Commerciante fa arrestare il suo estortore. Scelta maturata grazie anche alla collaborazione del Comitato Addiopizzo<br><br>rnrnCOMUNICATO DELLA POLIZIA: <br>rnrnNella serata di ieri la Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobilerndi Palermo ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcerernnei confronti di BARBERA Luigi, nato a Palermo il 18 giugno 1957, giàrncondannato con sentenza definitiva per associazione mafiosa, per concorsornin rapina aggravata e tentata estorsione, con l’aggravante di aver commessorni fatti al fine di agevolare l’organizzazione criminale "cosa nostra", inrnpregiudizio di un operatore commerciale di un quartiere centrale di questorncapoluogo.rnIl commerciante aveva opposto un deciso rifiuto a varie richieste estorsivernformulate dal citato BARBERA il quale, in conseguenza di ciò, lo avevarnminacciato di pesanti ritorsioni.rnEffettivamente qualche giorno dopo l’esercizio pubblico aveva subito unarnrapina da parte di due soggetti che, nella circostanza, avevanornesplicitamente preannunciato ulteriori "visite" della stessa specie.rnAveva pertanto deciso di sporgere denuncia nei confronti dell’estortore chernle conseguenti indagini aveva identificato per il suddetto BARBERA.<br> <br>rnrnrnrnIL NOSTRO COMUNICATO:<br>rn<b>In riferimento all’operazione della sezione criminalità organizzata della Squadra mobile di Palermo che ha portato all’arresto di Barbera Luigi per tentata estorsione</b>, è necessario porre in evidenza che la vittima non ha maturato la coraggiosa decisione di denunciare in solitudine, tutt’altro. Questo decisivo passo è stato compito grazie alla collaborazione e all’assistenza del Comitato Addiopizzo che con il suo perseverante lavoro nel territorio e il fattivo sostegno della F.A.I., negli ultimi due anni, ha creato una rete di soggetti in grado di offrire le competenze, le tutele e lo schermo necessari affinché un operatore economico possa denunciare. La chiave di volta della liberazione dal pizzo passa necessariamente da qui. Chi vuole essere aiutato, infatti, deve mettersi in condizione di essere aiutato. La tutela dei commercianti è quindi legata al proliferare delle denunce stesse.

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