Don Pino Puglisi, monumento di libertàLa beatificazione di Don Pino Puglisi rappresenta un importante riconoscimento e una doverosa presa di coscienza di quello che è stato il lavoro e il contributo di quest’uomo di fede autentica, che amava definirsi “uno che ha cercato di lavorare per il regno di Dio, non un teologo”.

Don Pino rappresenta per tutti, per la sua città, per il quartiere che lui ha cercato di cambiare, per l’intera nazione, per noi che siamo un comitato che desidera poter sognare una terra senza mafia, un uomo di estrema semplicità che ha cercato di fare ciò che dovrebbe essere scontato, ossia mettere in atto il vangelo nella sua linearità, nella sua essenza con azioni socio-pastorali che metteva in pratica ogni giorno, con una disponibilità di cuore, apertura mentale e amorevole umiltà, anche nel suo modo diretto di parlare ai mafiosi, che è riuscita a scalfire la memoria di tutti, risvegliando le coscienze assopite.

Padre Pino è stato ucciso con un atto violento,  in forte contrapposizione con il senso religioso e che non può essere compiuto da chi crede nel vangelo; chi compie atti del genere, chi compie del male, chi agisce in seno alle organizzazioni mafiose, non può considerarsi credente e non può esser riconosciuto tale dalla comunità e dalla Chiesa. Proprio in questi giorni Papa Francesco si è espresso in tal senso, chiedendo alla Chiesa siciliana una maggiore fermezza e chiarezza nei confronti della mafia; “è un impegno prima di tutto di evangelizzazione, e i mafiosi, non accettando il messaggio evangelico, si pongono direttamente fuori dalla Chiesa”.

La storia ci insegna che tante volte i più efferati uomini di mafia sono stati trovati con icone e oggetti che riportano alla religione cattolica, come se questo bastasse a dar loro la qualifica di credenti; ma come lo stesso Don Puglisi diceva, “il vangelo non è compatibile con la mafia, in nessuna sua forma”.

Come si fa a pensare di pregare lo stesso Dio? Si deve specificare, gridare qual è il nostro Dio, cosa vuole, in modo tale da far capire, a chi si spaccia per credente, che Dio è uno solo, vuole solo il bene degli uomini e non il male che invece viene commesso. Non c’è la possibilità di scegliersi il proprio Dio! È uno solo per la religione cattolica.

C’è bisogno che la Chiesa, prima di ogni altra entità, continui a parlare alle coscienze in modo sempre più efficace, dato che ha gli strumenti per farlo; bisogna trovare i modi per toccare le coscienze, bisogna che tutti, anche se con modalità e con ruoli diversi, lavorino per non farle assopire!

Addiopizzo da nove anni si occupa, nel territorio di Palermo, di lotta alla mafia, al racket delle estorsioni e con le sue molteplici attività cerca di sensibilizzare il cittadino alla propria responsabilità, a ciò che lui può fare, al ruolo che ognuno di noi ha nel “fare la cosa giusta”. Nelle scuole diciamo sempre che anche i più piccoli possono svolgere il proprio compito e che anche loro hanno un potere, quello di scegliere.

Non si può andare in chiesa la domenica e poi favorire la mafia, il più grande male che attanaglia e ostacola la crescita della nostra città, della nostra regione. È qualcosa di troppo radicale, di troppo pregnante per far finta di nulla e non prendere posizione su questo. Viviamo in Sicilia, e “fare chiesa”, essere cristiani e in quanto tali lottare contro il male, non può che significare lottare contro la mafia.

Padre Puglisi si espresse anche in merito all’ importanza del voto, libero, e non venduto, scambiato. In una terra come la nostra, tutto è intriso di tutto, tutto ricade nel tutto, e infatti è giusto che anche un argomento politico come quello del voto, venga messo in luce da un prete, che ne riconosceva il valore, il potere; infatti, fu lui stesso che scrisse uno striscione per un corteo antimafia che diceva: “Il voto di scambio uccide le coscienze”.

Le attività volontaristiche non possono trasformare il tutto, possono fornire dei modelli, ma per un vero e proprio cambiamento, ci vuole la collaborazione e la presa di posizione di tutte le parti sociali, come la scuola, le istituzioni, la Chiesa, etc. Se ognuno fa qualcosa allora si può davvero fare molto, migliorando il contesto in cui si vive e rivoluzionare tutto.

È sempre stato questo il principio che ha animato le nostre azioni in quanto associazione, ossia quello di portare l’antimafia alla portata di tutti, senza correre mai il rischio di far diventare degli eroi, quindi lontani da tutto e da tutti, uomini normali, liberi, che hanno solo svolto il loro dovere in modo impeccabile e che hanno amato fortemente la vita e la terra in cui hanno vissuto, proprio come padre Pino Puglisi, un vero monumento di libertà per tutti noi!

Comitato Addiopizzo

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