Si è conclusa ieri la XIII edizione del Torneo “Calciando in rete”, promosso e organizzato dall’Associazione Culturale San Giovanni Apostolo Onlus di Palermo, con la collaborazione di altre associazioni che operano nei quartieri a rischio della città.

Lo spirito che muove l’evento è quello di attivare dinamiche relazionali legate a una conoscenza reciproca dei partecipanti. Gli obiettivi perseguiti nel tempo, durante lo svolgimento delle diverse edizioni del torneo, sono stati quelli della promozione di una sana cultura sportiva, unitamente alla cultura della nonviolenza, della tolleranza, del rispetto delle persone e del patrimonio collettivo. Il percorso fatto che si è incentrato anche su una cultura che contrasti ogni tipo di razzismo, sulla valorizzazione degli aspetti positivi di aggregazione, partecipazione e socialità. 

Da febbraio i volontari di Addiopizzo che si occupano di educativa di strada hanno accompagnato nei diversi centri aggregativi della città i ragazzi della Magione, con cui si sono formate due squadre, una 10-12 anni e l’altra13-15 anni. Questa settimana la categoria 10-12 ha giocato la finale del torneo al centro San Gabriele classificandosi al terzo posto. Ieri sera al centro San Giovanni Apostolo al Cep si è svolta la cerimonia di premiazione. I ragazzi della Magione hanno ricevuto il Premio fair play, un riconoscimento  assegnato alla squadra per il comportamento tenuto nelle partite, ispirato ai valori di lealtà e correttezza sportiva.

Per il lavoro che stiamo svolgendo sul territorio con i ragazzi e le loro famiglie, il torneo ha rappresentato un’importante occasione per continuare a condividere il senso delle regole, di valori come il rispetto, la solidarietà e l’amicizia. 

Ma non è facile accettare le dinamiche di squadra per dei ragazzi abituati a contare solo su se stessi. Non è facile mettere a tacere l’istinto di prevaricazione e l’aggressività con cui si affronta la vita. 
Rompere questi meccanismi non è tuttavia impossibile e questo è proprio quello che stiamo cercando di fare con la nostra presenza: far sperimentare in prima persona a questi ragazzi il piacere della condivisione, il senso di appartenenza a un gruppo, il rispetto degli altri e dell’ambiente che ci circonda.  

Per quest’anno non abbiamo vinto il torneo, ma oggi al nostro arrivo in piazza troveremo una squadra.

 

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