liberazione-in-corso-SNA poco più di un anno da una delle ultime più grandi operazioni antimafia che ha interessato il fronte occidentale della città di Palermo, uno dei principali tronconi del processo ai mandamenti di Resuttana e San Lorenzo di Palermo arriva a sentenza.

Oltre novanta imputati che avevano scelto di essere processati con il rito abbreviato. Decine e decine di reati contestati, dall’associazione mafiosa alle estorsioni, dalle intestazioni fittizie a carico delle cosiddette teste di legno al traffico di droga, passando per le rapine e le ricettazioni.

Le vittime di estorsione, più di sessanta tra imprenditori, commercianti e artigiani che avevano subito minacce, danneggiamenti e imposizioni illecite di denaro, forniture e manodopera. Molte di loro erano state accompagnate a denunciare dalla nostra associazione al nucleo investigativo dei carabinieri, alla sezione criminalità organizzata della squadra mobile e alla polizia valutaria della guardia di finanza. Sono imprenditori edili, del settore delle pulizie, concessionari di moto, distributori di carne, rivenditori di pesce e diversi altri esercenti che dopo aver collaborato avevano anche deciso di costituirsi parte civile assieme all’associazione. E proprio ieri pomeriggio è stato pronunciata la sentenze del gup di Palermo Giuseppina Cipolla che in abbreviato ha emesso condanne per oltre 500 anni di carcere.

Le collaborazioni di molti imprenditori e commercianti sono l’esempio migliore che dimostra, laddove ne avessimo ancora bisogno, come ci si possa affrancare dal fenomeno estorsivo senza che tale scelta comporti sovraesposizioni. Lo abbiamo affermato diverse volte, ma è bene ribadirlo con forza: adesso è il momento di distruggere il muro di omertà. Solo così, con una decisa e sentita azione popolare, riusciremo a sconfiggere il pizzo. Addiopizzo continuerà a esserci con la passione civile che ha dimostrato, con l’impegno quotidiano, con il coraggio e il senso di responsabilità verso il futuro.

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