logo_addiopizzoIn merito all’intervista della Signora Grasso, il Comitato Addiopizzo e l’Ass. Ant. Libero Futuro, lungi dal volere innescare una polemica che solo male farebbe all’intero movimento antiracket, intendono precisare solo alcune circostanze che dimostrano la costante e continua vicinanza delle suddette associazioni alla persona offesa e alla sua attività.

In sintesi, questi sono i fatti che dimostrano l’impegno profuso dalle Ns. Associazioni a favore della Sig.ra Grasso:

  1. Dopo la coraggiosa denuncia della persona offesa e gli arresti degli estortori, Lo Cricchio e Pedeno, le Ns associazioni hanno assistito la Signora Grasso Valeria durante tutto il processo penale, dove si è costituita, insieme al Comitato Addiopizzo, quale parte civile.
    In questo processo, la p.o. è stata accompagnata e seguita (anche dal punto di vista legale) durante il difficile momento della testimonianza in giudizio (il giorno dell’udienza erano presenti molti esponenti delle ns. associazioni per esprimere solidarietà), ottenendo inoltre un importante risarcimento dei danni patiti (80.000,00 di cui 50.000,00 interamente liquidata dal fondo nazionale delle vittime della mafia – la relativa pratica è stata inoltrata e gestita delle Ns. Associazioni).

  2. Quando le è stato chiuso il conto corrente al Bds e tolto il POS, il giorno dopo la notizia di stampa della sua testimonianza in aula della Sig.ra Grasso, siamo intervenuti ottenendo un nuovo conto nonostante la critica situazione bancaria.

  3. Abbiamo presentato e istruito la domanda di accesso al fondo di solidarietà per le vittime di racket dell’estorsioni che le ha riconosciuto un ristoro di circa 10.000,00 €, ottenendo, inoltre, il provvedimento di cui all’art. 20 L.44/99, ossia la sospensione di rate su mutui bancari ed ipotecari, del versamento di contributi INPS, INAIL ed Agenzia dell’Entrate e di eventuali procedure esecutive.

  4. Abbiamo interloquito con i Carabinieri che hanno svolto le indagini per tutti i problemi di sicurezza, soprattutto nel periodo in cui Mariangela Di Trapani alloggiava sopra la Palestra e pretendeva di continuare a gestire l’immobile. Inoltre si è cercato di gestire il complesso contenzioso con il Demanio che purtroppo non si è mai fatto carico (fino a queste ultime settimane) delle riparazioni dei tetti della palestra.

  5. Abbiamo fatto ottenere un finanziamento di microcredito di euro 15.000 nell’ambito della convenzione stipulata tra Addiopizzo e Banca Etica, prestando come Associazione la nostra garanzia.

  6. Infine, alcune settimane fa, abbiamo formalmente richiesto al Prefetto Caruso la disposizione di una vigilanza dinamica e dedicata attorno allo stabile dove è sita la palestra dell’interessata. Questa misura di sicurezza è stata concessa dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica che lo ha anche esteso all’altra palestra sita in viale dell’Olimpo.

È appena il caso di precisare che tutte le attività sopramenzionate sono state svolte dai volontari e professionisti delle Ns. Associazioni a titolo gratuito.

Questi sono i fatti che dimostrano la nostra vicinanza  alla Signora Grasso e alle sue attività.
Sulle altre affermazioni della Sig.ra Grasso, è opportuno dire che non ci siamo mai permessi di pretendere da lei, ma in generale da nessun altra vittima, il ns. preventivo assenso su altre persone (esponenti politici e non) da interpellare per risolvere i problemi connessi alle proprie vicende estorsive. Nessuna critica abbiamo mai espresso sull’associazione e sull’operato  della Sig.ra Alfano.

Abbiamo, invece, legittimamente chiesto alla Signora Grasso, in un ottica di condivisione e di strategia di gruppo, di renderci  partecipe delle sue scelte e delle sue decisioni.

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