Addiopizzo manifesta solidarietà e vicinanza all’imprenditore di Borgo Vecchio pesantemente aggredito stanotte nei pressi della sua abitazione. 

logo-umanoLa vittima dell’ignobile e brutale aggressione è assistita dal Comitato Addiopizzo anche in riferimento al difficile ma coraggioso percorso di denuncia delle estorsioni subite in dieci anni di attività imprenditoriale da soggetti facenti capo alla famiglia mafiosa del Borgo, che due giorni fa sono stati condannati dal Tribunale di Palermo. Come abbiamo avuto modo di sottolineare sempre e anche all’indomani di questa importante sentenza, la scelta di collaborazione di questi imprenditori con l’Autorità Giudiziaria è doppiamente rilevante poiché proviene da chi si trova a lavorare in un contesto territoriale fortemente pervaso dalla presenza della mafia e dove tutti, estorsori e imprenditori, si conoscono e si possono incontrare quotidianamente.
A ciò si aggiunga, quindi, il grande valore che ha la scelta di costituirsi parte civile nei confronti di chi per lungo tempo ti ha chiesto il pizzo e ti ha pesantemente minacciato nello svolgimento del tuo lavoro.
La scelta dell’imprenditore vittima dell’aggressione così come di altri operatori economici di collaborare rappresenta oggi uno dei percorsi più significativi espressi da una città troppo spesso disattenta e immobile che non riesce a cogliere le peculiarità e le complessità di vicende tanto importanti e delicate.
In questo momento noi volontari stiamo seguendo con apprensione al Pronto Soccorso l’evolversi delle condizioni di salute del nostro imprenditore a cui ci stringiamo con forza e determinazione.
Queste persone continuano ad essere costantemente seguite dal Comitato Addiopizzo in raccordo con la magistratura e le Forze dell’Ordine, perché a Borgo Vecchio, così come in altre aree critiche della città, il percorso è tracciato e non saranno questi ignobili fatti a far arretrare tutti i soggetti coinvolti.

 

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