mafiosa. Addiopizzo è diventata una camurrìa per i mafiosi, come emerge da diverse indagini oltre che dalle affermazioni di diversi collaboratori di giustizia.

“In questi anni passati condividendo  la visione di un presente e un futuro libero dai condizionamenti mafiosi, abbiamo potuto constatare come l’attività dei produttori aderenti  alla lista sia utile a trasmettere i valori e la mission di Addiopizzo oltre i confini geografici della Sicilia – afferma Alessandra Perrone, ideatrice del progetto e a capo della futura cooperativa che gestirà il sito di e-commerce – I prodotti su cui è apposto il logo del consumo critico offrono la possibilità ai consumatori di scegliere che tipo di economia premiare, entrando così a far parte di un movimento sociale antimafia pur non risiedendo in Sicilia. È con il sostegno dei cittadini  che non pochi imprenditori hanno trovato il coraggio di schierarsi pubblicamente e soprattutto di denunciare i loro estorsori.”

Addiopizzo Store dunque segue le orme di Addiopizzo Travel, primo spin-off nato da alcuni soci fondatori di Addiopizzo, che si è rivolta a non siciliani, proponendo loro viaggi pizzo-free e mostrando il volto autentico dell’Isola, lungamente adombrata da cliché che spesso non hanno permesso di comprenderne la reale bellezza.

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Sul sito www.addiopizzostore.com è già possibile acquistare da tutti i paesi della Comunità Europea, oltre che il merchandising di Addiopizzo, anche olio, biscotti, vino ma anche libri, dischi, vestaglie, caffettiere e vari prodotti di realtà diverse che appartengono alla lista di consumo critico.

Si tratta di produttori agricoli, tessili, dell’artigianato, editori, etichette discografiche indipendenti, e sostenerli con i propri acquisti vuol dire divenire parte di questa rivoluzione culturale che inizia dai consumi.
Storie mai banali le loro, che raccontano di anni di lotte e impegno alla ricerca del riscatto.

C’è Davide Grassi, figlio di Libero Grassi e Pina Maisano, che oggi dirige la fabbrica tessile che fu della sua famiglia, Robe da Camera, in un bene confiscato alla mafia.
C’è la famiglia Scimeca, i primi denuncianti sostenuti da Addiopizzo, che oggi hanno aperto una pasticceria di dolci tipici siciliani.
C’è Cotti in Fragranza, un laboratorio di prodotti da forno, prima realtà imprenditoriale all’interno di un istituto penale per i minorenni del sud, con l’obiettivo di promuovere un’inclusione dei giovani stabile.
Anche l’azienda agricola Salamone e la cooperativa Valdibella sono impegnate in progetti di inclusione sociale, hanno una produzione biologica di qualità e rispetto e attenzione per la biodiversità, ad Aragona (in provincia di Agrigento) l’una e a Camporeale l’altra.
E ancora Il pastificio artigianale Bia, che propone i formati tipici della pasta siciliana, o l’Associazione Accademia Mosaico, che distribuisce il caffè della filiera del commercio equo e solidale Madreterrà caffè, cui è affidato anche il servizio  di imballaggio, con scatole di riciclo e di spedizione.
La creativa famiglia Santoro, che ha realizzato Kamira, una caffettiera con cui poter fare un espresso utilizzando i fornelli di casa.

E infine il mondo dell’arte e della cultura: Navarra Editore, che si caratterizza per le tematiche di impegno civile, dei fenomeni socioculturali e per l’attenzione agli autori emergenti; Malintenti Dischi 800a Records, due etichette discografiche indipendenti promotrici di veri talenti locali e non, che hanno deciso di accettare la sfida di produrre e investire in cultura a Palermo.

Addiopizzo Store  vuole essere anche strumento a supporto delle attività del Comitato Addiopizzo Onlus: una percentuale dei ricavi della vendita di prodotti e servizi sarà infatti donata all’associazione.

Addiopizzo Store vuole veicolare questo mondo, e divenire esso stesso una realtà produttiva che crei lavoro in una regione in cui il tasso di disoccupazione è tra i più alti in Italia, in particolare quello femminile.

 

 

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