28 agosto 1980. Due giovani a volto scoperto entrarono nella hall del “Riva Smeralda” e uccisero il gestore dell’albergo Carmelo Iannì, sotto gli occhi della moglie e di alcuni ospiti dell’albergo a Villagrazia di Carini, in provincia di Palermo.

Carmelo IanniIannì era un imprenditore che aveva deciso di investire in Sicilia , terra intrisa di opportunità per chi aveva voluto gestire un albergo e quindi lavorare e crescere nel settore turistico. Purtroppo quelli furono anni in cui la mafia del territorio strinse accordi con dei chimici marsigliesi per la lavorazione e la distribuzione dell’eroina . L’hotel “Riva Smeralda”, situato a poche centinaia di metri dall’aeroporto internazionale Falcone e Borsellino di Palermo, venne preso come punto di appoggio dove alloggiare la notte e da cui spostarsi la mattina seguente per gestire il traffico di droga .

La polizia per tenere sotto controllo queste persone coinvolte cominció, sotto sembianze di addetti di albergo, a seguirli fino ad arrivare all’arresto del clan; purtroppo avvenuto a volto scoperto, il che portó a una identificazione degli stessi poliziotti.
I mafiosi del posto, sotto indicazione del boss Gerlando Alberti si vendicarono proprio uccidendo il titolare dell’albergo, collegando il fatto che quel Carmelo Iannì fosse stato complice della polizia in quell’operazione che di fatto compromise i piani della mafia. Lo freddarono una mattina, calda e secca di agosto, con tre colpi di pistola.

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