Addiopizzo e la Sezione Palermo Centro della Lega Navale Italiana insieme ai ragazzi di piazza Magione (e dintorni).

velaDopo l’uscita di sabato 22 aprile, eccoci di nuovo alla Cala insieme al Polo della LNI per le attività sociali “Oltre le barriere”.
L’uscita di oggi si è realizzata grazie alle imbarcazioni dei soci della LNI tra cui Azimut, la barca a vela a due alberi di oltre 12 metri, sequestrata dalla Guardia di Finanza lungo la costa meridionale siracusana, in seguito a una operazione di lotta all’immigrazione clandestina.
Oggi i ragazzi hanno potuto mettere a frutto le nozioni apprese durante la prima uscita, in un ambiente che non è apparso più tanto estraneo come in precedenza. Poppa, prua, fiocco e randa sono alcune delle parole che si sentivano pronunciare con convinzione durante quelle due ore di navigazione, in cui ognuno aveva un proprio ruolo.

Le tante domande fatte, segno evidente dell’interesse e della curiosità dei ragazzi, hanno trovato delle efficaci risposte grazie alla disponibilità e all’attenzione degli armatori che ci hanno accompagnato in questa esperienza unica e ripetibile.

Timonare la barca in mare aperto è stato poi il momento di massimo entusiasmo e divertimento. Vestire i panni del capitano ha riempito di felicità tutti i ragazzi che per quei minuti si sono sentiti grandi e potenti. Seguire la rotta, virare, andare a destra o sinistra sono tutte scelte che un capitano deve prendere e loro (con il suggerimento del vero capitano al loro fianco) non si sono tirati indietro dal farlo.
Ma decidere la direzione da prendere sulla terraferma è tutta un’altra storia. Spesso questa facoltà di scelta non è nemmeno contemplata e il destino è già scritto.
Per tale motivo, considerate le peculiarità del contesto di provenienza di questi giovani, abbiamo ritenuto di fondamentale importanza portare avanti un’azione più costante e incisiva di carattere sociale ed educativa, come prosecuzione del percorso iniziato con l’investimento collettivo che ha portato alla realizzazione di un’area giochi a piazza Magione.
Non è infatti sufficiente accompagnare e sostenere commercianti e imprenditori a denunciare se non si agisce nel contesto sociale in cui si vive, permeato da sacche di degrado urbano e sociale che contribuiscono ad alimentare il malcostume, l’illegalità diffusa e il sistema di potere mafioso.

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