Addiopizzo torna in strada e rilancia la sua attività di contrasto alla mafia e al fenomeno delle estorsioni.
Dopo gli arresti della settimana scorsa che hanno interessato il mandamento mafioso di Bagheria, l’associazione sarà presente in provincia con una seria di azioni di sensibilizzazione:

13 giugno Altavilla Milicia

16 giugno Ficarazzi

22 giugno Porticello ore 19,30 con l’Associazione Apicara Bianca nella barca Galileo Galilei, attraccata al molo di Porticello 

23 giugno Villabate

“In questa maniera vogliamo ancora una volta ribadire il nostro impegno sul terreno del contrasto al racket delle estorsioni mafiose e offrire il nostro aiuto a quanti ancora oggi vivono stretti dalla morsa del racket delle estorsioni.

Nei tre giorni forniremo a commercianti e imprenditori informazioni utili su come entrare a far parte della rete di consumo critico di Addiopizzo e sul cammino da percorrere lungo la strada della denuncia. Il senso di tali attività, che si svolgeranno per le principali strade dei paesi sopra citati, è quello di estendere la rete di operatori economici antiracket di Palermo agli esercizi commerciali e alle imprese del mandamento mafioso di Bagheria. Si lavorerà per allargare la cintura di protezione sociale anche attorno ai commercianti e gli imprenditori che denunciano in provincia.

Riteniamo infatti che l’azione straordinaria di repressione delle forze dell’ordine e dei magistrati abbia creato i presupposti per imprimere una svolta importante anche su un territorio, che in passato era riconosciuto come il triangolo della morte e che per tanto tempo è stato pesantemente condizionato da Cosa nostra.

Ciò che è accaduto nell’ultimo anno a Bagheria e dintorni, dimostra che in aree difficili e anche in questo territorio si possa maturare la forza e il coraggio di denunciare senza essere lasciati soli.

Coglieremo l’occasione di tale presenza sul territorio per ribadire e rilanciare l’appello a collaborare e soprattutto per invitare tutti i cittadini per bene a sostenere chi ha intrapreso il percorso di denuncia e affrancamento da Cosa nostra.”


ANCHE IN PROVINCIA SI SGRETOLA IL MURO DELL’OMERTÀ

Addiopizzo esprime il suo plauso ai carabinieri del Comando Provinciale di Palermo e ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo siciliano per l’importante operazione antimafia che ha portato, all’alba, all’arresto di oltre trenta soggetti accusati a vario titolo di associazione mafiosa, omicidio estorsione e traffico di sostanze stupefacenti.

Nell’ambito delle indagini, diversi operatori economici hanno collaborato e denunciato, avvalendosi dell’ausilio e del supporto di Addiopizzo che da tempo è impegnato sul territorio della provincia.

Addiopizzo ha seguito e supporta alcuni commercianti e imprenditori che hanno avuto la forza e il coraggio di collaborare e denunciare le estorsioni subite tra i comuni di Bagheria, Altavilla Milicia e Santa Flavia.

Anche se per molti anni le infiltrazioni e i condizionamenti di Cosa Nostra sono risultati gravi sul tessuto sociale ed economico del territorio della provincia, le indagini odierne, oltre alle operazioni antimafia di questi ultimi anni, registrano dei significativi segnali di resistenza da parte di alcuni operatori economici.
La straordinaria azione repressiva delle forze dell’ordine e dei magistrati, i diversi collaboratori di giustizia e il percorso di affrancamento dal fenomeno estorsivo di alcuni commercianti e imprenditori, sostenuto dalle associazioni antiracket, rilevano come anche su questa difficile area ci possano essere le condizioni per sgretolare il muro di omertà e voltare pagina.

Vogliamo cogliere questa importante occasione per rilanciare l’appello a collaborare a tutti gli imprenditori e gli esercenti che vivono ancora adesso stretti dalle maglie del racket.

È il momento giusto per decidere di non sottomettersi e non pagare, prima che si formi una nuova rete di estorsori ed è quindi il momento ideale per confermare agli organi preposti quanto si è finora subito.

L’azione delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria e il perseverante lavoro nel territorio condotto dalle associazioni hanno creato una rete di soggetti in grado di offrire competenze, tutele e schermo necessari affinché un operatore economico possa denunciare in sicurezza.

 

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