logo_addiopizzoDi fronte al drammatico incalzare degli avvenimenti degli ultimi giorni, c’è chi non si arrende al fatalismo e non si abbandona al senso di impotenza. I dipendenti di un ufficio pubblico della città hanno reagito organizzando una raccolta di fondi a favore di Addiopizzo e scrivendo una lettera straordinaria. Ci teniamo a pubblicarla integralmente, e con l’occasione ringraziamo di cuore gli autori.

«Abbiamo guardato dalle finestre il fumo proveniente dall’incendio dei capannoni della ditta Guajana che raggiungeva il nostro ufficio e abbiamo detto basta, la nostra città va in fumo, le nostre speranze vanno in fumo e nessuno di noi si muove per dire basta, siamo rimasti senza parole, e improvvisamente la rabbia è esplosa, ci siamo detti: “facciamo qualcosa”.

Ed è per questa ragione che abbiamo deciso di fare una raccolta di fondi a favore dell’Associazione Addiopizzo, perché soccorra le vittime dirette e indirette di questi attentati mafiosi che distruggono quanto costruito da imprenditori coraggiosi e la vita dei loro dipendenti e delle loro famiglie, che non sono aiutati da nessuno, che sono lasciati soli, soli come tutti quelli che hanno alzato la voce, ci hanno provato e sono stati lasciati soli.

Abbiamo tanti nomi, non siamo di destra, né di sinistra, né di centro, siamo la gente di Palermo che non è mafiosa, che non è corrotta, che ama la propria città, che vuole vivere e lavorare onestamente e desidera consegnare ai figli un mondo migliore. Siamo quelli che al mattino ci alziamo presto e andiamo a guadagnarci lo stipendio, che facciamo la spesa con attenzione, che arriviamo con fatica alla fine del mese e che paghiamo personalmente in credibilità, quando siamo colpiti dalla corruzione interna.

Questa iniziativa parte da gente comune e vuole avere la presunzione di arrivare a tutti, di svegliare le coscienze dal torpore, ha soltanto un significato simbolico».

Commenti

comments