scaglione5 maggio 1971. A Palermo uccisi in un agguato il magistrato Pietro Scaglione e il suo autista Antonio Lo Russo.

Pietro Scaglione, procuratore della Repubblica, fu ucciso con il suo autista Antonio Lo Russo mentre tornava dal cimitero per una visita alla moglie defunta. A firmare il delitto del magistrato è probabilmente la banda di Luciano Liggio, contro cui Scaglione si era attivamente adoperato. È il 5 maggio del 1971: per la prima volta nel dopoguerra la mafia colpisce  un tutore della legge di così alto rango.

Dall’inizio del’età repubblicana, dopo la fine della seconda guerra mondiale niente di simile si era più verificato. Quello di Scaglione è il primo di una lunga e luttuosa serie di “delitti eccellenti”, come verranno in seguito chiamati gli omicidi perpetrati ai danni di uomini delle istituzioni, che funesteranno la storia della Sicilia sino ai primi anni Novanta.

La storia di Scaglione merita un’attenzione maggiore, perché decisamente triste. Negli anni Settanta, Cosa nostra non ha ancora alzato il livello di scontro con lo Stato sino ai picchi che raggiungerà con le stragi di Capaci e via D’Amelio. L’opinione diffusa del tempo è che, probabilmente, la mafia non esista e che, qualora esistesse, si tratterebbe semplicemente di bande di gangster che si uccidono tra di loro, risparmiando il resto della società. Questo è ciò che si pensa a Palermo per un lungo periodo, tra gli ani Sessanta e Settanta. Il corollario implicito di questo ragionamento è che, quindi, della mafia ci si può anche disinteresaare perché non intcca la vita delle persone perbene. Ma l’omicidio di Scaglione è un fatto grave e la sua lettura in città, alla luce del ragionamento esposto in precedenza, viene interpretato nella peggiore maniera.
piazza memoria_bSe l’idea condivisa è che i mafiosi si uccidano tra loro, l’assassinio di Scaglione porta non pochi a pensare che il procuratore non sia stato una persona così limpida. Miserie e maldicenze si diffondono a Palermo sul suo conto, finché la triste serie di omicidi continuerà implacabile nei decenni successivi, portando a una doverosa rivalutazione della figura di Scaglione. Il quale ucciso nel 1971, per quasi un decennio sarà considerato un corroto, implicato in faccende di mafia poco chiare.

Fonte: Viaggio in Sicilia. I luoghi del turismo responsabile con Addiopizzo


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