Addiopizzo propone il boicottaggio dei commercianti che pagano il pizzo?

No. “Contro il pizzo cambia i consumi” è una campagna di solidarietà e di sostegno a favore di chi ha fatto una scelta coraggiosa contro la mafia, non una di boicottaggio ai danni di chi la mafia la subisce.
Sappiamo benissimo che molti commercianti non si ribellano ai propri estorsori per paura e sfiducia nei confronti dello Stato, che dovrebbe proteggerli. Tuttavia sentiamo il bisogno di manifestare il nostro appoggio a coloro che, pur vivendo nella stessa città e condividendo il medesimo contesto, stanno facendo qualcosa in più rispetto ai propri colleghi.
In ogni caso, boicottare i negozi che si piegano al pizzo sarebbe praticamente impossibile oltre che moralmente ingiusto, dato che a Palermo purtroppo lo paga ancora una percentuale altissima dei commercianti.
A distanza di molti anni dall’inizio della campagna, in cui abbiamo insistentemente ripetuto “Non proponiamo alcuna forma di boicottaggio”, coloro che continuano a insinuare il contrario lo fanno, più che per disinformazione, per malafede.

Aderite a qualche movimento e/o partito politico?

No. Pur avendo una forte caratterizzazione politica, come tutti i movimenti che si propongono di incidere sulla società, Addiopizzo è dichiaratamente e “gelosamente” apartitico.
Riteniamo che la lotta alla mafia non debba avere nessun colore e nessuna bandiera. Vogliamo inoltre sentirci liberi, in ogni momento, di puntare il dito contro questo o quel partito (indipendentemente se di destra, sinistra o centro) che candida nelle sue liste personaggi ambigui, quando non penalmente condannati.

Che strumenti proponete contro il fenomeno del racket?

Operiamo su due fronti: da un lato, raccogliere gli esercenti che non pagano il pizzo, che hanno denunciato i loro estorsori o che hanno deciso di non pagarlo più, e dall’altro incentivare quanti più cittadini possibile ad aderire al nostro “Manifesto per la legalità e lo sviluppo”, con il quale si impegnano a preferire le attività che non pagano il pizzo. Il nostro obiettivo è quello di creare un circuito economico “sano”, basato sulla pratica del “consumo critico Addiopizzo”, dove il quotidiano incontro tra cittadini/consumatori ed esercenti incentivi sia nuovi commercianti, sia nuovi cittadini ad aderire alla nostra campagna.

Come è nato Addiopizzo?

L’idea di Addiopizzo è venuta a 7 di noi che, nel 2004, volevano aprire un pub a Palermo.
Considerando che sicuramente avrebbero ricevuto richieste di soldi dalla mafia, ciò li fece riflettere che in un contesto indifferente non si può pretendere che pochi commercianti abbiano il coraggio di denunciare.
Allora cambiarono strategia, attaccando la notte del 29 giugno 2004 degli adesivi listati a lutto che recitavano “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”.

Come posso esercitare il consumo critico antipizzo se non risiedo in provincia di Palermo, dove sono concentrati i commercianti che hanno aderito alla campagna?

Addiopizzo è un movimento fortemente legato al territorio in cui è nato e si è sviluppato. La campagna “Contro il pizzo cambia i consumi” si è concentrata sulla città di Palermo e sui paesi della sua provincia, perché lì i suoi aderenti possono effettivamente far sentire il proprio sostegno e il peso delle proprie scelte al momento degli acquisti. L’impegno richiesto ai firmatari infatti non è meramente simbolico, ma attivo, concreto, quotidiano, e di conseguenza, a impatto locale.
Ciò non esclude che la campagna antipizzo non possa essere applicata altrove: a Napoli è stata avviata un’iniziativa analoga, e anche a Catania e Messina si sono costituiti gruppi “Addiopizzo” autonomi (per informazioni: www.addiopizzocatania.org e http://addiopizzomessina.wordpress.com/

Cos’è il pizzo?

Il pizzo è un’estorsione praticata da Cosa nostra ai danni dei negozianti, che cedono alle richieste mafiose per avere assicurata la “protezione” del proprio esercizio commerciale. Estensivamente è anche una forma di controllo del territorio, imporre un dazio significa pretendere il riconoscimento della propria sovranità.
Con cadenza regolare, l’esattore si presenta al commerciante per riscuotere una certa somma di denaro, che servirà a stipendiare gli altri affiliati all’organizzazione, a mantenere le famiglie dei carcerati, a pagare le spese processuali dei boss, e per qualsiasi altro investimento illecito.
Il pagamento in denaro non è l’unica forma di pizzo. Può essere sostituito o accompagnato dall’imposizione di personale o di fornitori vicini alla cosca.

Ho un sito/blog, posso gemellarmi con voi?

Certo. Basta informare il nostro webmaster per lo scambio di link o anche richiedere i nostri banner , scrivendo all’indirizzo comitato@addiopizzo.org

In quali giorni e in che orari posso incontrarvi alla sede di Addiopizzo?

