<div style="text-align: justify;">rnIeri Ettore Artioli è stato nominato Presidente dell’Amat, l’Azienda partecipata del Comune di Palermo. Oggi non possiamo non esprimere una certa amarezza e considerare tale scelta inopportuna, per quanto legittima e giuridicamente inattaccabile.rn<BR>rnPer capire le nostre ragioni crediamo basti ricordare alcuni fatti:rn- Alla fine dell’aprile del 2008 incontriamo Ettore Artioli, ce lo chiedeva da parecchio tempo, voleva aderire con le sue società. Il colloquio è molto lungo, i toni sono abbastanza distesi, ma rifiutiamo la richiesta per motivi di opportunità: le sue cointeressenze con Fabio Cascio Imburgio, già componente del CdA della Centralgas poi confiscata dallo Stato per infiltrazioni delle famiglie mafiose Bontate e Teresi. Come nostra prassi non rendiamo pubbliche le richieste non accolte per motivi di opportunità. In quella stessa occasione, però, ci viene presentato il signor Rizzacasa, titolare della società Aedilia Venusta. Non constatiamo motivi per rifiutare la richiesta, supportata tra l’altro da diverse denunce di danneggiamenti riconducibili ad ambienti mafiosi.rn<BR><BR>rn- Dopo alcuni mesi scopriamo che nell’Aedilia Venusta lavorano, con ruoli di responsabilità degli Sbeglia (Salvatore e il figlio Francesco), con precedenti e pendenze penali legate alla mafia. Decidiamo quindi di sospendere la società, a maggior ragione perché nel momento dell’adesione ci era stata taciuta la loro presenza.<BR> L’Aedilia Venusta viene sospesa anche da Confindustria.<BR>rn- Nel giugno del 2010 Artioli, ex vicepresidente nazionale di Confindustria con delega per il Mezzogiorno, in una lettera al presidente nazionale Emma Marcegaglia e a quello regionale Ivan Lo Bello, comunica la sua decisione di autosospendersi dall’associazione: Rizzacasa era stato arrestato con l’accusa di esser un prestanome degli Sbeglia; Rizzacasa era fortemente legato ad Artioli, Aedilia Venusta infatti aveva eseguito diversi e importanti lavori degli appalti aggiudicatisi dal Gruppo Venti srl, una holding immobiliare creata e presieduta da Artioli stesso.rn<BR>rn- Nel novembre del 2011 Rizzacasa, titolare dell’Aedilia Venusta, è stato condannato (in primo grado) a tre anni e 4 mesi di carcere per intestazione fittizia di beni riconducibili agli Sbeglia.rn<BR><BR>rnIn questi giorni Artioli, neopresidente dell’Amat, è ricordato come l’ultimo presidente dell’Amia che ha lasciato i conti in ordine. Non mettiamo in dubbio le sue competenze professionali ma noi lo ricordiamo per le vicende elencate, per i paludosi ambienti che ci ha fatto vedere da vicino e che – a nostro avviso – lo rendono inaffidabile per la gestione di un pubblico servizio di strategica importanza.

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