Fonte: la Repubblica

Sarà ancora vivo quello che si mangiava i chiodi per far finta di essere pazzo? Come si chiamava? Sinagra Vincenzo detto Tempesta, da non confonderlo con suo cugino – si chiamava come lui, Sinagra Vincenzo – che per tutti gli altri era pazzo per davvero perché si era pentito. E il vecchio Mario Labruzzo della Guadagna, è morto nel suo letto o è morto sparato? E che fine ha fatto Pietro Alfano “U’zappuni” per gli incisivi a forma di zappa? E Giovanni Di Giacomo “Il Lungo”? E Ludovico Bisconti di Belmonte Mezzagno? E Vincenzo Buffa? E Gioacchino Cillari? E Rocco Marsalone? Chissà dove sono finiti quelli del maxi processo di Palermo, la “crema” di Cosa nostra processata e condannata nel dibattimento che trent’anni fa – dal 10 febbraio 1986 al 16 dicembre del 1987 – segnò l’inizio della fine di una mafia padrona.

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