La segreteria è aperta dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 14.00, tranne il martedì, giorno in cui è aperta dalle 14.00 alle 19.00.

Inviate una newsletter? Come posso iscrivermi?

Addiopizzo invia ai sottoscrittori del manifesto del consumo critico delle e-mail periodiche, per le comunicazioni inerenti le proprie attività: manifestazioni contro il pizzo, eventi nei negozi pizzo free, appelli a sostegno di commercianti in difficoltà.
Per riceverla è necessario sottoscrivere la campagna di consumo critico Addiopizzo al seguente form: www.addiopizzo.org/?page_id=56

Oltre alla campagna “Contro il pizzo cambia i consumi”, quali sono le vostre attività?

Fin dall’inizio abbiamo portato avanti una martellante campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica facendo ricorso ai mezzi di comunicazione più disparati, dagli adesivi alle pagine web.
Partecipiamo a progetti di educazione alla legalità e all’antimafia presso le scuole di Palermo e provincia, e inoltre a eventi, conferenze e manifestazioni sia in Italia che all’estero.
Ci costituiamo parte civile in tutti i processi contro la mafia, invitando le istituzioni a fare altrettanto.
Assistiamo i commercianti che denunciano il pizzo, fornendo loro assistenza legale gratuita. 
Chi fosse interessato a contattarci per questo genere di attività può scriverci all’indirizzo emai
l comitato@addiopizzo.org.

Perché proprio la lotta al pizzo?

Il pizzo è lo strumento principale grazie al quale la mafia controlla quotidianamente il territorio. Riteniamo giusto quindi che i cittadini siano consapevoli della grande importanza che hanno i nostri acquisti, perché fare la spesa da chi paga il pizzo significa finanziare indirettamente la criminalità organizzata.
La lotta al pizzo sta al livello del cittadino-consumatore: nel nostro piccolo, può essere portata avanti da ciascuno di noi.

Quali sono le vostre forme di finanziamento?

Le azioni di Addiopizzo si sostengono attraverso libere donazioni o con la destinazione del 5×1000 dell’IRPEF.
I “progetti Scuole” sono stati negli anni finanziati dal Ministero della Pubblica Istruzione.
Dal 2012 poi alcune attività sono finanziate nell’ambito del progetto “Consumo Critico Antiracket” riferito all’ASSE II del PON Sicurezza e relativo all’Obiettivo Operativo “Contrastare il racket delle estorsioni e dell’usura” realizzato dall’Ufficio del Commissario Nazionale Antiracket in partenariato con l’Associazione Addiopizzo, il Comune di Palermo e il Comune di Gela.
Addiopizzo, infine, gode dei contributi erogati dall’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, ai sensi dell’art. 17 della Legge Regionale 20 del 1999.

Se qualcuno volesse collaborare con voi potrebbe farlo anche se non vive in Sicilia?

Chiunque può darci una mano diffondendo la nostra iniziativa anche fuori da Palermo e dalla Sicilia, perché nessuna parte d’Italia è immune alle problematiche mafiose e del racket.
La nostra iniziativa ha come carattere la “riproducibilità”, cioè chiunque condivida la nostra iniziativa può scaricare gratuitamente i nostri adesivi, stamparli e attaccarli nella propria città.
Oppure, se qualcuno decide di fare un viaggio a Palermo, ci può contattare, gli forniremo la lista dei commercianti pizzo-free che hanno deciso di non pagare la mafia: così si potranno frequentare alberghi, ristoranti, pub, librerie, che non finanziano la mafia.
Scriveteci alla mail comitato@addiopizzo.org, per proporre idee per attività simili alle nostre in altre regioni.

Sono un commerciante/imprenditore/esercente/titolare di attività commerciale, come posso avere maggiori informazioni per entrare a far parte della vostra lista?

In questa sezione del sito trovi tutte le informazioni che ti servono. Mettiti in contatto con noi: successivamente, verrà fissato un colloquio in cui valutare la tua richiesta.
La nostra non è una lista chiusa, quindi tutti coloro che vogliono entrare a farne parte sono ben accetti, purché non paghino il pizzo.

Sono un giornalista, come posso contattarvi?

Manda una e-mail all’indirizzo comitato@addiopizzo.org.
Per maggiori informazioni, consulta la pagina dei contatti

Sono un semplice cittadino e vorrei entrare a far parte di Addiopizzo, o comunque darvi una mano saltuariamente, cosa devo fare?

Manda una e-mail all’indirizzo comitato@addiopizzo.org. Sarai in breve ricontattato per avere informazioni più precise.

Vorrei aderire alla campagna di consumo critico antipizzo e impegnarmi a sostenere i commercianti pizzo-free, cosa devo fare?

Puoi sottoscrivere on-line il manifesto del cittadino/consumatore per la legalità e lo sviluppo e consultare poi la lista degli operatori economici iscritti alla rete “Pago chi non paga” per premiarli e supportarli con i propri acquisti.

 

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