Il movimento antiracket sotto attaccoAncora un articolo de “L’Espresso” punta a minare alle fondamenta il movimento antiracket, senza contraddittorio e verifiche adeguate.

L’articolo “Il racket targato antiracket” apparso sul settimanale L’Espresso e che fa seguito ad una precedente uscita a firma sempre del giornalista Riccardo Bocca, sembra mirare solo a delegittimare l’azione di chi ha svolto e svolge un lavoro di grande valore in territori difficili, come Palermo, Napoli e Gela. L’autore ha anche usato l’immagine dei ragazzi di Addiopizzo in modo distorto e fuorviante nel servizio “Antimafia double face” generando confusione nel lettore sull’antimafia a due facce. Pur confermando il nostro apprezzamento per ogni forma di vigilanza e attenzione per fenomeni e circostanze che vogliono fare chiarezza, ci preoccupano servizi come questo, che offrono una rappresentazione ambigua e non argomentata e che sembrano indicare un disegno che mira solo a delegittimare e destabilizzare chi si spende quotidianamente nella lotta per la legalità.

Da quando è nato il Comitato Addiopizzo, grazie all’incontro con la signora Pina Maisano Grassi, la F.A.I. e Tano Grasso sono sempre stati vicini alle iniziative del Comitato nella realtà palermitana. Il supporto di Tano Grasso è stato di grande rilievo nella lotta di ribellione al fenomeno del racket delle estorsioni a Palermo e ha contributo alla nascita della prima “vera” associazione antiracket di Palermo, l’associazione Libero Futuro (che aderisce alla F.A.I.). Ci auguriamo che al più presto la magistratura faccia chiarezza per affermare la verità e tutelare la reputazione delle persone chiamate in causa.

 

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