Vuoi che gli occhi e le orecchie migliori dell'Antimafia vengano tappati?Con il DDL sulle intercettazioni diventa più difficile contrastare il racket delle estorsioni e più rischioso denunciarlo. Addiopizzo sta manifestando il proprio disappunto e la propria preoccupazione attraverso una serie di iniziative: un sit-in tenutosi a Piazza della Memoria, la distribuzione di volantini in cui viene argomentato il nostro punto di vista e l’oscuramento di questo sito per tre giorni.

Al di là del fatto che per l’autorizzazione delle intercettazioni per i reati di mafia (come l’associazione mafiosa) non saranno necessari gli “evidenti indizi di colpevolezza” ma saranno sufficienti, come prevede la normativa attuale, “i gravi indizi di reato”, c’è chi sostiene che le nuove disposizione del disegno di legge non si applicheranno ai reati del crimine organizzato.
Quest’ultimo passaggio non corrisponde al vero e vi spieghiamo perché rifacendoci alla nostra esperienza di assistenza prestata ad imprenditori, commercianti e artigiani che hanno trovato la forza e il coraggio di denunciare i propri estorsori.
Come emerge dall’esperienza delle procure impegnate nella lotta alla mafia, spesso si accerta l’esistenza del reato di associazione mafiosa (art. 416 bis c.p.) indagando su reati satellite, come l’estorsione, l’usura, il danneggiamento, la rapina, l’immigrazione clandestina che permettono di scoprire l’esistenza della criminalità organizzata.
Oggi, col nuovo disegno di legge sui reati come le estorsioni e l’usura, l’autorizzazione delle intercettazione che dureranno per un periodo di appena due mesi sarà invece condizionata alla presenza di “evidenti indizi di colpevolezza”. Ciò significa che le condotte illecite come il racket delle estorsioni, attraverso cui l’organizzazione mafiosa si foraggia, rischiano seriamente di rimanere impunite.
Perché?
Perché spesso in passato, nell’ambito di indagini sulle estorsioni nate dalle denunce di imprenditori e commercianti che abbiamo assistito, è capitato che gli inquirenti abbiano effettuato intercettazioni telefoniche e ambientali durate diversi mesi.
Peraltro proprio grazie a tale contenuto di tale materiale audiovisivo si è potuto procedere all’arresto di numerosi estorsori e alla ricostruzione di gravi fatti delittuosi di matrice mafiosa commessi da “Cosa nostra”.
È di alcune settimane fa la notizia degli arresti di quattro presunti boss palermitani che avevano chiesto denaro ad un imprenditore edile che, accompagnato dalla nostra Associazione, aveva sporto denuncia ai Carabinieri di Palermo.
Un indagine in cui le intercettazioni ambientali durate diverse mesi sono risultate fondamentali per l’accertamento dell’estorsione e per l’arresto di chi aveva attentato al libero esercizio dell’attività imprenditoriale, un indagine che con questo DDL sarebbe stata difficile svolgere.
È chiaro ed evidente che il disegno di legge in discussione rischia di compromettere seriamente le indagini sulle estorsioni (e non solo) e il lavoro che oramai da anni l’associazione Addiopizzo e tante altre associazioni antiracket svolgono sul territorio a fianco di quegli operatori economici che maturano la forza e il coraggio di ribellarsi alla mafia.
Per queste ragioni manifestiamo il nostro forte disappunto rispetto ai contenuti di tale disegno di legge per i quale risulterà molto difficile contrastare il racket dell’estorsioni e tutti quegli altri reati che rappresentano la ragion d’essere della criminalità organizzata.
Esprimiamo infine il nostro forte auspicio affinchè la Commissione Giustizia del Senato prima e l’Aula dopo recepisca i rilievi del Presedente della Repubblica espressi pochi giorni fa al Ministro della Giustizia Alfano.
Vedere, sentire e parlare sono l’abc dell’antimafia, siamo quindi molto preoccupati.

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