Era stato pestato e aveva subito richieste estorsive:
arrivano le condanne per i boss della Noce.

Sedici anni di carcere ciascuno inflitti a due dei cinque imputati che hanno scelto di essere processati davanti al tribunale e che erano stati coinvolti nel tentativo di estorsione ai danni di un commerciante palermitano che aveva opposto resistenza agli emissari del racket. Gli altri tre sono stati assolti.

I fatti risalgono al novembre 2013, quando dopo diverse richieste estorsive non andate a buon fine nei confronti del titolare di un negozio di ferramenta e casalinghi del quartiere Noce di Palermo, il boss ordinò una raid punitivo ai danni della stessa vittima. Dopo il pestaggio, il commerciante interrogato dalla Squadra Mobile di Palermo decide di raccontare tutto quanto era accaduto. Le scene dell’aggressione a colpi di mazzuolo inferti ai danni del commerciante e del genero accorso in suo aiuto fecero il giro dei telegiornali nazionali e locali di tutte le reti.

Il capomafia della Noce, Giuseppe Castelluccio e Massimiliano Di Majo, il 26 enne che aveva colpito con 13 martellate alla testa il commerciante, erano già stati condannati in abbreviato. All’aggressione aveva preso parte anche un minorenne che nel frattempo era stato giudicato e condannato dal tribunale per i minori.

Questa storia, benché complessa per il contesto dove è maturata e le inconsuete dinamiche violente in cui è degenerata, ha comunque un lieto fine, che vede oggi il commerciante proseguire la sua attività con successo, in un quartiere, peraltro non facile, quale è quello della Noce.

Un ulteriore esempio per quanti hanno ancora dei dubbi o non sanno da che parte stare.

 

RASSEGNA STAMPA

Ribellione nel regno del racket
la Repubblica – Palermo, 11/12/2013

Pizzo, commerciante preso a martellate a Palermo: chieste condanne
la Repubblica.it, 21/12/2015

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