<p>Vittima del racket con la sua denuncia fa arrestare estorsore e il comitato Addiopizzo e’ a suo fianco. A una settimana dall’incendio che ha devastato il deposito della &quot;Guaiana Ferramenta&quot;, impresa fra le 200 incluse nella lista di ‘Consumo critico’ promossa dal comitato, non poteva esserci risposta migliore. Ancora una volta magistratura e forze dell’ordine hanno dimostrato di essere all’altezza della situazione quando gli imprenditori dimostrano di voler collaborare. Come gia’ successo nel giugno scorso, quando un imprenditore con la sua denuncia aveva fatto arrestare il suo estorsore, anche in questo caso la denuncia e’ maturata grazie alla collaborazione e all’assistenza del comitato Addiopizzo e il fattivo sostegno della F.A.I. (Federazione delle associazioni antiracket italiane). Con l’arresto di Domenico Ciaramitaro, presunto fiancheggiatore del boss Francesco Franzese, finito in manette la settimana scorsa, ci sentiamo sempre piu’ vicini a quella che il questore Giuseppe Caruso definisce le soglia di &quot;una svolta culturale&quot;. L’imprenditore si e’ fatto avanti, con tutti i dipendenti, dopo le violenze subite, premiando anche il lavoro di chi da anni, ormai, offre le competenze, le tutele e lo schermo necessari affinche’ un operatore economico possa denunciare. La chiave di volta della liberazione dal pizzo passa necessariamente da qui. Chi vuole essere aiutato, infatti, deve mettersi in condizione di essere aiutato. Piu’ saranno le denunce, piu’ i commercianti potranno essere tutelati e fare fronte compatto contro il pizzo. In attesa di annunciare la soluzione al danno subito da Rodolfo Guaiana e dai suoi dipendenti, per cui si sono mossi diversi enti, dalla Regione siciliana alla Prefettura, dall’agenzia del Demanio a quella dell’Entrate, dall’arcidiocesi di Monreale (Palermo) ai sindacati e Confindustria, la gente e i commercianti di Palermo stanno reagendo, dimostrando che le cose stanno cambiando veramente. I commercianti che volessero mettersi in contatto con il comitato Addiopizzo, anche solo per porre domande, possono chiamare i numeri 380 3487929 oppure 091 6194228</p>

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