Addiopizzo ha da sempre dedicato particolare attenzione a un luogo di grande valore simbolico per la città: piazza Magione. Lì abbiamo realizzato le prime fiere del consumo critico, e dopo l’investimento collettivo, frutto di un percorso di progettazione partecipata, grazie al quale si è sviluppata una rete tra soggetti (associazioni e scuola) a vario titolo interessati alla promozione del territorio.

La nostra presenza sul territorio, le riflessioni rispetto a quello che si è realizzato e alle potenzialità di questo spazio quale luogo di incontro, inclusione e partecipazione, ci ha portato a intraprendere nell’ultimo anno un nuovo percorso con i ragazzi del quartiere Kalsa.

Tutto è iniziato con un pallone e nei mesi è stato anche grazie a quel pallone che siamo riusciti a contrastare la diffidenza, a parlare di regole e di gioco di squadra: la partecipazione ai tornei “Calciando in rete” e “Mediterraneo Antirazzista” ha infatti rappresentato un’importante occasione per continuare a condividere il senso delle regole, di valori come il rispetto, la solidarietà e l’amicizia.

Tra le attività portate avanti con i ragazzi, particolarmente significative sono state le uscite in barca a vela, realizzate grazie alla collaborazione con Lega Navale.

velaIn tali occasioni, i ragazzi hanno potuto vivere esperienze non ordinarie, sviluppando curiosità e nuove conoscenze, riscoprendo la bellezza della condivisione di spazi e di momenti di divertimento e di gioco.

Durante tutto l’anno, abbiamo inoltre collaborato con i volontari della Casa di Paolo fornendo un servizio di doposcuola ai bambini del quartiere. Tante sono state infatti le richieste di supporto da parte delle famiglie, con le quali siamo entrati in relazione e che hanno accolto con entusiasmo le diverse attività proposte.

“L’educativa di strada” nasce dalla considerazione delle peculiarità del contesto di provenienza di questi giovani e dalla necessità di portare avanti un’azione più costante e incisiva di carattere sociale ed educativo, come naturale prosecuzione del percorso iniziato con l’investimento collettivo. Non è infatti sufficiente accompagnare e sostenere commercianti e imprenditori a denunciare se non si agisce nel contesto sociale in cui si vive, permeato da sacche di degrado urbano e sociale che contribuiscono ad alimentare il malcostume, l’illegalità diffusa e il sistema di potere mafioso.


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