Un gesto che ha il valore della speranzaIl collaboratore di giustizia Manuel Pasta ha donato 50 euro ad Addiopizzo.
“Non un’iscrizione, né un’adesione, ho deciso di fare un piccolo gesto, un esempio che valga più di mille parole” ha scritto Pasta nella lettera inviata al Comitato. Mi rivolgo anche agli altri collaboratori, incitandoli a cambiare vita in modo totale”.

Si tratta di un gesto simbolico che Pasta ha fatto attraverso il proprio legale, l’avvocato Monica Genovese, che ha consegnato la banconota ai rappresentanti di Addiopizzo. È importante segnalare che l’iniziativa in questione è stata postergata alla definizione del procedimento penale che vede imputato Manuel Pasta del reato di associazione di stampo mafioso. Questa scelta ha permesso di fugare ogni possibile sospetto in merito alla volontà di strumentalizzare tale gesto.

La scelta del collaboratore di giustizia Manuel Pasta ci ha colto di sorpresa, ci ha fatto molto riflettere, ci ha incoraggiato, ci ha ulteriormente motivato. La piccola somma di denaro che Pasta ci ha fatto avere attraverso l’avvocato Genovese ha un valore simbolico che ha a che fare con la speranza.
Il Comitato Addiopizzo, da quando è nato, ha sempre guardato con interesse ed attenzione al fenomeno dei collaboratori di giustizia, quale strumento utile per misurare la crisi di “vocazione” verso la mafia e quale importante mezzo per acquisire informazioni nelle indagini antimafia. Anche per questi motivi il nostro comitato non si è mai costituito quale parte civile nei confronti dei collaboratori di giustizia.
Manuel Pasta ha dimostrato con scelte concrete di essere un collaboratore di giustizia credibile e molto utile all’accertamento processuale di reati compiuti da Cosa nostra. Se non fosse stato così, ovviamente, non avremmo mai preso in considerazione la sua offerta. Dimostrata nei luoghi idonei la serietà e l’attendibilità della svolta che ha deciso di dare alla sua vita, per noi ora Pasta intende, in una qualche maniera, ristabilire un legame con la società dei cittadini onesti, compiendo un gesto di riparazione simbolica che possa contribuire a rigenerare il tessuto sociale dilaniato da Cosa nostra. Nella sua simbolica offerta e nelle parole con le quali la spiega, cogliamo i sintomi di un cambiamento sociale che si fa sempre più profondo e trasversale. Manuel Pasta si dice fiero di essere oggi un collaboratore di Giustizia e sente il bisogno di farlo sapere a tutti: ai suoi vecchi sodali mafiosi, agli altri collaboratori di giustizia e ai cittadini onesti. La fierezza di cui ci parla Pasta equivale a compiere un significativo passo lungo la strada ancora da compiere, collettivamente, per lasciarsi per sempre alle spalle l’infame realtà di Cosa nostra.
I primi di maggio il collaboratore Di Maio ha rivelato che la mafia si tiene ben lontana dai commercianti aderenti alle associazioni antiracket, perché sanno che il rischio di essere denunciati per l’eventuale tentativo di estorsione è altissimo. Adesso Pasta invita i collaboratori non solo a collaborare con le Istituzioni, ma anche con quelle realtà della società civile che, come noi, lottano al fianco dei commercianti e degli imprenditori contro la mafia.
La strada è ancora lunga, ma i motivi per sperare lentamente si vanno sedimentando nelle coscienze delle persone, e i grandi cambiamenti sociali si vanno annunciando  in singoli gesti di rottura, che si fanno sempre più numerosi e diffusi.
Useremo la simbolica somma di denaro  ricevuta per diffondere questo messaggio con un volantinaggio presso le attività commerciali di alcune delle strade che ricadano nel mandamento mafioso a cui appartenne Manuel Pasta”.

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