Il 25 marzo 1970 alle 17,30 inizia, da Partinico, la trasmissione della prima radio libera Italiana in FM. È la “radio dei poveri cristi”, un’iniziativa rivoluzionaria voluta da Danilo Dolci, con Franco Alasia e Pino Lombardo.

radio-poveri-cristiRadio Sicilia Libera fu la prima radio italiana a infrangere il monopolio radiofonico della RAI. Iniziò le sue trasmissioni alle 17,30 del 25 marzo 1970 per lanciare un appello disperato: a più di due anni dal tremendo sisma che aveva devastato la Sicilia occidentale «si marcisce di chiacchiere e di ingiustizie, la Sicilia muore». Infatti, non un solo edificio era stato ricostruito, la gente continuava a vivere nelle baracche.
La trasmissione proseguì per 26 ore, fino all’arrivo delle Forze dell’Ordine che sequestrarono le apparecchiature e denunciarono i responsabili.

Il principio ispiratore è quello di una “radio della nuova Resistenza”, sul modello delle radio-ombra clandestine che avevano reso possibile l’informazione tra i partigiani della seconda guerra mondiale. È quindi un’informazione dal basso, come espressione alternativa, nei confronti di uno stato assente. “Chi tace è complice”, scriveva Danilo sui muri in quegli anni e il suo non tacere, il suo dar voce a chi non ha mai avuto possibilità di farsi sentire è un invito a non rendersi complici del silenzio con il silenzio.

Sos, Sos… la popolazione del Belice è abbandonata, qui tra lo Jato e il Carboi viviamo nello sfascio, siamo dei poveri cristi…
Sos, Sos… aiutateci, questa è la radio dei poveri cristi, l’unico mezzo che abbiamo per farci sentire. L’articolo 21 della Costituzione dice che tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Non ci fermeremo….

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