Pochi giorni fa è stata data notizia dell’arresto in flagranza di due pregiudicati che avevano tentato di estorcere i titolari di una pizzeria a San Lorenzo. Gli imprenditori hanno respinto e denunciato in maniera esemplare le richieste estorsive, consentendo l’immediato intervento della polizia.

popolo-libero-adesivoLa notizia dimostra a tutta la cittadinanza che sempre più commercianti palermitani non sono disponibili a pagare il pizzo: quello che fino a dieci anni fa era considerato “normale” e “un costo di impresa”, oggi viene visto come un peso insostenibile sia per la propria attività economica che per la propria dignità.

Il nostro movimento non può che essere soddisfatto dell’atteggiamento meritorio dei titolari coinvolti nella vicenda, che sono supportati dall’associazione già dalle ore successive all’arresto. Rispetto alla nostra attività di assistenza alla denuncia, per le naturali ragioni di riservatezza, non possiamo aggiungere altro; sentiamo però di rassicurare tutti che Addiopizzo è al fianco anche di questi imprenditori.

Ogni qualvolta una nuova vicenda estorsiva ci porta a conoscere e supportare una vittima di racket, vorremmo poter condividere con i cittadini e consumatori che hanno a cuore questa battaglia il sostegno a questi imprenditori.

Tuttavia non sempre l’attività di sostegno alle vittime del pizzo può avere una risonanza pubblica e mediatica, quanto meno in determinate circostanze. Non a caso chi in questa vicenda ha denunciato, pur avendo compiuto un gesto significativo, ha scelto di non esporsi pubblicamente.

Da tempo raccogliamo una rinnovata volontà di opposizione da parte di diversi commercianti e imprenditori nelle periferie della città, oltre che nella provincia. Persone che abbiamo supportato e che stiamo accompagnando a denunciare attraverso un percorso di assistenza che, in ragione della delicatezza delle vicende, può anche non avere dimensione pubblica, quantomeno in determinati frangenti.

Il comportamento dei titolari dell’impresa del quartiere San Lorenzo, quindi, è quello di tanti altri operatori economici che hanno trovato la forza e il coraggio di denunciare e che vogliono continuare a lavorare in condizioni di normalità e serenità, senza ergersi a eroi e assecondare certe rappresentazioni mediatiche che rischiano soltanto di creare paladini e miti per cui oggi non è più tempo.

Alcuni potrebbero chiedersi quindi cosa si può fare concretamente per sostenere chi preferisce non pubblicizzare la propria denuncia. La nostra risposta è contenuta nello slogan della campagna contro il pizzo che abbiamo ideato 11 anni fa, che recita “pago chi non paga”: si può scegliere, ogni giorno, di sostenere le 1000 imprese che oggi aderiscono al circuito Addiopizzo.

Fra di loro, molti sono quelli che nel corso dell’ultimo decennio hanno intrapreso percorsi di denuncia e attraversato momenti difficili, ed oggi, anche grazie a quella adeguata riservatezza nei più delicati momenti dopo la denuncia, sono in grado di vivere e lavorare con serenità.
Grazie al loro coraggio e al vostro sostegno, hanno vinto la loro battaglia.

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