Da quando sono apparsi i primi adesivi, coloro rn che li hanno attaccati (ventenni e trentenni) hanno affiancato all’impegno rn attivo un processo di "autoeducazione popolare", tuttora in corso: ricercare rn e condividere informazioni, interrogarsi sui come e sui perché, tentare rn di rispondervi, tutto ciò ha portato ad una crescita individuale e collettiva rn indispensabile per il proseguimento e lo sviluppo dell’azione. Uno dei rn punti fermi a cui si è giunti ultimamente è la necessità di coinvolgere rn nel processo di autoeducazione anche le generazioni più giovani. Ventenni rn e trentenni <span class="grassetto">chiedono oggi la collaborazione degli studenti delle rn scuole</span>: gli adolescenti, ribelli per costituzione, tradizionalmente rn ostili all’autorità, che non accettano le sopraffazioni, che non si rn sottomettono ai prepotenti, sono oggi chiamati in causa. <br>rn Con <a href="scarica.htm#scuole">le azioni di attacchinaggio di questa rn notte</a>, mirate su alcune delle scuole superiori cittadine, comprese rn quelle di Brancaccio, invitiamo tutti gli studenti a <span class="grassetto">riflettere rn sul fenomeno del racket e a trarne le dovute conseguenze</span>. Il rn popolo senza dignità siamo tutti noi, nessuno si senta escluso: gli rn studenti possono essere determinanti per costruire il futuro in cui rn vivranno, un domani in cui il lavoro non sarà più inquinato e oppresso rn dal peso economico e morale del pizzo.

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