In collaborazione con Pippo Pollina, in concerto il 9 giugno presso il Teatro Massimo, abbiamo organizzato un momento di confronto con alcuni testimoni privilegiati di lotte e prassi virtuose per il contrasto alla criminalità mafiosa e per la promozione della cultura della legalità.
Il 9 giugno presso il Noviziato dei Crociferi alle ore 10.00, ci sarà un incontro con Giovanni Impastato e Giorgio Scimeca. Sarà presente anche Pippo Pollina.

Saranno soprattutto gli ospiti stranieri che verranno nella nostra isola gli interlocutori privilegiati dell’iniziativa, ovvero coloro che hanno il desiderio di conoscere e approfondire realtà e prassi di una realtà in continua trasformazione, viva, creativa e resistente e capace di mobilitarsi e cambiare una cultura di morte come quella mafiosa.
Infatti, sono quasi 1200 i visitatori stranieri, prevalentemente tedeschi, previsti a Palermo in occasione del Concerto di Pippo Pollina. È un dialogo di interesse reciproco che vogliamo valorizzare con la creazione di un doppio appuntamento.

A seguire il dibattito presso il Noviziato dei Crociferi, ci sarà un momento di Consumo Critico offerto agli ospiti da Addiopizzo: una degustazione di vini biologici e dolci tipici siciliani di alcuni produttori aderenti alla campagna Pagochinonpaga e inseriti nel progetto “AddiopizzoStore”, che verrà presentato a conclusione della giornata da Alessandra Perrone.

L’occasione non è casuale, poiché Pippo Pollina è un interlocutore prezioso, un apprezzato artista di origini palermitane che con il cuore e la testa non ha mai abbandonato la nostra terra e la nostra realtà, riuscendo attraverso la sua arte a comunicare attenzione, amore e cura per le sue origini.

Il tour italiano dell’artista fa parte del Progetto speciale per l’Italia, Tour della memoria – passi di legalità, nato per celebrare il Venticinquennale delle stragi di Falcone e Borsellino, ovvero un tour della memoria per ripercorrere i passi di legalità che dal 1992 al 2017 sono stati fatti in Italia sul tema della lotta alla mafia.

A venticinque anni dalle stragi, la memoria che vogliamo raccontare è quella capace di farsi pensiero e azione, oggi come allora, per testimoniare e costruire una comunità capace di rappresentare e vivere una cultura della legalità fatta di bellezza, onestà, rispetto e vita.


 

I produttori sono: Pasticceria Scimeca e Cooperativa Valdibella

“La Pasticceria Scimeca è un’azienda a conduzione familiare, giovane ed ambiziosa, che facendo propria l’antica tradizione dolciaria Siciliana si propone di offrire prodotti di altissima qualità e servizi eccellenti. La nostra produzione rispecchia i valori della Sicilia più buona, quindi la ricerca delle migliori materie prime che la nostra che la nostra splendida terra sa offrirci, ed il calore umano tipico del siciliano che diventa passione nel suo lavoro.
Orgogliosi e fieri della tradizione che portiamo avanti, continuiamo a produrre e confezionare i nostri prodotti in maniera artigianale, ovvero con una lavorazione a mano in tutte le fasi del processo produttivo, senza aggiungere conservanti.
La pasticceria Scimeca, oltre ad ambire ad uno standard qualitativo elevato, si propone di operare nel pieno rispetto della legalità aderendo ad Addiopizzo, scelta che contraddistingue aziende che si sono ribellate al racket delle estorsioni e quindi non accettando i condizionamenti mafiosi nel loro lavoro, contribuisco a rafforzare un circuito virtuoso che toglie soldi e potere alla mafia. La famiglia Scimeca è stata la prima impresa denunciante entrata in contatto con Addiopizzo, che ha effettuato da loro i primi eventi di consumo critico a sostegno della denuncia.”

Valdibella è una cooperativa di agricoltori con un progetto ambizioso: coltivare la terra e le relazioni umane nel rispetto degli equilibri naturali e sociali.
Nasce 19 anni fa nel territorio di Camporeale, area a forte vocazione agricola e rurale, affiancandosi alla comunità salesiana Itaca che promuove progetti sociali: inserire nel mondo lavorativo giovani con difficoltà. Fin dall’inizio la cooperativa scardina stratificazioni culturali e colturali che negli ultimi secoli hanno dominato il territorio; restituire cioè la dignità di essere agricoltori, affrancandosi da logiche di sfruttamento e mettendo in campo metodi di agricoltura biologica che puntino sulla biodiversità e su colture autoctone.
Valdibella crede fortemente alla valorizzazione a tutto tondo del territorio: la terra è viva e non qualcosa da possedere e sfruttare. Necessita ascolto, osservazione, conoscenza, rispetto ed esperienza dunque, per aumentare la sua fertilità. Ecco perché qualche anno fa la cooperativa ha adottato la “Carta della Biodiversità”, un disciplinare che traccia metodi non solo biologici, ma in grado di restituire gli equilibri stravolti dall’età contemporanea. Quindi puntare sulla biodiversità, integrare le diverse piante in ecosistemi quanto più stabili e ricchi è un obiettivo al quale ogni giorno la cooperativa lavora.
Un gran lavoro, insomma, portato avanti con l’idea fissa che il luogo in cui si lavora non solo deve essere sano ma anche restituire quella bellezza in cui vale la pena vivere.”

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