12 gennaio 1988. A Palermo, in pieno centro, viene ucciso Giuseppe Insalaco, ex sindaco democristiano.

Giuseppe_InsalacoAveva denunziato alla Commissione parlamentare antimafia i collegamenti tra mafia e amministrazione comunale. Insalaco prima viene osteggiato e isolato politicamente, poi è eliminato anche fisicamente.
Piersanti Mattarella e Giuseppe Insalaco sono esponenti del partito di maggioranza relativa, la Democrazia cristiana, che pagano con la vita la loro presa di distanza dalla mafia.

Secondo la relazione di maggioranza della Commissione parlamentare antimafia, istituita nel 1963 e che concluse i lavori nel 1976, la mafia ha avuto rapporti organici con alcuni uomini della Democrazia cristiana, in particolare con Vito Ciancimino, successivamente condannato per associazione mafiosa.
La relazione di minoranza presentata da parlamentari del Partito comunista, tra cui Pio La Torre e il magistrato Cesare Terranova, che dovevano cadere per mano mafiosa, sostiene che il “caso Ciancimino” non è isolato ma si spiega con compromissioni più ampie dei detentori del potere per mezzo secolo, con particolare riferimento a Salvo Lima, prima sindaco di palermo, poi parlamentare nazionale ed europeo, leader della corrente andreottiana in Sicilia, ucciso il 12 marzo 1992.

Fonte: C.S.D. “Giuseppe Impastato”

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