<div style="text-align: justify;">rnProseguono le attività di Addiopizzo alla Noce dopo gli arresti degli ultimi mesi nel quartiere, grazie ai quali il mandamento mafioso registra un momento di difficoltà, in cui l’organizzazione appare disarticolata. rn<BR>rnPer questo motivo per tre giorni, dal 30 novembre al 2 dicembre, dalle 10.00 alle 20.00, a piazza Noce cittadini e commercianti potranno incontrarsi e confrontarsi per denunciare insieme il pizzo.rnIl momento è particolare anche perché si avvicinano le feste natalizie, periodo in cui tradizionalmente le "famiglie" riscuotono il pizzo a danno degli esercenti. Ma a Palermo, rispetto al passato, si sono create le condizioni per dire di no e denunciare senza essere lasciati soli. Non ci sono più ragioni plausibili per continuare a pagare e soprattutto a negare l’evidenza quando si è chiamati dagli organi investigativi a confermare l’estorsione subita. rn<BR>rnRecentemente la collaboratrice di giustizia Monica Vitale ha ribadito quanto già rivelato in precedenza da altri pentiti del calibro di Manuel Pasta e Di Maio: "Nei negozi che esponevano il marchio di Addiopizzo non andavamo, saremmo stati degli stupidi". È un’ulteriore prova che i commercianti e gli imprenditori che entrano a far parte del circuito di Addiopizzo vengono evitati dagli estorsori e, di conseguenza, un’importante conferma dell’efficacia dell’attività svolta in questi anni dal movimento antiracket a Palermo. Perché il fenomeno dell’estorsione può e deve essere sconfitto, in sicurezza e senza eccessive esposizioni personali.rn<BR>rnAddiopizzo, Libero Futuro e il comitato Professionisti Liberi, quindi, hanno programmato un lavoro a 360° che coinvolgerà cittadini, chiese, scuole e famiglie della Noce in questo sforzo comune. Tutti insieme per proseguire verso un cambiamento ed un riscatto che passi anche da territori difficili ma altrettanto importanti come questo.

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