A meno di un anno dall’operazione antimafia dei carabinieri e dei magistrati della Procura di Palermo, si aprirà stamane all’aula bunker del carcere Pagliarelli il processo “Reset”.

tribunale-3La straordinaria azione repressiva delle forze dell’ordine e dei magistrati, i diversi collaboratori di giustizia e il percorso di affrancamento dal fenomeno estorsivo di alcuni commercianti e imprenditori, sostenuto da Addiopizzo, rilevano come anche su questa difficile area ci possano essere le condizioni per sgretolare il muro di omertà e voltare pagina.

L’associazione ha seguito e supporta alcuni commercianti e imprenditori che hanno avuto la forza e il coraggio di collaborare e denunciare le estorsioni subite tra i comuni di Bagheria, Ficarazzi e Altavilla Milicia. Per questa ragione e in virtù quindi di una legittimazione sostanziale data dall’attività e il lavoro di Addiopizzo sul territorio e a fianco di diverse vittime, l’associazione, assieme a diverse persone offese, si costituisce parte civile nel processo.

Vogliamo cogliere però questa occasione per denunciare pubblicamente come oramai da tempo si assista nelle aule del tribunale di Palermo, a carovane di associazioni e organizzazioni che sgomitano e scalpitano per costituirsi parte civile nei processi di mafia ed estorsioni.
Scelte processualmente retoriche compiute in ragione di una legittimazione formale e statutaria che spesso non trova alcun riscontro concreto in termini di attività e lavoro sul territorio e accanto ai commercianti e agli imprenditori vittime dei reati di estorsione e usura.

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