Confindustria Trapani e LiberoFuturo, che da tempo collaborano per costituire un movimento antiracket e un’associazione di imprenditori a Castellammare del Golfo a partire da quei colleghi che hanno denunciato e si sono costituiti parte civile, plaudono alla rapida conclusione dell’operazione odierna.
Tale collaborazione si inserisce in un quadro più complessivo consolidato da anni fra Confindustria Sicilia, FAI (federazione antiracket italiana), Liberofuturo e Addiopizzo. I frutti da essa scaturiti sono stati rilevanti in ogni angolo della regione e desta stupore che proprio chi fa antimafia seriamente e non per professione sia sottoposto a continui attacchi più o meno mediatici.
I tre arresti di stamani concludono una brillante e fulminea operazione della Squadra mobile di Trapani che su denuncia del Presidente locale di Confindustria ha potuto individuare i tre estorsori e definire tutti gli elementi di accusa. Il fatto che in 15 giorni si siano potuti effettuare gli arresti indica a tutti gli imprenditori la strada giusta da percorrere e dimostra che liberarsi dagli estorsori è possibile anche in tempi rapidi.Cosa nostra oggi sembra non sia più in grado di individuare con attenzione le proprie vittime. Sarebbe bastato si informassero meglio ed avrebbero capito facilmente che oggi in Sicilia non è pensabile e prudente chiedere il pizzo ad un presidente di Confindustria che ha compiuto atti e fatto dichiarazioni inequivocabili e che proprio a Castellammare, insieme a LiberoFuturo, sta seguendo il percorso di quegli imprenditori che denunciando a loro volta e costituendosi parte civile si sono esposti in prima persona.
Proprio nei giorni scorsi abbiamo organizzato insieme una cena di solidarietà al ristorante Quetzal ed è già in programma un aperitivo di solidarietà e consumo critico presso la gastronomia Sapori di Sicilia per martedì 10.
Il movimento antiracket insieme a Confindustria sta realizzando un’azione efficace e non di facciata. Cosa nostra ne dovrebbero prendere atto
Rinnoviamo i nostri complimenti alla Polizia di stato e rilanciamo l’invito a tutti gli imprenditori estorti a seguire l’esempio di chi si è liberato del pizzo denunciando.
Invitiamo altresì tutti i cittadini di Castellammare a solidarizzare con i loro concittadini che hanno dimostrato coraggio sostenendoli.
Anche a Castellammare si può fare! La parola d’ordine dovrebbe essere: DENUNCIA COLLETTIVA

Libero Futuro, via Alcide De Gasperi 53 – 90100 Palermo – 3339787396 – info@liberofuturo.org

Comitato Addiopizzo, via Lincoln, 131 – 90133 Palermo – tel-fax 091 5084262 – comitato@addiopizzo.org

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