IL CONSUMO CRITICO ADDIOPIZZO
SI ESTENDE ANCHE AL COMUNE DI GELA

UNO SCUDO ECONOMICO
E SOCIALE
 PER CHI DENUNCIA A GELA

CCXGELA

Con la Guida al consumo critico Pago chi non paga di Gela si materializza un’importante e concreta sinergia tra Addiopizzo e l’Associazione Antiracket di Gela federata alla FAI di Tano Grasso. Essere riusciti a contaminare due esperienze tanto significative quanto diverse anche se accomunate da un unico filo conduttore rappresentato dalla libertà di vivere ed operare senza subire condizionamenti indebiti e mafiosi, è già un risultato straordinario, che speriamo però possa produrre ulteriore seguito. Sono passati tanti anni da quando Libero Grassi a Palermo e poco dopo Gaetano Giordano a Gela furono assassinati dalla mafia perché maturarono la loro scelta di libertà in solitudine ed isolamento. Il senso di queste percorso, che si inserisce nell’ambito del Pon Sicurezza, è proprio quello di creare uno scudo sociale ed economico attorno a quanti nel frattempo hanno trovato la forza e il coraggio di opporsi al fenomeno dell’estorsioni. Col consumo critico infatti si possono sostenere attraverso la pratica giornaliera degli acquisti commercianti e imprenditori che si oppongono alle mafie e al racket. Adesso tocca a tutti i cittadini che indipendentemente dal ruolo che quotidianamente svolgono, possono, quindi debbono dare un contributo a questa battaglia di libertà che deve diventare sempre più di convenienza per quanti decidono di non piegarsi alle logiche perverse della mafia.

 

 

ASSOCIAZIONE ANTIRACKET
GAETANO GIORDANO DI GELA

Per fare meglio comprendere le motivazioni che hanno portato alla nascita dell’Associazione Antiracket Gaetano Giordano di Gela mi corre l’obbligo di fare un passo indietro negli anni e ritornare agli anni 80. A Gela in quegli anni  “Cosa Nostra” e “Stidda” dettavano legge: l’imposizione del pizzo era un dato sistematico ed ineludibile con cui dovevano scontrarsi tutti coloro i quali decidevano d’intraprendere qualsiasi genere di attività commerciale o imprenditoriale e chi non lo pagava veniva, dapprima fatto oggetto delle più atroci rappresaglie, e poi “eliminato”. Alla “richiesta” del pizzo non veniva quindi risparmiato nessuno neanche lo scrivente, il quale, comunque, decide, non solo di denunziare subito i suoi estortori, ma persino di convincere anche gli altri imprenditori, suoi amici – che sapeva essere vessati, a farlo. Nel 92 però le consorterie mafiose uccidono Gaetano Giordano e pongono così una grave battuta d’arresto a tale progetto; l’uccisione di Giordano se però sortisce l’effetto di sfaldare il gruppo con la strategia del terrore, non ottiene certo quello di far desistere lo scrivente  dal suo intento di opporsi alle organizzazioni criminali e, soprattutto, di riuscire ad associare gli imprenditori contro di esse. L’Associazione Antiracket “Gaetano Giordano” di Gela quindi nasce nel 2005 grazie alla volontà di pochi imprenditori e delle istituzioni locali.

La presenza di una associazione antiracket che funziona veramente ha il grande merito di facilitare, e la macchina investigativa, e quella della magistratura. Il modello tracciato dalla associazione antiracket è diventato ormai un modello da seguire per tutti coloro che vogliono intraprendere la lotta per sconfiggere le mafie.In tal senso occorre evidenziare che gli oltre 150 imprenditori accompagnati alla denuncia, hanno prodotto centinaia e centinaia di arresti e questo ha determinato l’assoluta rilevanza storica dell’opera dell’Associazione, un’opera che ha determinato un cambiamento radicale della coscienza civile a Gela, e che ha fatto nascere il “Modello Gela”.

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