Comunicato stampa congiunto
FAI (Federazione Antiracket Italiana), Confindustria Sicilia, Libero Futuro, Addiopizzo

Estorsioni, processo Bongiorno: associazioni antiracket e Confindustria Sicilia parte civile
“Commercianti e imprenditori, denunciare si può”

Oggi è iniziato il processo agli estorsori di Castellammare del Golfo denunciati da Gregory Bongiorno, presidente di Confindustria Trapani, e arrestati lo scorso agosto. Al suo fianco, il Commissario nazionale antiracket, Prefetto Elisabetta Belgiorno, il presidente onorario della FAI, Tano Grasso, il vice presidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro, i rappresentanti di LiberoFuturo (Palermo e Castelvetrano) e di Addiopizzo. “I mafiosi hanno commesso un grave errore – sottolineano in una nota congiunta associazioni antiracket e Confindustria Sicilia – perché non hanno considerato la posizione di Bongiorno che, oltre a far parte organica del nuovo corso di Confindustria, è notoriamente vicino al movimento antiracket”.
Un processo significativo che ha visto la presenza di numerosissime richieste di costituzione di parte civile e che ha rappresentato al meglio il livello di collaborazione fra il movimento antiracket e Confindustria in tutta la Sicilia. Collaborazione che punta ad incrementare sempre più il contatto con il territorio, così da diffondere in modo capillare la cultura della legalità. In quest’ottica si inseriscono anche le recenti iniziative di LiberoFuturo che ha costituito due associazioni ad Agrigento e Castelvetrano e presto ne farà nascere una terza proprio a Castellammare del Golfo che, negli ultimi due anni, ha dimostrato una notevole vitalità antiracket.
Risultati possibili anche grazie all’impegno del Commissario antiracket Belgiorno che ha attivato, con risorse del PON sicurezza e in collaborazione con le nostre associazioni, progetti finalizzati a promuovere le denunce e diffondere il Consumo critico antiracket. Giornate come questa ci rendono fiduciosi per il futuro e siamo certi che a tutti gli imprenditori giungerà chiaro e forte il messaggio che si può denunciare in sicurezza, che lo Stato c’è e anche la società civile non fa mancare il suo appoggio.Palermo, 21 gennaio 2014

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