Sostegno a chi denuncia a Borgo Vecchio e hub vaccinale nella sede dell’Associazione per chi vive in condizioni di marginalità alla Kalsa. A diciassette anni dalla nascita di Addiopizzo, la strada e le attività di prossimità restano la bussola che continua a orientare impegno e iniziative sul territorio.

1080X1420_KALSA17 ANCHE A BORGO VECCHIO SI PUÒ FARE DENUNCIA COLLETTIVA   

Il 26, 27 e 28 giugno a Borgo Vecchio si svolgeranno iniziative di sensibilizzazione e informazione rivolte a commercianti e imprenditori del quartiere palermitano. Il senso di tale percorso è quello di estendere in maniera più diffusa la rete di consumo critico antiracket “Pago chi non paga” costituita da chi si oppone alle estorsioni, offrendo un supporto a coloro che ancora adesso vivono stretti dalla morsa del racket. Da anni fino all’ultima indagine dello scorso ottobre che ha interessato il quartiere del centro storico di Palermo, assistiamo decine di commercianti e imprenditori che a Borgo Vecchio hanno trovato la forza e il coraggio di denunciare. Storie di resistenza di donne e uomini che dimostrano come, rispetto al passato, si sono create le condizioni per non piegarsi ai condizionamenti mafiosi. Tuttavia, se si vuole imprimere una svolta decisiva per superare fenomeni mafiosi ed estorsivi, occorre che la politica investa su aree come Borgo Vecchio, attraversate da profonde sacche di povertà e degrado e in cui diritti come quello alla casa, al lavoro e alla salute restano un miraggio per molti, purtroppo troppi. Come testimoniano le diverse realtà sociali impegnate a Borgo vecchio, senza lavoro, senza un tetto sotto il quale vivere (e l’emergenza abitativa cresce), con un diritto alla salute che si assottiglia per molti e un tasso di dispersione scolastica che aumenta, fenomeni criminali e di illegalità diffusa sono infatti destinati a perpetuarsi. Oltre le denunce contro il racket, continueremo a ribadire che in aree come Borgo Vecchio e la Kalsa  occorrono diritti fondamentali, lavoro e politiche sociali. Solo in questo modo si potranno affrancare quartieri, famiglie e cittadini da dipendenze criminali.

leticardillo foto con didascaliaHUB VACCINALE PRESSO LA SEDE DI ADDIOPIZZO PER CHI VIVE IN CONDIZIONI DI MARGINALITÀ ALLA KALSA   

Sulla scia di agevolare l’accesso a diritti costituzionali come quello alla salute di chi vive in condizioni di marginalità, la sede di Addiopizzo, bene confiscato alla mafia nel quartiere Kalsa di Palermo, diventerà un hub vaccinale temporaneo. Nell’ambito della campagna “Accanto agli ultimi” abbiamo avviato una campagna di informazione e ascolto alla Kalsa, al fine di facilitare l’accesso alla somministrazione dei vaccini a quanti vivono in condizioni di marginalità e hanno per questo difficoltà a raggiungere i centri vaccinali. Il 29 giugno con i volontari dell’Associazione proseguiremo l’attività di informazione e ascolto nel quartiere Kalsa per promuovere tale iniziativa. Le somministrazioni sono previste per l’8 luglio e saranno realizzate presso la nostra sede in via Lincoln 131, grazie alla disponibilità del personale sanitario della struttura commissariale Covid-19 di Palermo e provincia retta dal dottore Costa.

La sede di Addiopizzo rappresenta un bene comune e per questa ragione intendiamo, anche in un momento difficile come quello che si sta attraversando, renderlo un punto di riferimento per la comunità e in particolare per chi vive alla Kalsa in condizioni di marginalità. Da diversi anni, pur non allentando il gravoso impegno di aiutare chi si oppone alle estorsioni, siamo presenti nel quartiere Kalsa di Palermo con interventi di inclusione sociale, abitativa, educativa e lavorativa nei confronti di chi vive in condizioni molto difficili: figli di chi non ha un lavoro, una casa e a volte anche da mangiare. Figli di questa città per i quali è fondamentale strutturare servizi di prossimità e di inclusione socio sanitaria per ridurre le disuguaglianze presenti sul territorio.

IL PROGRAMMA


PER APPROFONDIRE ⬇️ Palermo, i commercianti contro il pizzo: 20 arresti. La mossa dei boss: “Un tatuaggio con Falcone e Borsellino”; Palermo, imprenditori detective contro la mafia: così hanno denunciato gli uomini del pizzo; Palermo, le associazioni scrivono a Conte: “A una stretta di mano segua un impegno di ricostruzione”; Fare rete ai tempi di emergenza;  A 30 anni dalla lettera al caro estortore