A distanza di pochi mesi dagli arresti avvenuti grazie alla collaborazione degli imprenditori titolari di un’azienda di spedizione che opera al porto di Palermo, il giudice per l’udienza preliminare ha emesso ieri la sentenza di condanna nei confronti degli estorsori.

tribunale-3Dopo aver ceduto per molti anni alle estorsioni imposte da La Torre e Gravagna – quest’ultimo di recente diventato collaboratore di giustizia – le vittime hanno trovato la forza e il coraggio di denunciare e di riconoscere coloro che li avevano taglieggiati.

Dalle indagini dei carabinieri del nucleo investigativo e dei magistrati della Procura di Palermo era emerso come Cosa nostra si fosse inserita all’interno del porto per imporre estorsioni e aziende per attività di trasporto. Gli imprenditori supportati da Addiopizzo, si sono costituiti parte civile nel processo e sono stati risarciti del danno subito.

Questa collaborazione, seppure difficile proprio per il contesto in cui matura, dimostra che anche al porto di Palermo, a pochi passi da Borgo Vecchio, ci sono le condizioni per opporsi e dire di no.

Da tempo registriamo segnali di insofferenza e resistenza che arrivano anche da molti esercenti che lavorano nel quartiere Borgo Vecchio di Palermo. La pressione estorsiva in aree che soffrono particolarmente il periodo di crisi economica è diventata sempre più insopportabile, l’esperienza e il lavoro sul territorio di questi anni ci dicono però che è ben possibi­le denunciare senza conseguenze e senza clamore, cercando di ridurre al minimo ogni eventuale rischio.

Rassegna stampa

Pizzo ad azienda di trasporti, due condanne a Palermo GdS.it, 11/12/2015 Mafia, pizzo e minacce a una ditta di trasporti. Arrestati Giuseppe La Torre e Danilo Gravagna MeridioNews.it,12/02/2015

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