6 novembre 1981. Sebastiano Bosio, primario di Chirurgia Vascolare all’ospedale Civico, fu ucciso con quattro colpi di pistola in centro a Palermo. Un omicidio di Cosa nostra per punire un uomo che non riservava un trattamento particolare ai mafiosi.

L'Unità, 7/11/1981

L’Unità, 7/11/1981

Il motivo della sua uccisione, secondo anche le testimonianze di alcuni pentiti, stava nel fatto che Bosio avrebbe curato in modo superficiale o comunque sbrigativo alcuni boss della mafia accorsi da lui dopo essere stati vittime di scontri a fuoco e di aver curato criminali della cosiddetta fazione della mafia perdente uscita sconfitta dalla seconda guerra di mafia, tra cui Totuccio Contorno.

Si scoprì in seguito, grazie anche a indagini più accurate, che Bosio aveva avuto una diatriba, almeno telefonica, con l’allora direttore sanitario della struttura, Giuseppe Lima, fratello del più noto Salvo, poiché egli prometteva sotto il suo comando di svolgere loro delle operazioni privilegiate.

Le prime indagini degli inquirenti furono pressoché limitate, specie per il depistaggio attuato da alcuni membri all’interno degli stessi. Da risvolti successivi, si apprese che alcuni colleghi di Bosio erano in amicizia o addirittura imparentati, seppur di largo grado, ad alcuni esponenti mafiosi di spicco.
Dagli esami più approfonditi, dei proiettili, grazie alle nuove tecnologie, emerse che a sparare fu Antonino Madonia. Madonia è stato rinviato a giudizio nel 2011, e oggi sconta la pena dell’ergastolo, per questo e una serie di altri omicidi di stampo mafioso.

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