Ricorre il ventiduesimo anniversario della morte di Padre Pino Puglisi e vogliamo ricordare la sua perseveranza nel combattere il male con i più efficaci mezzi che erano a sua disposizione, ossia la cultura, l’amore, l’apertura, il dialogo.

puglisiSarebbe bello se il suo esempio, il suo operato fosse portato avanti sempre, e non solo il 15 settembre di ogni anno. Con i comportamenti di ogni giorno, con azioni che vadano sempre nella direzione del bene e non dell’asservimento – anche con piccoli gesti – al potere mafioso. Il vile atto di cui è stato vittima Padre Puglisi è l’esempio più chiaro di quanto le sue parole abbiano colpito in profondità gli uomini di mafia, di come abbiano fatto paura i possibili effetti delle sue azioni, e di quanto i suoi gesti avessero un enorme potere.

Padre Puglisi ha sempre sottolineato che la mafia è in antitesi con l’essere credente, col Vangelo, e ci auguriamo che queste sue parole rimangano sempre scolpite nelle coscienze di ognuno. Come lui stesso diceva, “il Vangelo non è compatibile con la mafia, in nessuna sua forma”.
Si espresse anche in merito all’ importanza del voto, libero, e non venduto, scambiato. In una terra come la nostra, tutto è intriso di tutto, tutto ricade nel tutto, e infatti è giusto che anche un argomento politico come quello del voto, venga messo in luce da un prete, che ne riconosceva il valore, il potere; infatti, fu lui stesso che scrisse uno striscione per un corteo antimafia che diceva: “Il voto di scambio uccide le coscienze”.

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