Il consumo critico antipizzo avanza anche in sicilia orientaleAddiopizzo Catania ha presentato ieri le prime 2600 firme dei consumatori che si impegnano, nel capoluogo etneo, a sostenere i commercianti che si oppongono al pizzo.

Faceva un bell’effetto vedere quel lungo elenco di nomi e cognomi, in ordine alfabetico, stampati su un lungo cartellone retto da alcuni treppiedi. Sono loro i consumatori, i cittadini catanesi che hanno fatto il primo passo e che adesso sollecitano la formazione di una lista di esercenti pizzo-free sulla quale poter orientare i propri acquisti.

La conferenza stampa di presentazione del progetto si è tenuta in prefettura e ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni (il Prefetto e il Procuratore della Repubblica di Catania), di quelli dell’associazionismo (Addiopizzo Palermo, la Fai e Libero Futuro) e soprattutto dei commercianti catanesi che hanno portato la loro testimonianza di resistenza al pizzo: Andrea Vecchio, Antonio Romeo, Filippo Casella. Implicita la loro adesione alla lista pizzo-free, così come quella di Adriana Guarnaccia, presidente dell’associazione antiracket ASAEC alla quale è stato chiesto di coinvolgere nell’iniziativa anche i soci che lei rappresenta.

La parola passa adesso a tutti gli altri commercianti di Catania e provincia, sia di quelli che hanno alle spalle esperienze di denuncia, sia di quelli chi vogliano semplicemente schierarsi dalla parte di un’economia libera dal pizzo, dichiarandosi pronti a collaborare con la giustizia qualora ricevessero richieste estorsive. La raccolta delle prime adesioni è già iniziata. L’esperienza palermitana insegna che è un processo lento all’inizio, ma che accelera progressivamente una volta che l’iniziativa prende piede e vince la naturale diffidenza ad impegnarsi attivamente.

In bocca al lupo agli amici di Addiopizzo Catania!

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