Caro Roberto Vecchioni,

non vogliamo certo aggiungerci all’immenso coro mediatico che si è scatenato all’indomani delle sue ultime dure esternazioni nei confronti della nostra terra. D’altronde non abbiamo mai amato le tifoserie, come quelle contrapposte di questi ultimi giorni, che hanno da un lato criticato con acredine le sue parole, dall’altro hanno risposto manifestando il loro sostegno alla sua amara lettura della Sicilia.

Non ci stupiamo – ahinoi – nemmeno del tam tam che si è scatenato sui social. Ha ragione a ribadire – come ha fatto ieri – che “da questa professione d’amore i media hanno estrapolato solo il punto di odio più squallido”. Purtroppo è un triste meccanismo, quasi un copione consunto che ogni volta si ripete, di fronte al quale possiamo ben poco se non concentrarci sullo spunto offerto al ragionamento e alla discussione pubblica che ne è scaturita.

Le confessiamo però la nostra curiosità nell’immaginare cosa sarebbe successo nel 2004, quando facemmo la nostra prima uscita pubblica con la frase “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”, se vi fosse stata una diffusione così capillare in Italia, quale abbiamo oggi, del mondo dei social.

Non è da escludere che in molti avrebbero reagito inviperiti, così come da qualche giorno a questa parte sta accadendo con le sue parole (un semplice invito ai siciliani a reagire, in fondo), accusandoci delle peggiori nefandezze, tirando ancora una volta in ballo Goethe o additandoci di banalizzare l’immagine di una terra che non avrebbe avuto bisogno della lezione di un gruppo di ragazzetti presuntuosi.

Tuttavia, vogliamo cogliere l’occasione per rassicurarla e confermarle che, a fronte di una triste parte di “Sicilia che si butta via, che non si difende”, che ha dichiarato di non amare (e come darle torto?), in questi oramai undici anni di impegno nel sociale, a fianco di decine di centinaia di imprenditori e commercianti che hanno scelto di liberarsi con noi dalla piaga del racket delle estorsioni mafiose, di migliaia di cittadini e studenti incontrati e sensibilizzati a sostenerli in questa loro importante scelta, abbiamo potuto incontrare e toccare con mano un’altra parte di Sicilia, vitale e che fa ogni giorno la propria parte per risollevare le proprie sorti.

Ora ci proponiamo di metterla nelle condizioni di conoscerla dal vivo, facendone esperienza diretta.

Si unisca a noi per un viaggio in Sicilia organizzato da Addiopizzo Travel, una giovane cooperativa nata sulla scia delle nostre azioni e che dal 2009 si propone di mostrare ai viaggiatori un’immagine diversa della nostra regione, il suo volto spesso oscurato dall’azione dei media, che tanto tende ad appiattire su uno stereotipo decisamente svilente il racconto di questa nostra terra.

In questa sua esperienza sarà accompagnato a vedere dal vivo le tante realtà che ogni giorno s’impegnano sul territorio in chiave antimafia, in un’azione di riqualificazione e promozione dei valori di democrazia, giustizia e riscatto sociale.

Per ultimo, accetti il nostro invito a raggiungerci a Palermo nel prossimo mese di maggio, per la tradizionale Festa che dal 2006 organizziamo in città: tre giorni, a conclusione di un anno di attività nelle scuole e nei territori, nei quali vengono coinvolti tutti i protagonisti della nostra campagna antiracket.

Si tratta di una grande festa collettiva in cui convergono i contributi del mondo della scuola, dell’associazionismo, del mondo dell’educazione, della cultura e dello spettacolo. Pensata come un luogo in cui si possono conoscere direttamente imprenditori, commercianti e associazioni che aderiscono e rendono viva la rete Addiopizzo. Una festa di tutti per tutti.

Con la sua presenza dal palco principale, potrà rispondere concretamente a chi la accusa in maniera sprezzante di odio nei confronti di questa regione. Unendosi alla Festa, senza tanti giri di parole potrà manifestare, come negli anni hanno fatto tanti suoi colleghi artisti da tutte le parti d’Italia, il suo posizionamento nei confronti dell’impegno che migliaia di siciliani da anni, ogni giorno, hanno profuso affinché le nobili vestigia di questa isola, solo ereditate, non si limitino a restare un triste e malinconico ricordo del passato.

Con affetto e stima,
Comitato Addiopizzo

RobertoVecchioni

 

 

 

 

 

 

 

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