Fonte: la Repubblica

La morte del vecchio Bernardo Provenzano non sposta niente per la mafia siciliana. Perché oggi non è più Corleone che comanda, oggi comanda Palermo.
La stagione dei Corleonesi e dell’assalto armato allo Stato è finita da un pezzo, con Provenzano ridotto fino a poche ore fa a una larva e con Totò Riina — nonostante il suo perenne delirio d’onnipotenza — rinchiuso da ventitrè anni in una fossa, Cosa Nostra più che di un capo è alla disperata ricerca di se stessa e della sua «tradizione ».