In appello confermata “l’Apocalisse” su Resuttana e San Lorenzo con il riscatto delle vittime.
La sentenza di oggi  sulle cosche mafiose di San Lorenzo e Resuttana di Palermo ci racconta anche questa volta come ormai esista la concreta possibilità di denunciare.

liberazione-in-corso-SNSi è concluso in appello uno dei tronconi del processo Apocalisse in cui sono stati condannati la maggior parte degli imputati e dove diverse vittime che avevano denunciato, con l’ausilio del nostro movimento, erano costituite parte civile.
Commercianti e imprenditori che nel corso delle indagini avevamo accompagnato al nucleo investigativo dei carabinieri, alla sezione criminalità organizzata della squadra mobile e alla polizia valutaria della guardia di Finanza, dove avevano raccontato fatti utili alla ricostruzione delle estorsioni subite.

Un risultato importante in un momento difficile in cui quello che ci preoccupa non è solo il rischio di recrudescenza dell’usura e del condizionamento mafioso di imprese in difficoltà e fasce sociali in stato di povertà.
Ciò che più ci inquieta è che i vuoti creati dall’azione repressiva possano nel tempo rimanere tali e senza risposte politiche, oggi più di ieri.
Vuoti che in questo periodo drammatico diventano voragini se il lavoro, l’accesso al credito, la cassa integrazione, il sussidio alimentare, l’istruzione e la salute rimangono più che diritti per tutti un’illusione per tanti.
Gli arresti di forze dell’ordine e magistrati, le denunce e le collaborazioni durante le indagini delle vittime accompagnate da Addiopizzo, le loro testimonianze nel corso del processo e la sentenza di oggi rappresentano uno degli esempi migliori di come si possa lavorare per strada e nelle aule di giustizia e creare le condizioni migliori affinché ci si possa liberare dal fenomeno estorsivo.

Tuttavia va sottolineato che a una sempre più incisiva e costante repressione portata avanti da magistrati e forze dell’ordine, non seguono vigorose politiche sociali e sul lavoro, indispensabili per superare fenomeni criminali e mafiosi.
L’emergenza che stiamo vivendo nelle ultime settimane sta inevitabilmente accentuando le diseguaglianze che già esistevano all’interno delle comunità di Palermo
Viviamo, purtroppo, in un contesto dove diritti essenziali come quelli alla casa e al lavoro sono ancora un miraggio per molti, costretti a vivere in condizioni di degrado e povertà rimangono diffuse.
Per tutto questo, proseguiamo il nostro impegno quotidiano per le strade di Palermo e in provincia. Con i nostri limiti ma con l’energia e l’entusiasmo di sempre, a fianco di chi si oppone al racket e insieme a chi, alla Kalsa, vive situazioni di disagio economico e sociale.

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