Il comitato addiopizzo e la Fai sono a fianco della famiglia Guajana ed esprimono la loro solidarietà nei confronti dell’imprenditore e di tutti i dipendenti dell’azienda vittima, verosimilmente, di una grave atto di violenza la notte scorsa. L’impresa è una delle 200 che hanno aderito alla lista di consumo critico anti-pizzo.rnrnL’episodio evidenzia come ancora sia bassa la soglia di attenzione sul fenomeno e quanto i commercianti di Palermo necessitano di tutela da parte delle istituzioni. Ogni componente della società deve impegnarsi a garantire all’imprenditore tutto l’apporto utile alla ripresa dell’attività. In particolare il Comitato Addiopizzo si mette a disposizione degli organi inquirenti per fornire tutti gli elementi di cui è a conoscenza e che possano essere utili per l’accertamento dei fatti e per l’individuazione dei responsabili.rnrnMa le istituzioni dovranno ora più che mai far sentire la loro presenza, la loro solidarietà al commerciante e a tutti gli esercenti di Palermo che non possono vivere nel continuo ricatto mafioso, che non possono occludersi così il loro diritto alla libertà d’impresa.rnrnPer questo lanciamo un appello a tutto il mondo istituzionale cittadino e all’associazionismo imprenditoriale palermitano per consentire all’imprenditore di tornare a lavorare al più presto, con tutti i suoi dipendenti e continuare a sviluppare la propria attività come dovrebbe essere normale in una economia sana.rnrnL’episodio non scalfisce la voglia e la volontà del comitato che continuerà a lavorare come ha sempre fatto, accanto agli imprenditori che ci accompagnano in questa strada, difficile, ma che continuiamo a percorrere grazie al grande sostegno dei cittadini palermitani, dei 9.000 consumatori a sostegno della campagna "Contro il pizzo cambia i consumi", dei 200 imprenditori della lista di Consumo critico

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