puglisiLa beatificazione di Don Pino Puglisi rappresenta un importante riconoscimento e presa di coscienza di quello che è stato il lavoro e il contributo di questo uomo, che amava definirsi “uno che ha cercato di lavorare per il regno di Dio, non un teologo”.

Don Pino rappresenta per tutti, per la sua città, per il quartiere che lui ha cercato di cambiare, per l’intera nazione, un uomo di estrema semplicità che ha cercato di fare ciò che dovrebbe essere scontato, ossia mettere in atto il Vangelo nella sua linearità, nella sua essenza con pratiche socio-pastorali che praticava ogni giorno, con una disponibilità di cuore e di apertura mentale, anche nel suo modo diretto di parlare ai mafiosi, senza mai sfidarli, che è riuscita a scalfire la memoria di tutti rigenerando le coscienze assopite.

E’ stato ucciso con un atto che va in forte contrapposizione con il senso religioso, che non può essere compiuto da chi crede nel Vangelo! Questo è quello che va sempre sottolineato e ricordato. Che chi compie atti del genere, chi compie del male, chi agisce in seno alle organizzazioni mafiose, non può considerarsi credente e di conseguenza non riconosciuto tale dalla comunità. La storia ci insegna che tante volte i più efferati uomini di mafia sono stati trovati con icone cattoliche, con oggetti che riportano alla religione cattolica, che si professano credenti; ma come lo stesso Don Puglisi diceva, “il Vangelo non è compatibile con la mafia, in nessuna sua forma”.

Ma come si fa a pensare di pregare lo stesso Dio? Si deve specificare, gridare quale è il nostro Dio, cosa vuole, in modo tale da far capire, a chi si spaccia credente, che il Dio è uno solo, e vuole solo determinate cose, e non il male che invece viene commesso. Non c’è la possibilità di scegliersi il proprio Dio! E’ uno solo per la religione cattolica.

C’è bisogno che la Chiesa, prima di ogni altra entità, continui a parlare alle coscienze, dato che ha gli strumenti per farlo; bisogna trovare i modi per toccare quelle coscienze che ognuno di noi ha, anche i più importanti uomini di mafia! Bisogna lavorare per non farle assopire!

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