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che animano l’azione di Addiopizzo,
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Nell’ultimo anno la pandemia che ci ha travolto, ha imposto a tutti nuove sfide e sacrifici. In questo momento di crisi, che molti ci segnalano sta compromettendo (in alcuni casi irrimediabilmente) il tessuto produttivo, ciò che più ci preoccupa non è solo il rischio di recrudescenza dell’usura e del condizionamento mafioso di imprese e famiglie in difficoltà.
Quello che più ci inquieta è quanto l’emergenza sanitaria abbia accentuato le disuguaglianze nelle aree di Palermo, già attraversate da povertà e degrado sociale e urbano, che facilitano l’affermazione di fenomeni di illegalità diffusa e organizzata.

ANCHE PER QUESTO, TICHIEDIAMO DI DEVOLVERE AL COMITATO ADDIOPIZZO IL TUO 5X1000.

Aiutaci a realizzare tutto quello che può essere di sostegno al tessuto produttivo e sociale, che oggi più che in passato sta pagando pesantemente il prezzo di questa nuova crisi.

 

Cosa abbiamo realizzato nel 2020
grazie al tuo 5×1000

 

NUOVI OPERATORI PIZZO-FREE E SUPPORTO A CHI DENUNCIA

vetrofania33 nuove adesioni, che accrescono il numero a 1026 operatori economici pizzo-free.

4 processi in cui Addiopizzo si è costituito parte civile assieme a diversi operatori economici (commercianti, artigiani e piccoli imprenditori) vittime di estorsione accompagnati a denunciare dall’associazione, oltre alla costante attività di ascolto e supporto gratuito a chi, oggetto di intimidazioni ed estorsioni, ha avuto bisogno di sostegno nella fase di denuncia e oltre. 
Un’attività delicata, realizzata in raccordo con organi investigativi, procura della Repubblica e prefettura di Palermo.

LOTTA AL RACKET DELLE ESTORSIONI

Denuncia collettiva a Borgo Vecchio. A proposito dell’attività di assistenza alle vittime, si segnala in particolare il lavoro svolto nell’ambito dell’operazione Resilienza che a ottobre ha colpito ancora una volta diversi soggetti del quartiere di Borgo Vecchio, autori di estorsione ai danni di commercianti e imprenditori che, collettivamente, hanno trovato la forza e il coraggio di denunciare. Anche in questa occasione, abbiamo seguito, supportato e accompagnato chi è stato oggetto di intimidazioni ed estorsioni. È stato grazie a un percorso di ascolto e sostegno portato avanti nei mesi precedenti agli arresti, in sinergia con magistrati e forze dell’ordine, che è maturata la scelta di chi si è opposto e non si è piegato alle richieste di estorsione.

striscione_popolo liberoProcesso Talea 2. In uno dei tronconi del processo Talea 2 hanno testimoniato i titolari della pizzeria La Braciera che avevano denunciato con l’ausilio del nostro movimento. Nel corso della deposizione sono stati ricostruiti in aula gli episodi estorsivi subiti dal momento in cui è stata rilevata l’attività, nel 1997, fino a pochi anni fa. Quella di Antonio, Roberto e Marcello è una storia che rappresenta il percorso di denuncia a cui ci si dovrebbe ispirare se si vuole imprimere una svolta seria sul fronte delle estorsioni. Sono stati necessari due anni di incontri in clandestinità, in cui sono state condivise paure, incertezze, silenzi e preoccupazioni, prima che tutto ciò sfociasse nella stesura di verbali di denuncia che hanno aperto lo squarcio su venti anni di estorsioni.

CONSUMO CRITICO E INCLUSIONE SOCIALE

“A Natale il Consumo Critico vale doppio!”. L’emergenza sanitaria sta compromettendo il tessuto produttivo e ci sono operatori economici che pagano ancora più pesantemente il prezzo della pandemia da covid-19. È il caso dei ragazzi del Cafè Verdone di Bagheria, che con l’ausilio del nostro movimento si sono opposti al racket delle estorsioni. In occasione delle festività natalizie abbiamo invitato i cittadini a sostenerli attraverso la formula della “spesa sospesa” verso chi vive in condizioni di marginalità: in pochi giorni la campagna di solidarietà ha fruttato 2149 euro per i giovani titolari del Cafè Verdone, che li hanno impiegati per offrire 400 pizze a persone in difficoltà.

raccolta alimentareFare rete in tempi d’emergenza. Nel quartiere Kalsa, dove Addiopizzo è presente da anni con interventi di inclusione sociale e di rigenerazione urbana, nell’ultimo anno l’emergenza sanitaria ha dilatato drammaticamente le sacche di povertà economica ed educativa. Quello che stiamo vivendo sta inevitabilmente accentuando le diseguaglianze che già esistevano all’interno delle comunità. Per questa ragione, abbiamo scelto di andare oltre le consuete attività, supportando oltre 80 famiglie per più di 500 persone che, in questi mesi, si sono ritrovate in condizioni di gravi difficoltà economica e di sostentamento alimentare, attraverso la distribuzione di pacchi spesa e pasti caldi, forniti anche da ristoratori della rete di Addiopizzo, dando anche supporto per l’accesso al sussidio alimentare fornito dal Comune di Palermo.

ATTIVITÀ DI SENSIBILIZZAZIONE

Decine di scuole, associazioni, gruppi scout, parrocchie e altre organizzazioni di volontariato incontrate presso la nostra sede laddove possibile, o attraverso webinar, nel rispetto delle  prescrizioni anticovid, per testimoniare il percorso di antimafia dal basso di Addiopizzo e contribuire all’affermazione di un punto di vista critico e consapevole.

COME DEVOLVERCI IL TUO 5×1000

Tutti coloro che compilano il modello unico persone fisiche (conosciuto come il vecchio 740), il modello 730 o il CUD, possono indicare, nell’apposita sezione, il codice fiscale del COMITATO ADDIOPIZZO: 97205850825.

Il codice va inserito nel riquadro denominato “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni riconosciute”, nello spazio al di sotto della propria firma.

La destinazione del 5×1000 non comporta alcun aggravio delle imposte: se non si effettua alcuna scelta, infatti, questa percentuale rimane comunque allo Stato.

Inoltre non è in alcun modo alternativa all’8×1000: è possibile infatti scegliere di devolvere il 5×1000 al Comitato Addiopizzo, e mantenere inalterata la tua scelta riguardo l’otto per mille.