1 febbraio 1893. Sul treno tra Trabia e Palermo viene ucciso Emanuele Notarbartolo, sindaco di Palermo dal 1873 al 1875 e direttore del Banco di Sicilia dal 1876 al 1890.

ANotarbartolovveduto amministratore e incorruttibile moralizzatore si era opposto alle manovre speculative per il controllo del Banco.
Grazie all’impegno del figlio della vittima, Leopoldo, viene individuato come mandante dell’assassinio il deputato liberale Raffaele Palizzolo. Condannato a Bologna, in seguito all’annullamento del processo per vizi formali, Palizzolo nel 1904 sarà assolto a Firenze, per insufficienza di prove, e accolto trionfalmente a Palermo, dove si era formato a suo sostegno il comitato “Pro Sicilia”, inteso a negare l’esistenza della mafia come associazione criminale, considerata un’invenzione di chi voleva diffamare il buon nome dell’isola.

Il delitto Notarbartolo evidenzia il controllo dei gruppi mafiosi su una delle strutture finanziarie più importanti a livello nazionale, lo stretto rapporto tra mafia e politica, il ruolo di uomini delle istituzioni nel depistare le indagini e nel depistare le indagini e nel coprire i responsabili.

Fonte: C.S.D. “Giuseppe Impastato”

Approfondisci su VittimeMafia.it

Commenti

comments