Il Comitato Addiopizzo ha deciso di costituirsi parte civile al processo Gotha per tutelare gli interessi di tutti i commercianti e i consumatori che si riconoscono nei principi di legalità e di libertà d’impresa sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana. rn<br><br>rnOggi, durante l’udienza preliminare, il giudice ha deciso di accettare la nostra richiesta. Non potendo che essere soddisfatti di ciò, approfittiamo di questo momento per precisare i motivi che ci hanno indotto a fare tale scelta.rn<br><br>rnIl Comitato Addiopizzo è un’associazione di volontariato, costituita da donne e uomini che da tre anni lottano contro il racket delle estorsioni. Intorno a loro si è creato un movimento di 9000 cittadini consumatori e di 200 commercianti che, aderendo alla campagna "Contro il pizzo cambia i consumi", si sono esposti pubblicamente per sostenere un’economia libera dalle imposizioni di Cosa Nostra. rn<br><br>rnIn quest’ottica, <b>entrambe le categorie, commercianti e consumatori, sono da considerarsi parte lesa nei confronti degli imputati del processo</b>. Tra questi, infatti, vi sono sia i mafiosi accusati di estorsione, sia i commercianti che hanno pagato il pizzo e che, interrogati dai magistrati, lo hanno negato. rn<br><br>rnNella decisione del Comitato di costituirsi parte civile pesano motivazioni di carattere economico, sociale e culturale. <b>Economico</b>, perché una parte ingente dei guadagni dei commercianti e dei soldi dei consumatori viene intascata dai mafiosi che la utilizzano per finanziare le proprie attività illecite, indebolendo risorse, potenzialità e sviluppo del territorio. <b>Sociale</b>, perché "un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità". <b>Culturale</b>, perché attraverso il pagamento del pizzo si riconosce a Cosa Nostra una signoria territoriale che condiziona l’educazione di intere generazioni.

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