È terminata questa settimana con un’ultima distribuzione di generi alimentari, l’attività di prossimità che ci ha visto impegnati negli ultimi mesi, insieme a Booq, Handala, Send, la scuola Amari-Roncalli-Ferrara, alcuni abitanti del quartiere e la rete di Dapperttutto, accanto a diverse famiglie della Kalsa.

In molti, in questo periodo di pandemia si sono ritrovati in condizioni di gravi difficoltà economica sino al punto da avere difficoltà di sostentamento alimentare.
raccolta alimentareNon è solo un’azione di solidarietà ma è soprattutto un modo per ridurre lo spazio in cui possano attecchire fenomeni di illegalità diffusa e di criminalità organizzata che fanno leva sul bisogno di chi in questo momento è in difficoltà oltreché su ritardi e lungaggini.

Per questa ragione, nelle settimane appena trascorse abbiamo dovuto scegliere di andare oltre le attività di inclusione sociale svolte il resto dell’anno nel quartiere per provare a dare una mano attraverso la distribuzione di pacchi spesa e pasti caldi, forniti anche da ristoratori della rete di Addiopizzo e dando supporto necessario per l’accesso a misure come quella al sussidio alimentare fornito dal Comune di Palermo.
Abbiamo seguito oltre 80 famiglie per più di 500 persone in un momento in cui essere parte di comunità ha significato provare a non lasciare nessuno indietro.

Da anni Addiopizzo è presente nel quartiere con interventi di inclusione sociale e di rigenerazione urbana realizzati insieme a ragazze e ragazzi, bambini e bambini e alle loro famiglie, perché siamo convinti che occorra partire dalla prevenzione e dalla cura di quelle condizioni di disagio e di difficoltà per favorire percorsi di emancipazione e di affrancamento da fenomeni di devianza.
logo-umanoSiamo infatti sempre più convinti che non sia sufficiente accompagnare e sostenere commercianti e imprenditori a denunciare pizzo e soprusi, se non si superano il degrado urbano e sociale che contribuiscono ad alimentare fenomeni di illegalità diffusa e di criminalità organizzata.

Quello che viviamo è un momento particolarmente difficile dal quale possiamo tirarci fuori solo se l’emergenza sociale ed economica, resa ancora più grave dall’emergenza sanitaria, porterà a riporre in primo piano diritti fondamentali come quelli alla salute, al lavoro e all’istruzione, che rimangono oggi più di ieri un miraggio per tanti, ormai troppi.

 

 

 

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